La riforma dei pulsanti per riformare la mia Roma
La riforma dei pulsanti per riformare la mia Roma
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La riforma dei pulsanti per riformare la mia Roma

Le proposte del vostro affezionato Arfio per cambiareil volto della nostra città all'insegna della partecipazione della cittadinanza

 

Qualche settimana fa mi sono scagliato contro i pulsanti che fingono di essere funzionali sui mezzi pubblici e sui semafori, ebbene, ieri ho compiuto una lunga ricognizione in tutta la città di Roma che mi ha permesso di stendere la seguente mappatura dei pulsanti che non pulsano.
 
 Metro A: con un meccanismo sonoro simpatico quanto la telefonata di un cugino rauco la domenica mattina, il locomotore ti avverte dell’imminente apertura delle porte, correlata da una simpatica illuminazione del suddetto che invita alla celerità nel pigiare. Dall’urgenza dettata dalla luce, l’utente si sente responsabilizzato e schiaccia il pulsante con la stessa foga con cui Putin azionerebbe la sua valigetta nucleare. In questo caso, il pulsante è simbolico, poiché l’apertura della porta non richiede il nostro contributo.

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 Metro B: il pulsante è più rudimentale, un vecchio tasto nero, rassicurante come un punto interrogativo. Leggende narrano che una pressione eccessiva può causare la caduta dei capelli.  L’apertura qui spesso non avviene e se la folla è imponente si scende alla fermata dopo.
 
 Attraversamento pedonale: il “fake” dei pulsanti per eccellenza. Decine di migliaia di persone sono immobili davanti ad un palo da anni. Famiglie disperate, uomini che si sono rifatti una famiglia, donne vestite a lutto, figli diventati padri troppo in fretta. Tutto questo per attendere che la pressione sul pulsante, noto per le canaline antiscivolo sul suo dorso, sorbisca l’effetto sperato.
 
 Il pulsante della Metro B1 (nella foto): Un pulsante che fu azionato dall’ex proprietario del gatto quando era ancora Sindaco. Anche questo risulta essere poco efficace, essendo la tratta più volte interrotta e divenuta per i romani “la metro inutile”.

Pulsante della sveglia: per il 79% dei romani è il vero nemico. Non si centra mai al primo colpo la mattina. Alle volte è duro e non si riesce a schiacciare. Altre volte viene confuso con altri oggetti presenti sul comodino. Possiamo dire che dovrebbe essere uno strumento di sollievo e diventa il problema. O facciamo sveglie più grandi o pulsanti più evidenti.
 
 Pulsante del resto delle macchinette automatiche: generalmente non funziona mai e il resto rimane ai gestori.
 Questa piaga dovrebbe cessare con l’incremento del touch-screen.

 

Insomma, lavorerò affinché l’inganno alla partecipazione fittizia alla vita della città finisca. Roma ha bisogno di cittadini attivi e non di schiacciatori di pulsanti inattivi. Pulsante ti riformo. Roma ti amo.

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