Gianni Poglio

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Non era scontato replicare un successo roboante e inaspettato come quello di Benji & Fede con il disco d’esordio, 20:05. Totalmente estranei al giro dei talent show e delle competizioni canore televisive, profeti della comunicazione diretta con i fan, Benjamin Mascolo e Federico Rossi hanno dalla loro parte tutti gli indicatori della popolarità. Giusto per ricordarne un paio: il libro in cui raccontano la loro storia (Vietato smettere di sognare) è volato al primo posto in classifica surclassando scrittori e romanzieri di lungo corso,e il nuovo tormentone, Amore wi-fi, ha letteralmente stracciato ogni precedente record d’ascolto su Spotify Italia (175 mila streaming in un giorno).

Panorama d'Italia: BENJI & FEDE incontrano in esclusiva i fan a Milano

Senza contare il peso dell’esercito social: 860 mila fan su Facebook e 200 mila follower su Twitter. A chiudere il cerchio, un nuovo album intitolato 0+, zero positivo, come il gruppo sanguigno che li accomuna. Li raggiungiamo al telefono poche ore dopo un’adrenalinica diretta mattutina con Edicola Fiore. Ad accoglierli, come sempre, uno stuolo di fan che per l’occasione hanno saltato qualche ora di scuola.

Fiorello, scherzando, vi ha definito i nuovi Ricchi e Poveri.
Benji: Fiorello può dire tutto quel che vuole: è un uomo di spettacolo incredibile. Lui è stato un teen idol, ma ancora oggi ha una carica pazzesca, più forte della nostra.
Fede: A un certo punto ci siamo pure messi a cantare con lui Finalmente tu, la canzone che avevano scritto per lui gli 883 e con cui ha partecipato a Sanremo.
Dalla realtà ai fumetti: nel nuovo numero di Topolino siete protagonisti di alcune strisce in versione papero. Un onore che prima di voi hanno avuto Mina, Vasco Rossi, Jovanotti
e Laura Pausini.
Benji: Una meraviglia: vederci trasformati in paperi con la chitarra per me è come conquistare un disco di platino. Io sono cresciuto leggendo quel fumetto e i miei nonni sarebbero molti orgogliosi di questo traguardo.
In due anni avete realizzato i sogni di milioni di ragazzi come voi che farebbero qualsiasi cosa per avere un palco e un pubblico davanti a cui esibirsi.
Fede: In quest’ambito nulla è per sempre: basta distrarsi un attimo perché tutto si volatilizzi alla velocità della luce. Ci è molto chiaro quel che non bisogna fare: cullarsi sugli allori e deludere chi ci segue, quei fan che stanno in coda per ore per un selfie o un autografo al firma-copie.
Sorprende che proprio voi, nati su Facebook, abbiate scritto una canzone come Amore wi-fi che parla dei rischi connessi alle relazioni virtuali.
Benji: Conoscersi attraverso un social è la normalità, ma il problema è quel che succede dopo. Un amore non può essere virtuale e immaginario:bisogna incontrarsi, vedersi, frequentarsi. Sembra un’ovvietà, ma per la generazione nativa digitale non è così scontato.
Siete ancora convinti che il segreto di quel che sta succedendo sia la comunicazione diretta con i fan?
Fede: Non ho alcun dubbio. Questo tipo di rapporto con le persone è la chiave di lettura di quello che sta succedendo. Noi siamo i gestori esclusivi dei nostri social. Rapporto diretto vuol dire fiducia, ma anche identificazione. I ragazzi, rapportandosi alla nostra storia, pensano: guarda questi due, sono partiti da zero, si sono fatti il mazzo e ce l’hanno fatta.
Nel nuovo disco avete coinvolto Max Pezzali in un brano: Traccia numero 3. Anche lui, come voi, è un campione degli inni pop generazionali.
Benji: Noi siamo cresciuti con i suoi pezzi come colonna sonora. Max arriva a tutti per quel che dice e per come lo dice. Non è una questione di bel canto, ma di sintonia, di vibrazioni. Ci ha raccontato che ai tempi degli 883 non si sentiva all’altezza di interpretare le canzoni che scriveva con Mauro Repetto. Non credeva di avere doti da cantante. Poi, si è lasciato andare e le sue strofe sono diventate cronaca di vita per almeno tre generazioni.

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