Gabriele Antonucci

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Da dodici anni, da quando si è affermato nel 2006 con la hit This is what you are, Mario Biondi è diventato uno dei volti più riconoscibili e amati della musica italiana, con la sua pelata, gli occhialoni, la barba, la sua ironia e il look sempre ricercato, ma anche internazionale grazie a un sound elegante, "nero" e contemporaneo, in perfetto equilibrio tra jazz e soul.

La sua straordinaria voce profonda, calda e pastosa, affinata in tanti anni di gavetta, ha accorciato le distanze che separano la sua natia Catania con Memphis, la città del soul, rendendo inevitabili i paragoni con Barry White e Isaac Hayes, due delle più belle voci black di sempre, anche se a noi la sua tessitura vocale ricorda più quella di Lou Rawls e di Teddy Pendergrass.

Il 2018 si preannuncia un anno molto importante per il crooner catanese, che ha partecipato al Festival di Sanremo con l’elegante ballad Rivederti, classificandosi penultimo, esattamente come Zucchero(Donne) e Vasco Rossi(Vita spericolata) tanti anni fa: un piazzamento che, evidentemente, porta bene.

La canzone inzia con un pianoforte delicato e sognante, le spazzole sulla batteria e la ritmica rotonda del contrabbasso, ma a fare la differenza in Rivederti è la voce calda, potente e soul di Mario Biondi, che ha fornito l'ennesimo saggio del suo controllo vocale e della sua tecnica, sempre al servizio delle emozioni.

Il brano, che esalta nel finale i fiati della big band, è nato nel 2015 in inglese, prima di essere riconvertita in italiano, acquistando così nuovi colori.

Il crooner siciliano ha mantenuto anche sul palco di Sanremo la dimensione internazionale che caratterizza la sua musica, con un finale da brividi: Biondi ha dato l'impressione di essere un superospite, più che un concorrente.

Nella serata dei duetti, il cantante catanese è stato affiancato da Ana Carolina e dal grande Daniel Jobim, due nomi di primo piano della musica brasiliana.

Il nuovo album "Brasil"

Da anni c’è un filo rosso che lega Italia e Brasile sul versante musicale: basti pensare al leggendario album La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria di Ornella Vanoni, Toquinho e Vinicius De Moraes, all'indimenticabile La vita, amico, è l'arte dell'incontro di Vinicius de Moraes, Giuseppe Ungaretti e Sergio Endrigo o al più recente Bollani Carioca dell’estroso pianista milanese

E proprio il Brasile sarà il fulcro tematico del suo nuovo album, dall’inequivocabile titolo Brasil, nei negozi per la Sony Columbia il 9 marzo e già preordinabile su Amazon, registrato e prodotto in un anno di lavoro a Rio de Janeiro dal vincitore di un Latin Grammy Mario Caldato (Beastie Boys,Jack Johnson, Seu Jorge, Marisa Monte)  e Kassin (Red Hot+Rio, Caetano Veloso).

“I suoni e la cultura del Brasile hanno da sempre accompagnato il mio cammino nella musica, portando un’influenza positiva e piena di passione. Questa contaminazione ha generato “Brasil” il mio nuovo progetto discografico in uscita il 9/03!”, ho dichiarato il cantante sui canali social.

Brasil è un vero e proprio viaggio nelle molteplici sfaccettature della musica brasiliana attraverso inediti e rivisitazioni di classici che Biondi reintepreta senza dimenticare la sua anima soul e funk utilizzando agilmente quattro lingue: portoghese, inglese, francese e italiano.

Sarà in radio, digital download e streaming dal 23 febbraio Devotion (lyric video qui sotto), il nuovo singolo di Mario Biondi che porta direttamente nel cuore di Brasil, un trascinante inno all’amore che colora il mondo di chi lo prova e ne riempie la vita in un continuo scambio di dare e avere con la persona amata.

Il brano è uno degli inediti dell’album firmato da due dei principali esponenti del nuovo cantautorato brasiliano Rogè e Gabriel Moura (con i quali Biondi firma altri brani dell’album), e Gabriela Da Silva Riley.

Oltre alla versione in inglese, nell’album è presente anche la versione portoghese del brano dal titolo Mundo Coloridão.

Ma le sorprese, per i fan del vocalist siciliano, non finiscono qui.

I concerti nei palasport di Roma e Milano

Biondi ha annunciato sui social i suoi primi concerti nei palasport, un importante traguardo per un artista abituato comunque a riempire i grandi teatri italiani e internazionali: “Ho una notizia pazzesca per voi! Il 17/5 vi aspetto al Palalottomatica di Roma e il 20/5 al Mediolanum Forum di Milano. E’ la prima volta che faccio i palazzetti… Sono emozionatissimo!”.

I biglietti sono disponibili su TicketOne e nei punti vendita abituali (per informazioni www.fepgroup.it.)

Il 5 luglio prenderà il via dall'Indigo at the O2 di Londra la prima delle date in UK organizzate da International Music dove Mario Biondi tornerà ad ottobre: il 24 ottobre a Manchester (Band on the wall), il 26 e 27 ottobre a Newcastle (Hoochie Coochie), il 28 ottobre a Glasgow (Oran Mor) e il 29 ottobre a Edimburgo (The Voodoo rooms).

Altre date del tour mondiale verranno comunicate a breve.

La raccolta "Best of Soul"

Alla fine del 2016 il cantante ha pubblicato il suo primo greatest hits, intitolato Best of Soul, con il meglio di 10 anni di attività in due cd a cui si aggiungono 7 brani inediti, per un totale di 22 canzoni.

In genere nei “best of” o nei “greatest hits”, oltre ai principali successi dell’artista, le etichette aggiungono uno o due brani inediti, di solito non memorabili quando addirittura trascurabili, per giustificare l’acquisto ai fan che posseggono già l’intera produzione.

Non è questo il caso di Best of Soul, che non solo contiene 7 brani inediti, quasi un album nuovo (24 K Magic di Bruno Mars ha una tracklist di 9 canzoni), ma tutti pezzi ispirati e a fuoco, senza nemmeno un “filler” o, se preferite, un  riempitivo.

Ne è un mirabile esempio il primo singolo Do You Feel Like I Feel, composto da Nicola Conte in pieno stile Northern Soul, con arrangiamenti d’archi perfino migliori della versione originale cantata in Love & Revolution da Gregory Porter, straordinaria voce nera soul-jazz più volte premiata con il Grammy Award.

L’accattivante Chilly Girl strizza l’occhio allo stile chitarristico di George Benson, mentre You Are My Queen è in pieno stile nu jazz della Schema Records, la prima etichetta discografica di Biondi.

La sensuale Mystery Of Man, cantata per la prima volta nel 1984 da Sarah Vaughan durante il concerto “One World One Peace” di Düsseldorf, frutto della collaborazione tra Francy Boland, Gigi Campi e Gene Lees, esalta la calda voce baritonale di Biondi.

Tutte da ballare, invece, I Will Never Stop Loving You, con un godibile  arrangiamento brazilian jazz, e Stay With Me, chiaro tributo al Philly Sound e ai brani più squisitamente disco di Barry White, omaggiato nel caratteristico parlato verso la fine della canzone.

L’inedito migliore è probabilmente Gratitude, scritto a quattro mani da Jeff Cascaro e Robin Meloy Goldsby, emozionante omaggio ai tanti fan che l’hanno seguito con affetto negli ultimi 12 anni.

Un affetto che proseguirà anche per tutto il 2018, un anno cruciale della sua carriera.

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