Gabriele Antonucci

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“Quando salgo sul palco è come se ritrovassi il luogo in cui sono nato e dove sono sempre stato. In quel momento cambia tutto e mi trasformo”. Queste parole di Sergio Cammariere, che oggi ha pubblicato il suo nuovo album Io, spiegano bene la magia che si respira in un suo concerto, dove il jazz, la canzone d’autore e i ritmi sudamericani si mescolano in una sintesi originale, calda, malinconica e gioiosa allo stesso tempo.

Atmosfere che raramente un disco in studio è in grado di restituire, così l’artista crotonese ha deciso di registrare il suo nuovo lavoro dal vivo, come si faceva una volta nelle leggendarie incisioni della Blue Note e della Verve degli anni Sessanta, tra la Casa del Jazz e l'Auditorium Parco della Musica di Roma, dove Sergio è ormai di casa.

Scelta che si rivela vincente fin dalle prime battute della swingante Tempo perduto, che mette subito in mostra le eccezionali doti tecniche della sua band, una all star del jazz nostrano formata da Fabrizio Bosso, Luca Bulgarelli, Amedeo Ariano e Bruno Marcozzi, supportata dall’orchestra d’archi diretta da Paolo Silvestri, che arricchisce di nuovi colori i brani più amati di Cammariere.

Preziosi anche i contributi apportati al disco da parte di Roberto Taufic, Marcello Surace, Francesco Puglisi, Paulo La Rosa, Ousmani Diaz, Max Ionata e Roberto Rossi.

L’album, la cui produzione  artistica e gli arrangiamenti sono curati direttamente da Sergio Cammariere, è prodotto da Giandomenico Ciaramella per Jando Music, Sergio Cammariere per Grandeangelo SRL e Aldo Mercurio, in coproduzione con Parco della Musica Records e distribuito da Egea.

Chissà se Cammariere avrebbe mai immaginato nel 2002, anno di uscita del fortunato album Dalla pace del mare lontano, di ritrovarsi a duettare 14 anni dopo con Gino Paoli, uno dei suoi cantautori più amati, evocato nella godibile Cantautore piccolino. Paoli ha scritto il testo dell’emozionante ballad Cyrano (video qui sotto) costruita sopra un brano strumentale di Cammariere, un gioiello incastonato in un album ricco di episodi felici.

Un sodalizio già collaudato dal vivo insieme a Danilo Rea nel trio “TreUnion”, singolare formazione con due pianoforti, in cui i tre artisti spaziano da improvvisazioni jazz a omaggi ai grandi cantautori, da Luigi Tenco a Bruno Lauzi fino a Sergio Endrigo.

Più solare e radio friendly è la deliziosa bossa nova Con te o senza te cantata insieme a Chiara Civello, perfettamente a suo agio con le languide melodie della musica brasiliana.

Stupisce l’inedito La cosa giusta, sia per le atmosfere piacevolmente black che per la connotazione politica del brano, con le parole dell’inseparabile Roberto Kunstler, la cui importanza, per il cantautore, è pari a quella di Hal David per Burt Bacharach: “Dove c’è solo corruzione/Non ci può essere lealtà/Dove non conta la ragione/Solo l’amore vincerà/Ma non capisco dove corre/Tutta la gente dove va/Come farà a distinguere/Tra falso e verità”.

Cammariere ha rivelato alla stampa che sta lavorando a un album di brani in piano solo, di cui Sila, lirico ed evocativo omaggio alla sua terra d’origine, è una gustosa anticipazione.

I nuovi arrangiamenti dei suoi successi, da L’amore non si spiega a Via da questo mare, da Dalla pace del mare lontano alla splendida Tutto quello che un uomo, terza classificata a Sanremo 2013, hanno lo stesso impatto emotivo delle versioni live, con il plusvalore dell’orchestra d’archi a renderle ancora più ariose.

Il disco si chiude con l’irresistibile Cantautore piccolino, impreziosita da un’inedita coda strumentale in cui Bosso conferma ancora una volta perché è considerato uno dei migliori trombettisti a livello europeo.

Io segna un ottimo ritorno per Cammariere, atteso l’8 dicembre da un concerto-evento al Teatro Petruzelli di Bari, un album che farà contenti sia i suoi fan della prima ora, grazie ai brani inediti, che un nuovo pubblico, a cui offre la possibilità di apprezzare i suoi brani più famosi in una nuova veste strumentale.

Sarà anche “un cantautore piccolino”,  come si definiva con modestia Cammariere nel 2002, ma la sua è grande musica.

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