Al via l'Umbria Folk Festival: dopo Caparezza, Asaf Avidan e Bombino

Il 23 agosto gran finale con lo spagnolo Hevia: E il 28 inizia il Narni Black Festival

Caparezza – Credits: Getty Images

Gabriele Antonucci

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L’Umbria, che ospita da quarant’anni anni il più importante festival italiano di jazz, si conferma la regione con la maggiore vocazione alla musica afroamericana. La vitalità e la ricchezza dell’offerta musicale di una regione piccola solo da un punto di vista geografico è confermata da due manifestazioni estive, l’Umbria Folk Festival, che si terrà fino al 23 agosto ad Orvieto, e il Narni Black Festival, che si svolgerà dal 28 al 30 agosto  a Narni.

L’ottava edizione dell’Umbria Folk Festival è entrata nel vivo con il concerto di Caparezza. Il multiforme talento di Michele Salvemini, in arte Caparezza, gli permette di mescolare con naturalezza arte alta e bassa, invettive sociali e brani ironici, riflessione e divertimento. Pur mantenendo le metriche del rap, la musica di Caparezza è un caleidoscopio di hip-hop, rock, world-music e teatro-canzone. Il suo ultimo album Museica, già dal titolo e dalla copertina, rivela un singolare connubio tra due mondi apparentemente agli antipodi, un «album-museo» in cui ogni traccia richiama un dipinto famoso.

Il 21 agosto doppio concerto di sapore internazionale, con i live di Asaf Avidan e di Bombino, due artisti che hanno confermato come il folk sia ancora oggi una musica in grado di assorbire influenze eterogenee e di aprirsi alle nuove sonorità. Il remix di Reckoning song/One day di Asaf Avidan, realizzato nel 2012 dal dj tedesco Wankelmut, ha fatto conoscere in tutto il mondo la particolarissima voce di Asaf Avidan, aspra e acuta, dolce e al tempo stesso sofferta, che ricorda in modo sorprendente quella di Janis Joplin. Una voce a metà strada tra uomo e donna, tra Oriente e Occidente, tra folk e rock, che rappresenta una delle novità più interessanti del panorama musicale odierno. 

E’ bastato un solo album, il sorprendente Different Pulses del 2013, per lanciare l’artista israeliano nell’Olimpo della musica internazionale, così come è bastato il solo Nomad, prodotto da Dan Auerbach dei Black Keys, per far apprezzare anche in Occidente il desert rock a tinte psichedeliche di Bombino che, dopo il concerto di Orvieto, è atteso sabato come ospite internazionale alla Festa della Taranta di Melpignano. Cantante, chitarrista e compositore, Bombino si ispira alle sonorità lisergiche degli anni Sessanta e Settanta, da Jimi Hendrix a Jimmy Page, inserendole in un contesto rock-blues arricchito da vocalismi in Tamasheq, la lingua Tuareg. Allievo del celebre chitarrista tuareg Haia Bebe,  Goumar Almoctar, vero nome di Bombino, è nato e cresciuto in Niger, ad Agadez , nella tribù dei Tuareg Ifoghas.

I classici della tradizione musicale romana e le più belle canzoni di Gabriella Ferri, a dieci anni dalla sua scomparsa, saranno gli ingredienti della serata del 22 agosto, da titolo Mamma Roma Addio, che avrà per protagonisti Luca Barbarossa, Il Muro del Canto, Ardecore e BandaJorona.

Sabato sera gran finale con la suggestiva esibizione dello spagnolo Hevia, virtuoso della cornamusa  elettronica, che presenterà i brani del suo ultimo album  Obsession, ma anche inediti e interpretazioni con la cornamusa di brani scelti dal repertorio di tango argentino dei gaiteros asturiani emigrati a Buenos Aires. A seguire, il concerto dell’Orchestra Giovanile di Musica Popolare diretta da Ambrogio Sparagna,  con la partecipazione del Quintetto Vocale Popolare di Orvieto, dello stesso Hevia e di altri ospiti a sorpresa.

Il 28 agosto prenderà il via la sedicesima edizione del Narni Black Festival, una delle più importanti manifestazioni italiane dedicata alla musica di matrice afro-americana, che negli scorsi anni ha visto la partecipazione di artisti del calibro di Gloria Gaynor, Dionne Warwick, George Benson, George Clinton, Solomon Burke, Dee Dee Bridgewater, Blues Brothers, Earth Wind & Fire e Kool & The Gang.

L’inaugurazione della rassegna sarà affidata al trio guidato da Rita Marcotulli, pianista jazz di fama internazionale, che si esibirà con l’eclettico fisarmonicista Luciano Biondini e con l’estroso batterista Israel Varela. Le composizioni di Rita Marcotulli, delicate e meditative, nascono spesso  dall’ incontro con altre esperienze artistiche, letterarie e cinematografiche. La pianista romana ha vinto  il Premio Ciak d'oro, il Nastro d'argento e il David di Donatello per la miglior colonna sonora del film Basilicata Coast to Coast di Rocco Papaleo, oltre al Top Jazz 2011 come migliore musicista dell’anno.

Il 29 agosto spazio al virtuosismo al servizio delle emozioni dei Doctor 3, trio all stara formato da Danilo Rea al piano, da Enzo Pietropaoli al contrabbasso e da Fabrizio Sferra alla batteria. La band, dopo  sei anni di assenza dalle scene per dedicarsi ai  progetti solisti, è tornata in grande stile con l’album Doctor 3, che contiene sorprendenti  riletture jazz di brani celebri come How deep is your love dei Bee Gees, Light my fire dei Doors, Life on Mars di David Bowie, Let it be dei Beatles e Hallelujah  di Leonard Cohen. Nel disco non troviamo più le imprevedibili scorribande musicali da un brano all’altro che hanno caratterizzato la loro produzione, né i classici assoli da parte del singolo musicista, ma il tema è sempre presente nelle improvvisazioni collettive, complesse tecnicamente quanto godibili melodicamente.

Chiusura in grande stile, il 30 agosto, con il quartetto vocale per eccellenza del jazz, i Manhattan Tranfer, il cui nome deriva dall’omonimo romanzo di Dos Passos dedicato alla New York degli anni ’20, la cosiddetta “Era del Jazz”. Tra i loro più fervidi ammiratori spiccano  David Bowie, Woody Allen e  l' intellighenzia newyorchese, che li ha adottati come gruppo-simbolo dello spirito cosmopolita e raffinato di Manhattan. Nato nel 1969 per iniziativa di Tim Hauser, il gruppo più importante del vocalese, nel quale la voce riproduce nota per nota gli assolo degli strumenti, ha inciso il suo primo album nel 1975, anche se il successo è arrivato nel 1980 con la straordinario arrangiamento vocale di Birdland, uno dei brani più conosciuti dei Weather Report.

"Abbiamo modellato la nostra formazione sulla struttura della sezione sax della band di Count Basie, che univa voci da soprano, contralto, tenore e basso", ha sottolineato Tim Hauser. L’album-manifesto dei Manhattan Tranfer è l’eccellente Vocalese del 1985, candidato a 12 Grammy Awards, record che condivide con Thriller di Michael Jackson, vincendo però solo due grammofonini d’oro. Il disco, oltre a vendere un milione di copie, fu apprezzato anche dai puristi del jazz per gli straordinari incastri armonici dei quattro cantanti. Il concerto dei Manhattan Transfer sarà un’occasione imperdibile per riascoltare i classici della canzone pop- jazz americana, autentici tesori della cultura popolare che vengono tramandati di generazione in generazione.

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