Paola Turci: " ‘Io sono’ è un crocevia tra futuro e passato"

Il tour della cantautrice romana prende il via venerdì a Lanciano

Paola Turci

Paola Turci – Credits: Barley Arts

Gabriele Antonucci

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Prende il via il 5 giugno a Lanciano (Piazza del Plebiscito, ore 21.30, ingresso gratuito) il nuovo tour di Paola Turci, una delle esponenti di punta del cantautorato femminile italiano, oltre che una delle voci più intense della nostra canzone. Paola ha da poco pubblicato Io sono, un disco antologico che contiene 12 canzoni storiche completamente riarrangiate con sonorità elettro-acustiche e tre brani inediti, tra i quali spicca la tiltle track Io sono, scritta da Francesco Bianconi dei Baustelle e da Pippo Rinaldi “Kaballà”. L'album è stato prodotto da Federico Dragogna, chitarrista e produttore di Ministri e de Le Luci della Centrale Elettrica, che ha dato una ventata di freschezza al progetto.
 
Paola, ho letto nelle note discografiche che l'album Io sono è "una fotografia che immortala un momento di passaggio e al tempo stesso lascia immaginare nuovi scenari futuri". Che cosa intendi esattamente?

“Non mi riferivo alla fotografia della copertina, anche se ha molto a che fare con la mia storia. In Io sono c'è il passato, la mia storia, il mio ritratto, ma è anche e soprattutto uno sguardo rivolto verso il futuro. Ho spogliato le mia canzoni da arrangiamenti ormai impolverati e le ho alleggerite, adesso le sento come farfalle. Questo album è un crocevia tra futuro e passato”

A proposito della title track Io sono, scritta da Francesco Bianconi (Baustelle) e Pippo Rinaldi “Kaballà”,  hai dichiarato che “ha avuto la capacità di mettermi davanti ad uno specchio per farmi vedere chi ero, anzi, chi sono”. Ma chi è oggi Paola Turci?

“Sono quella della copertina, “cieli bianchi e neri”, come canto nella canzone. Il mio volto è una metafora della mia vita, sgangherata e graziosa al tempo stesso. In passato, a causa delle cicatrici che mi ha provocato l’incidente stradale, il mio aspetto è stato così importante da farmi diventare pesante, quindi non ho mostrato tutto quello che sono stata. Oggi, grazie anche alla maturità dei cinquant’anni, non ho problemi a mostrare la mia fragilità. Io sono è stata scritta mentre stavo lavorando all'autobiografia, ho subito avuto l’impressione che fosse la canzone giusta al momento giusto”

Com’è nata la collaborazione con Federico Dragogna (chitarrista e produttore di Ministri e Le Luci della Centrale Elettrica n.d.r.), che ha dato una bella iniezione di novità al progetto?

"Lui è stato determinante per realizzare il progetto che avevo in testa, un disco acustico-elettronico. Federico suona con Vasco Brondi, che già conoscevo, e quando l’ho sentito dal vivo mi ha dato subito un senso di bello e di modernità, mi ha ricordato un Dave Grohl romantico. Dopo il concerto ho salutato Vasco, che mi ha presentato Federico. Avevo appena scritto Questa non è una canzone, ero in una fase di preproduzione, così gli ho mandato il materiale via mail e il giorno dopo già lavoravamo insieme. E’ andato tutto liscio, lui ha il dono della sintesi che a volte a me manca, ci siamo trovati in tutto e per tutto”

La tua voce, nell’album, suona più gioiosa  e meno scura rispetto al passato. E’ la diretta conseguenza di un periodo felice  o una scelta stilistica nel modo di cantare?

"E’ una scelta, che coincide anche con un periodo felice. L’età mi ha dato maggiore consapevolezza, togliendomi la paura di sbagliare. Adesso mi permetto di lasciarmi andare e di circondarmi solo di persone che mi piacciono. Mi ha divertito farmi produrre da un ragazzo nato più o meno quando ho iniziato la mia carriera”

Tra le tue nove partecipazioni al Festival di Sanremo, con una vittoria nella categoria Emergenti e tre Premi della Critica, a quale sei rimasta più legata?

"Ce ne sono alcune a cui non sono particolarmente legata, ma comunque importanti, indimenticabili, anche se non felici. Sicuramente le prime due, dove ho vinto il mio primo Premio della Critica, ma anche quelle del 1993, del 1996 e del 2001”

Che ricordo hai del leggendario discografico Vincenzo Micocci, che ti ha scoperta 30 anni fa?

"Di Vincenzo ho un grande ricordo, potrei quasi scriverci un libro. In realtà mi ha scoperto un amico del figlio di Micocci in un piano bar di Roma, la Cabala, così ho fatto il mio primo provino davanti a lui, cantando al pianoforte un brano di Pino Daniele. La svolta, però, c’è stata con un secondo provino, sempre lo stesso anno, dove ho cantato alcune canzoni di Sade davanti a Vincenzo e a Roberto Righini, che poi è diventato il mio produttore. Quindici giorni dopo ho firmato il mio primo contratto, un papiro che non finiva mai. Lui non è mai stato affettuoso o paterno con me, era piuttosto severo, ma ho comunque un grande ricordo, perché mi ha forgiata e mi ha fatto crescere”.

Dopo aver scritto un romanzo, Con te accanto, e un’autobiografia, Mi amerò lo stesso, hai nel cantiere già un terzo libro?

"Mi piacerebbe scrivere un racconto basato solo sugli esordi, ad esempio nell'autobiografia di Micocci ne ho parlato poco, ma di storie da raccontare ne ho diverse. Quando mi trovo a scrivere al computer mi piace ricamare sopra i ricordi e immaginare la mia vita che ha preso direzioni diverse. C'è sempre un aspetto autobiografico in tutto ciò che scrivo,ho imparato a lasciare libero l’ inconscio di andare nella direzione che vuole”

Accanto a un’intensa attività discografica e live, hai sempre trovato il tempo per dedicarti ai progetti di Emergency e della Fondazione Francesca Rava. Com’è nata la collaborazione con queste due organizzazioni?

"Nella fondazione Rava, una onlus che si occupa di adozioni a distanza e di attività di sensibilizzazione sui diritti dei bambini, ci lavora mia sorella Francesca. Con loro sono stata due volte ad Haiti, dove tornerò a ottobre per un evento di beneficenza con Paolo Fresu. Riguardo Emergency, non dimenticherò mai quando sono stata due anni fa a capodanno in Sudan con Gino Strada, dove ho suonato tutta la notte con la chitarra. Vedere dal vivo un intervento di cambio di valvole mitrali  a una bambina di 11 anni, durato tre ore, è stato scioccante, mi ha fatto capire quanto possiamo essere utili in questi posti così lontani da noi”.

Di seguito le date dell' Io sono il tour e il video di Io sono

5 giugno – Piazza Plebiscito LANCIANO (Chieti)
6 giugno – Piazza Casu Padre FONNI (Nuoro)
13 giugno – Piazza Municipio ARPINO (Frosinone)

19 giugno - Rivergaro (Piacenza)
20 giugno – Festa d’Estate VASCON (Treviso)
27 giugno – Bologna Pride al Parco del Cavaticcio BOLOGNA

2 luglio - Rimini
9 luglio – Villa Ada ROMA
15 luglio – Pride Village PADOVA
27 luglio – Piazza della Libertà MONTALBANO DI FASANO (Brindisi)

7 agosto - Miglionico (Matera)

13 agosto - Belluno

14 agosto -Spinazzola (Bari)
15 agosto – Rotonda Carducci TORTORETO LIDO (Teramo)

19 agosto - Brescia

22 agosto Arzana (Nuoro)

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