Gabriele Antonucci

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Prince è stato uno dei maggiori innovatori della musica black e uno dei migliori performer della storia del rock.

L’incontro tra la sensualità del funky, il calore del soul e l’irruenza del rock, oltre a una impareggiabile genialità compositiva e a una straordinaria tecnica come polistrumentista, sono solo alcuni degli ingredienti dell’inconfondibile sound di Roger Nelson, morto tre anni fa, il 21 aprile 2016.

La sua musica è stata una sintesi sorprendente, in continua evoluzione e sempre aperta a nuove influenze, che ha permesso al genio di Minneapolis di rinnovarsi costantemente nel tempo, senza mai snaturare il suo inconfondibile stile.

Mentre gli anni Ottanta erano dominati da artisti rassicuranti,impeccabili e vagamente dandy, Prince sembrava un inquietante mix dei suoi eroi del passato: si vestiva come Jimi Hendrix, aveva i baffi di Little Richard e ballava come James Brown, ma al ritmo dell'amata drum machine Linn, collegando idealmente la tradizione del funk e del rock con il suono del futuro.

L'attività di Prince era a dir poco febbrile. A volte lavora anche tre giorni di seguito senza dormire, dividendosi tra le sue tre band, i Revolution, i Time e le Vanity 6.

Usava la musica e l'immagine per superare le barriere tra razze, generi e stili musicali (non a caso i suoi idoli erano Joni Mitchell, Carole King, Fleetwood Mac, Eric Clapton, Rolling Stones e Jimi Hendrix), cambiava con naturalezza registro vocale da maschile a femminile, i sui abiti eccentrici erano creati su misura per lui, i suoi show erano vere e proprie esperienze multisensoriali, quasi dei musical dionisiaci e imprevedibili.

Il suo primo grande successo commericale è il doppio album 1999 del 1982, con una netta divisione tra il primo lato in perfetto equilibrio tra rock e funk e il secondo più ballabile e sensuale. In esso Prince suona nell'album ogni strumento possibile e immaginabile, dando prova delle sue straordinarie doti tecniche.

Alla metà degli anni Ottanta Roger Nelson dominava le classifiche internazionali, sia con il suoi lavori solisti che con gli artisti da lui prodotti, ingaggiando un appassionante derby con il rivale di sempre Michael Jackson.

Una creatività traboccante, tanto da cedere molte sue canzoni (spesso di altissimo livello) ad artisti che stimava.

Originals raccoglie alcune delle sue migliori composizioni, sotto forma di demo, tra il 1982 al 1987, con un solo brano degli anni Novanta (1991), che mostrano tutto l'eclettismo e la sua capacità di muoversi con disinvoltura tra i generi.

Nell'album, caratterizzato da una copertina piuttosto dozzinale, troviamo hit famosissime come Manic Monday e Nothing compared 2 U accanto a canzoni conosciute solo dai fan "duri e puri", ad esempio le straordinarie Noon Rendezvous, Baby, you're a trip e Holly Rock (video qui sotto).

Quest'ultime sono tre dei vertici dell'album, insieme a Wouldn't you love to love me? e You're my love, mentre Manic Monday e Nothing compared 2 U continuiamo a preferire le versioni delle Bangles e di Sinead O'Connor che tutti conoscono.

La versatilità vocale di Prince è confermata ancora una volta dalla sorprendente You're my love, ceduta nel 1982 a Kenny Rodgers, con una tonalità molto più scura del solito.

Anche negli episodi meno riusciti del disco, come nell'elettronica di Make up e nel pop romantico di Love ... Thy Will Be Done, la qualità negli arrangiamenti e l'inventiva restano sempre alte, facendo aumentare i rimpianti per la scomparsa di un artista che ci ha lasciato un'enorma eredità musicale.

Nella sua immensa casa-studio registrazione di Paisley Park, Roger Nelson ha continuato fino all'ultimo giorno della sua vita incidere brani originali, del tutto indifferente alle strategia di marketing e quasi guidato da una forza sovrannaturale, come se il bruciante demone della creatività non lo lasciasse mai riposare in pace.

A tre anni dalla sua scomparsa, Originals è un prezioso testamento della sua arte.

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Nel nuovo disco, oltre alla versione originale di Nothing Compares 2 U, anche alcuni successi che il genio di Minneapolis aveva composto per altri artisti

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