Gabriele Antonucci

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Dall'incontro tra la raffinatezza del jazz,il calore del soul e l'energia del funk trae linfa l'inconfondibile sound di Roy Ayers, leggendario vibrafonista, tastierista, cantante e compositore americano, tra i pioneri dell'acid jazz e del neo soul.

Stabilmente nella top 10 dei “Most Sampled Artists of All Time”, i 10 artisti più campionati nei brani hip hop, Ayers, 77 anni compiuti a settembre, torna in Italia per tre imperdibili concerti il 5 dicembre al Monk di Roma, il 6 al Bravo Caffè di Bologna e il 7 al Dude Club di Milano.

Nato a Los Angeles il 10 settembre 1940, madre pianista e padre trombonista, Roy fin da piccolo ha dimostrato una straordinaria attitudine alla musica, suonando pianoforte, steel guitar, flauto, tromba e batteria prima di capire che il vibrafono sarebe stato il suo strumento.

Fondamentale, in questo senso, è sato un concerto della Big Band di Lionel Hampton a cui ha assistito da giovanissimo: il vecchio Lionel , salutando il pubblico a fine spettacolo, fu colpito dall’entusiasmo del piccolo Roy e gli regalò un paio di bacchette per vibrafono. Bacchette che, da allora, non ha mai più riposto.

In oltre 50 anni di carriera, Ayers ha attraversato mode e stili musicali con intatta integrità artistica, come dimostrano il recente featuring con il rapper Tyler, The Creator o il duetto con Erykah Badu, che lo ha definito “il re della neo-soul music”, su Everybody Loves The Sunshine, il suo brano più celebre.

Accanto a una ricca produzione discografica con i suoi Ubiquity per l’Atlantic Records e per la Polydor Records, Roy ha pubblicato anche indimenticabili colonne sonore per film, tra le quali spicca quella realizzata per Coffy diretto da Jack Hill nel 1973.

Il leggendario vibrafonista californiano ha collaborato in carriera con artisti del calibro di Fela Kuti, Herbie Mann, Chico Hamilton, Teddy Edwards, Jack Wilson, Phineas Newborn e Gerald Wilson, ma anche rapper come Tupac, A Tribe Called Quest, Kendrick Lamar e Mos Def, fino a produttori dance come i Masters At Work, che non mancano mai di citarlo e tributarlo.

Un concerto di Roy Ayers è una di quelle esperienze dal vivo che chiunque ami la musica black dovrebbe compiere almeno una volta nella vita.

Vediamo, a tal proposito, quali sono i suoi 10 brani cult, molti dei quali non potranno mancare nella scaletta dei suoi tre concerti a Roma, Bologna e Milano.

1) Everybody loves the sunshine (1976)

2) What you won't do for love (1979)

3) Can't you see me (1978)

4) Love will bring us back together (1979)

5) Coffy is the colour (1973)

6) We live in Brooklyn, baby (1972)

7) Running away (1972) 

8) Searching (1976)

9) Red, black and green (1973)

10) Africa, center of the world (1981)

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