Musica

Goran Bregovic a Melpignano dirige la notte della taranta

Tutto è pronto per la quindicesima edizione del concertone che unisce sonorità etniche, pizzica salentina e folk: da concerto improvvisato a fenomeno di massa

La notte della taranta

In auto, nave, bicicletta o aereo. O addirittura a piedi. Pur di arrivare in tempo questa sera, 25 agosto in un luogo magico per il concertone de “La notte della Taranta ”.

Questo 'luogo' è Melpignano, meno di 2200 anime nel cuore del Salento, un'area chiamata “Grecìa salentina”, dove sono ancora forti le influenze dei colonizzatori greci e si parla il “griko”, un dialetto di origine ellenica tramandato da più e più generazioni. Una notte sotto le stelle fatta di sonorità etniche, pizzica salentina, ballate folk. E condite con l'eleganza e la bravura di Goran Bregovic , poliedrico musicista bosniaco che fonderà con la sua direzione orchestrale gli stili in “religioso ossequio alla tradizione salentina”.

Quindici anni fa la prima edizione di un concerto che, da poche centinaia di persone, quasi una cerchia ristretta di intenditori, un po' fricchettoni e naif, è diventato il “must” dell'estate salentina. E non solo, se si pensa che il piazzale antistante la chiesa degli Agostiniani, set tra l'altro de “L’anima gemella di Sergio Rubini, si prepara ad ospitare non meno di 80 mila persone che arriveranno da ogni parte della Puglia, della Basilicata, della Campania. Anche a piedi. Come il trentenne Giorgio Ciaccio, partito ventitré giorni fa da Palermo e che completerà il suo lungo “Cammino della Taranta ”, un’iniziativa singolare che unisce idealmente gli appassionati di mobilità sostenibile con il grande popolo della Taranta.

All'inizio erano concerti, pochi, seminati come chicchi di grano nei solchi del basso Salento, a volte sembravano estemporanei e c'era chi addirittura suonava senza palco, con l'amplificazione a terra. C'era la prima idea in Puglia di raccolta differenziata, di energie rinnovabili, di distanze infinite tra questo lembo di terra e il resto dell'Italia. Poi la svolta, e la crescita, anche legata ad un business sempre crescente e un'attenzione mediatica cresciuta a dismisura. Quest'anno, ad esempio, solo per citare alcuni media internazionali presenti, il Wall Street Journal, la Bbc e Russia Tv dedicano reportage e dirette al concertone. Senza dimenticare la diretta su Cielo , canale della piattaforma Sky, che arriverà fino a Herat, nel cuore del quartier generale del comando italiano in Afghanistan. E la diretta web video su Salento web tv .

Ma nel tempo la tradizione si è affievolita o è solo cambiata? Negli anni ’50, le “tarantate” erano una realtà e, senza rincorrere i ricordi dei nonni, ci sono ancora quelli di padri e madri, che rammentano le carovane e le persone che si recavano a Galatina, nel giorno dei Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno, per venire guarite dal morso del ragno, la taranta appunto. Con la musica. Un battito scandito dai tamburelli che accompagnano le invocazioni a “Santu Paulu”. Il ragno che oggi, con il suo “pizzicare” ha contagiato le folle che arrivano nel Salento per diventare, per una notte, protagoniste di un rito collettivo. E che Bregovic vuole riportare alle sue radici, confermando Melpignano come il luogo dell'accoglienza e dell'incontro, caratteristiche tipiche del Salento e della Puglia. “Quest'anno il palco sarà il posto dove la vera protagonista diventerà la piazza, quindi la tradizione, la sua carica, il suo potere – dice il musicista balcanico -. Parlo del potere della cultura che porta alla conoscenza ed è il più grande antidoto contro la violenza”.

Insomma, forse è cambiata la vera anima della notte della Taranta, meno mistica e intima e più aperta al mondo e alle influenze, non solo musicali, di molteplici culture. Forse gli strumenti non sono più solo acustici e quasi improvvisati. Forse i confini salentini sono stati travalicati. Ma in questi quindici anni il “morso” conserva sempre il suo fascino, così radicato nel territorio e insieme capace di affascinare un pubblico globale. Il suo successo non si può spiegare soltanto con la qualità e la particolarità della musica che vi viene suonata o della danza che viene ballata. Ci sono anche  radici fortemente popolari che insistono nel profondo della nostra storia culturale. C'è una complessa macchina organizzativa che si mette in moto, assieme al forte impatto del Festival anche sull'intera economia salentina, come racconta uno studio dell'Università Bocconi, secondo cui per ogni euro investito ritornano sul territorio almeno 5-6 euro.

C'è, in una sola parola, la vera anima del Salento. Il concertone inizia alle 22,30, ma dalle 18,45 un pre evento farà ballare le migliaia di giovani (e non) che accorreranno. Melpignano è pronta a farsi "mordere" ancora.

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