Tecnologia

Microsoft: Nadella a Roma, 5 cose da sapere

Cloud, app e startup possono rappresentare elementi essenziali per far rinascere un intero paese. Ecco in che modo

Roma

Non ha forse quell’aura magica che circondava Steve Jobs ma anche Satya Nadella quando vuole sa catalizzare su di sé l’attenzione di oltre 3 mila spettatori. Il CEO di Microsoft è giunto in Italia per partecipare all’evento Future Decoded, che l’azienda di Redmond ha dedicato a sviluppatori, professionisti IT e studenti con l’obiettivo di fare il punto sui progetti presenti e futuri sia software (app, Windows 10) che hardware (computer, smartphone, tablet, realtà virtuale).

Mai più competizione

“Il mondo della tecnologia non può prescindere dalla collaborazione. Competere non è più il paradigma principale. Non guardiamo ai nostri concorrenti come il nemico da sconfiggere ma come soggetti che ci permettono di migliorare i nostri prodotti, spostando sempre più in là i confini del possibile” – ha spiegato.

La scintilla delle idee

L’occasione è la migliore per ripercorrere i recenti passi fatti dal marchio cardine nella storia della tecnologia. Poco dopo essersi insediato come amministratore delegato nel febbraio del 2014, Nadella ha espresso l’essenza della sua visione imprenditoriale con la frase “mobile-first, cloud-first”, senza lasciare dubbi su quelli che sarebbero stati i pilastri fondamentali della nuova attività della compagnia. Un concetto che si è tradotto concretamente in diversi ambiti, capaci di coinvolgere migliaia di studenti tramite percorsi specifici, come BizSpark.

La spinta al sistema Italia

“Nella situazione attuale la tecnologia può rappresentare un fattore determinante per l’evoluzione di un’intera cultura. Un’azienda che intraprende un percorso verso la trasformazione digitale ha la possibilità di affrontare nuove sfide, che fino a poco tempo ne precludevano l’ingresso in certi mercati. Prendiamo ad esempio il cloud: se un soggetto vuole estendere il proprio archivio digitale non ha bisogno di acquistare server e spendere una fortuna, basta affidarsi ad un servizio pratico e funzionale. Non ci sono più quei paletti di un tempo, gli strumenti utili a rendere concrete le idee sono oggi accessibili e spesso messi a disposizione di scuole e istituti di formazione in maniera gratuita”.

I giovani come motore

Nadella concentra buona parte del suo keynote sull’importanza di trasferire alle nuove generazioni non solo la capacità di fruizione dei contenuti ma anche quella di produrli. In questo senso si affaccia all’orizzonte un paradosso di una certa importanza: il personal computing, inteso come serie di tecnologie con cui tradurre elementi della propria vita in contesti digitali, assume una rilevanza maggiore se inserito all’interno di una logica di gruppo, che si tratti di un team di lavoro o di persone di uno stesso nucleo famigliare. Il tutto si traduce in una sorta di nuovo incubatore per startup chiamato GrowItUp.

La condivisione

“Non produciamo più informazioni perché restino nei nostri computer, smartphone e tablet – ci dice Nadella - il mondo è uno spazio aperto che può contenere le esperienze di tutti e sarebbe un peccato restare arroccati a posizioni precedenti, senza abbracciare la nuova era del web”. La conclusione della tappa romana è uno sguardo al futuro prossimo che attende Microsoft e, di conseguenza, il mondo che segue i trend tech. “Crediamo molto nella realtà virtuale. Gli HoloLens non sono visori destinati solo all’intrattenimento o al tempo libero. Dimostreremo come la realtà virtuale possa essere un modo per rinnovare la produttività personale e professionale”.

In che senso? Basterà indossarne un paio per fare fare una videochiamata su Skype, imparare a giocare a scacchi o cambiare il sifone di un lavandino, grazie ad un tutorial in 3D. Siamo solo all’inizio della rivoluzione ma Microsoft è ben salda ai nastri di partenza.

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