Obama manda due gay contro Putin
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Obama manda due gay contro Putin

Il presidente americano boicotta la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi di Sochi e manda nelle delegazione Usa due icone gay

Barack Obama, il suo vice Joe Biden, la First Lady Michelle, non ci saranno; nessun ex presidente Usa ci sarà: diserteranno la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Sochi. E questo è già uno schiaffo per Vladimir Putin. Ma, il secondo è ancora più forte. Nella delegazione statunitense saranno presenti due atlete dichiaratamente gay: sono la leggenda del tennis Billie Jean King e la medaglia olimpica dell'hockey su ghiaccio femminile Caitlin Cahow. Un terzo atleta, il pattinatore Brian Boitan non ha mai fatto outing, ma per spiegare il suo orientamento sessuale ha detto: "Ognuno segue la strada che vuole".

Le tensioni tra Russia e Stati Uniti passano attarverso la questione dei diritti gay

Per il Cremlino, quella di Obama è una provocazione che ha il sapore di una dichiarazione di guerra aperta. Per la Casa Bianca, è il modo per dimostrare il proprio dissenso rispetto alle leggi anti gay approvate da Putin negli scorsi mesi. Ed è questa solo l'ultima mossa di una partita a scacchi tra i due che va avanti da mesi. Attraverso la quale, i due paesi - soprattutto la Russia - si giocano le reciproche capacità d'influenza a livello internazionale. L'ospitalità offerta dalla Russia a Edward Snowden, il faccia a faccia saltato in occasione del vertice dei G20, il braccio di ferro sulla questione siriana (dal quale è uscito vincente il presidente russo), sono stati gli episodi precedenti più importanti di questa duello. Ora, arriva il doppio schiaffo di Obama.

La delegazione mandata a Sochi è di basso livello (un ex ministro, l'ambasciatore Usa in Russia, due vice ministri), segno (in diplomazia) di una presa di distanza. E poi, due gay dichiarati. In questo modo, Obama evita un boicottaggio diretto dei giochi olimpici da parte degli Stati Uniti, come gli era stato chiesto da più parti negli Usa, ma non si tira indietro nel voler ribadire  la sua totale contrarietà alle leggi firmate dal presidente russo: quella che impedisce manifestazioni e propaganda a favore della causa omosessuale e quella che vieta l'adozione internazionale in paesi dove i matrimoni gay sono stati legalizzati (come negli Usa).

Chi sono le atlete gay

Durante la sua carriera ha vinto 12 titoli singolari, 16 titoli di doppio e 11 titoli di doppio misto del Grande Slam. e quella che forse è stata la sua sfida più simbolica, la Battaglia dei Sessi, nel 1973, la partita contro Bobby Riggs, il campione degli anni'40 che - all'età di 55 anni - aveva dichiarato di poter battere qualsiasi tennista donna. Il match fu seguito in televisione da 90 milioni di persone e consacrò Billie Jean King nella storia della racchetta. Sposata con un compagno di università, la King aveva iniziato una relazione con la sua segretaria due anni prima di quel match. Fece outing nel 1981, diventando così la prima atleta a dichiarare la sua omosessualità nella storia dello sport americano.

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Caitlin Cahow invece ha dichiarato la sua omosessualità in tempi molto più recenti. Medaglia di bronzo nelle Olimpiadi del 2006 e d'argento nel 2010, la Cahow è una leggenda dell'hockey su ghiaccio. La sua carriera è stata un'impressionate raccolta di vittorie e premi. Dopo il ritiro, ha fatto outing e si è impegnata per il rispetto dei diritti dei gay nello sport. In una recente intervista, Caitlin caho ha detto che i giochi di Sochi non devono essere boicottati. "Velo vedete Jesse Owens che non va a Berlino perché sa che i nazisti sono razzisti? Vai e vinci. Questa è la tua forza".

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Obama contesta le leggi contro i gay

A più riprese, il presidente Usa ha espresso la sua opposizione alle leggi russe sui gay. Durante il summit dei G20 a San Pietroburgo nello scorso settembre, Obama ha incontrato un gruppo di attivisti gay russi e ha rilasciato alcune dichiarazioni. Non è stata l'unica uscita. In precedenza, in agosto, al "Tonight Show." di Jay Leno sulla NBC era stato ancora più duro.

 

Qualche giorno dopo, nell'annunciare che era stato annullato il faccia a faccia con Vladimir Putin, previsto per il settembre successivo, Barack Obama spiegò che non era nelle sue intenzioni boicottare le olimpiadi di Sochi nonostante "Nulla mi offenda come essere umano più delle leggi sugli omosessuali in Russia".

 

Ma, anche in un passaggio della commemorazione di Nelson Mandela, Obama ha accennato alla questione, quando ha detto che le persone nel mondo sono ancora perseguitate a causa delle loro idee politiche, della religione, del colore della pelle e delle "persone che amano".

Ora, Obama ha fatto la mossa. Che ha il sapore dello schiaffo. Vediamo come Vladimir Putin risponderà in questa guerra aperta sulla questione gay tra Russia e Stati Uniti

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