Musica

Django Reinhardt, il genio della chitarra con due sole dita

Nato nel 1910, ebbe un grave incidente nel 1928. Per non smettere di suonare inventò una nuova tecnica che ha cambiato la storia del jazz

Django Reinhardt

Gianni Poglio

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Django Reinhardt, nato in Belgio nel 1910, è stato il primo grande chitarrista jazz europeo. Tutta la sua carriera e la sua straordinaria tecnica chitarristica ruotano intorno a un particolare della sua vita: un terribile incendio in cui rimase coinvolto quando aveva 8 anni. Le fiamme gli fecero perdere l'uso del mignolo e dell'anulare della mano sinistra.

Reinhardt, già molto abile ai tempi con il banjo, si inventò quindi una nuova e rivoluzionaria tecnica utlizzando solo l'indice e il medio della mano sinistra, diventando così un virtuoso dello strumento oltre che compositore.


La sua storia ha ispirato Toni Iommi il chitarrista dei Black Sabbath anche lui gravemente menomato alle dita di una mano. Dopo aver ascoltato un album di Reinhardt, creò da nulla uno stile compatibile con le sue condizioni. Oggi, è considerato il maestro dei riff heavy metal.

A metà degli anni Trenta, Reinhardt e il violinista Stéphane Grappelli (ha collaborato al brano Wish you were here dei Pink Floyd) formarono un leggendario quintetto Le Quintette du Hot Club de France. Il suond dei cinque era a base di improvvisazioni jazz e fulminanti intermezzi solisti. Duke Ellington li invitò a New York per una serie di concerti. Reinhardt è morto nel 1953.

In Accordi e disaccordi di Woody Allen, il protagonista interpretato da Sean Penn, sostiene di essere il secondo chitarrista al mondo dopo Django Reinhardt, mentre nel film Hugo Cabret di Martin Scorsese, Django Reinhardt viene richiamato in una scena girata nel bar della stazione parigina.

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