Gabriele Antonucci

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Michael Bublé torna finalmente a sorridere. Suo figlio Noah, di soli 3 anni, è guarito dal cancro al fegato.  Lo ha annunciato la cognata  Daniela Lopilato, sorella della moglie del cantante Luisiana Lopilato , a una trasmissione tv argentina: “Il cancro se n’è andato, siamo molto felici”.

Un mese fa i primi segnali positivi, quando il piccolo aveva trascorso le vacanze natalizie fuori dall'ospedale, a Los Angeles, dove si sta sottoponendo a un ciclo di chemioterapia. Una guarigione  confermata dalla zia su Twitter: "Vi prego di non strumentalizzare le mie parole, con dettagli che non ho dato. Noah ora sta bene e i genitori parleranno quando lo riterranno opportuno".

Una storia che aveva commosso il mondo, quando il crooner canadese  aveva scritto a novembre sui social il seguente messaggio: “Siamo devastati. Il nostro figlio più grande Noah ha il cancro. Stiamo impiegando tutto il nostro tempo per aiutarlo a star meglio, e per questo sospendiamo le nostre attività professionali per il momento. Vi chiediamo di pregare per lui e rispettare la nostra privacy”. La coppia, oltre a Noah, ha un altro figlio, Elias, nato a gennaio 2015.

A Michael Bublé è universalmente riconosciuto il merito di aver rilanciato un genere musicale, il pop-swing, che sembrava ormai superato e che ora, grazie a lui, è tornato prepotentemente di moda. Il crooner canadese è riuscito a coniugare abilmente grandi successi del glorioso American Songbook a brani più recenti, mettendo d’accordo allo stesso tempo padri nostalgici di Sinatra e  figli cresciuti a pane e Mtv.

Bublè ha pubblicato a ottobre l’album To be loved che, nonostante i 55 milioni di album venduti e i 4 Grammy Awards conquistati, lo ha visto rivoluzionare il modo di lavorare sulle canzoni: “Solitamente i produttori, quando lavorano sugli standard jazz -sottolinea il crooner- preparando prima la base e poi chiamando il cantante per registrare dieci o quindici versioni vocali che poi loro taglieranno e incolleranno a loro piacimento. Credo che un lavoro di questo tipo, volto alla ricerca della perfezione assoluta, abbia fatto oggi il suo tempo. I miei idoli del passato entravano in studio di registrazione con 50 musicisti, cercando di fare il loro lavoro sulle canzoni nel modo più onesto possibile. E’ quello che ho cercato di fare anch’io in questo album”.

Nella setlist, accanto a cinque brani originali, spiccano la gioiosa One Evening in Rome di Dean Martin, una versione smooth jazz di God only knows dei Beach Boys e la commovente The very tought of you, standard di Ray Noble, dedicata alla nonna scomparsa tre  anni fa.

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