Gianni Poglio

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Non tutti i fan dei campioni del thrash metal l'hanno presa bene.

L'omaggio dei Metallica a Vasco Rossi (a Torino nei giorni scorsi hanno suonato e "cantato" C'è chi dice no) ha diviso il pubblico della band californiana.

Loro, però, non si sono persi d'animo e a Bologna hanno intonato Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno e Caruso di Lucio Dalla

Sting e Kiss rimandati in italiano

A Sanremo 2018 Sting si è esibito in Muoio per te e per quanto apprezzabile sia stato lo sforzo, il risultato finale non è stato esattamente epocale.

Anche i mascherati Kiss in uno dei loro tanti passaggi in Italia pensarono bene di regalare un assaggio di Nel blu dipinto di blu... Nulla di leggendario. 

Ed Sheeran e U2 promossi

Nel 2014 Ed Sheeran ha deliziato i fan milanesi con una versione chitrarra e voce di Con te partirò.

Straordinaria la performance di Bono degli U2 a San Siro nella parte in italiano di Miss Sarajevo. Era il 2005 e la performance venne accolta da un'ovazione di tutto lo stadio. 

Katy Perry invece si è limitata a una strofa di Caro mio Ben. La voce c'era, la pronuncia decisamente meno.

Fu Mogol a scrivere per David Bowie le parole di Ragazzo solo ragazza sola, traduzione in italiano di Space Oddity. L'italian version venne utilizzata da Bernardo Bertolucci per la colonna sonora del film Io e te.

I grandi della black music

Passando ai grandi della black music, sono indimenticabili (nel bene e nel male) Non sono un angelo di Stevie Wonder, versione italiana della sua I'm wondering, Non sarà un'avventura di Wilson Pickett, cantanta in coppia con un Lucio Battisti quasi esordiente a Sanremo del 1969, e Mi va di cantare di Louis Armstrong, composta da Giorgio Bertero, Marino Marini, Aldo Valleroni e dal gastronomo Vincenzo Buonassisi, con la quale il grande jazzista era addirittura in gara a Sanremo 1968.

La canzone era un motivetto dixieland in stile anni ’20, che non rendeva giustizia al geniale trombettista, costretto a leggere il testo in italiano incollato per terra.

L'indimenticabile Satchmo, all’epoca sessantaseienne, visto il notevole cachet di 32 milioni di lire che gli fu offerto, credeva di doversi esibire in un mini-concerto, così toccò a un giovanissimo Pippo Baudo, su input del patron Gianni Ravera, l'ingrato compito di interrompere il leggendario jazzista, togliendogli praticamente la tromba di bocca. 

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