Musica

Il pianista Paolo Restani debutta a New York

Il prediletto di Riccardo Muti porta l'eccellenza italiana alla Carnegie Hall

Paolo Restani

Micol De Pas

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Un talento precoce quello di Paolo Restani, il pianista prediletto di Riccardo Muti: a soli dodici anni ha fatto il suo primo recital e a 16 venne invitato dal direttore artistico Francesco Siciliani a debuttare all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. E fu subito un sensazionale successo: venne descritto dagli addetti ai lavori come una stella, pronta a inserirsi nella grande tradizione pianistica del nostro paese e un musicista addirittura scioccante.

Il seguito si è sviluppato nel solco di quell'esordio e ora, in 35 anni di carriera, si distingue per padronanza tecnica e profondità di lettura, per un personalissimo tratto interpretativo e per la costante maturazione. Insomma, decisamente un talento, al punto che la stampa tredesca, in occasione di un suo concerto a Francoforte, ha recensito la sua esibizione con queste parole: "Nell’esecuzione di Chopin sono sorprendenti le affinità con Vladimir Horowitz per il timbro, la ricchezza del colore e la chiarezza della melodia" (Allgemeine Zeitung).

E ora, dopo una serie di concerti a Dubai, Paolo Restani debutta alla Carnegie Hall di New York. Presentato dall'associazione culturale Starté, il suo esordio negli Stati Uniti è legato a un progetto di valorizzazione dell'eccellenza artistica italiana nel mondo.

In concerto, in calendario il 17 gennaio, Restani eseguirà quattro preludi di Sergej Rachmaninov, e un'antologia di Liszt tra cui le sue letture di Verdi (Danza sacra e duetto finale da Aida, Misere du Trovatore S 433 e Paraphrase de Concert S 434 del Rigoletto) e di Wagner (Feierlicher Marsch aus Parsifal S 450), per chiudere poi con quattro brani di Franz Liszt da Douze Etudes d'exécution transcendante S 139 e Rhapsodie Espagnole S 254.

Paolo Restani, Carnegie Hall, New York City, 17 gennaio


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