Mia Mamma è (anche) una Donna: ricordiamolo a figli, mariti e a noi stesse
Mia Mamma è (anche) una Donna: ricordiamolo a figli, mariti e a noi stesse

Mia Mamma è (anche) una Donna: ricordiamolo a figli, mariti e a noi stesse

SENZA TRUCCO – “La mia mamma è felice quando fa le pulizie“. “Vorrei che potesse spendere 50 euro tutti per sé“. “Mia mamma avrebbe diritto a telefonare“. “Vorrei che potesse non spazzare …Leggi tutto

 SENZA TRUCCO – “La mia mamma è felice quando fa le pulizie“. “Vorrei che potesse spendere 50 euro tutti per sé“. “Mia mamma avrebbe diritto a telefonare“. “Vorrei che potesse non spazzare casa per un giorno“.

I figli come vedono le mamme? Riescono a discernere dietro la figura di genitrice il loro essere donne? I virgolettati riportati qui sopra sono solo alcune delle significative risposte emerse dal progetto “Frequenza200 – Network nazionale contro l’abbandono scolastico” della Onlus Intervita, che ha coinvolto 1500 bambini di Milano, Napoli e Palermo per raccontare chi sono le loro madri, che problemi vivono nel quotidiano, cosa amano fare e cosa le rende tristi.

In occasione della Festa della Mamma, infatti, Intervita lancia la campagna di sensibilizzazione “Mia Mamma è (anche) una Donna“, indagando il mondo delle madri e dando la parola ai bambini.

A Milano sono stati coinvolti i ragazzini dei quartieri Vigentino, Morivione, Fatima, Cermenate, dove è presente il centro Zero5 di Intervita, in una realtà in cui i principali problemi riguardano la difficoltà diffusa delle famiglie nel sostenere i propri figli nel percorso formativo, la crescente presenza di figli di immigrati scolarizzati solo parzialmente in Italia, l’isolamento della popolazione straniera – in particolare delle donne-mamme -; a Napoli il centro I.A.M.M.E. del quartiere San Lorenzo-Vicaria, una delle zone in cui l’emarginazione sociale risulta maggiormente elevata, a causa dei forti tassi di disoccupazione e sottoccupazione; a Palermo, infine, il centro Arteca, che si trova nel quartiere di Borgo Vecchio, uno dei più problematici dal punto di vista sociale.

“Quello che ci ha ha colpito è la diversa percezione dei diritti della mamma che si ha in contesti disagiati”, ci racconta Daniela Bernacchi, direttore generale di Intervita. “Stimolati dagli educatori, i bambini hanno dimostrato di non vedere la mamma come donna, e questo è il riflesso anche dei racconti delle donne con cui lavoriamo. Per molte madri c’è una grossa limitazione della libertà personale, ma c’è anche il desiderio dei figli di vederle finalmente esprimersi nelle loro emozioni. Se si crea una consapevolezza sia nei bambini che nelle mamme, possiamo avere più leve integrate di intervento”.

Ne è emerso il “Rapporto sullo stato della mamma di oggi“, visto dal punto di vista inedito dei bambini, che evidenzia come per i bambini il concetto di madre sia totalizzante rispetto a quello di donna. Sia le bambine sia i bambini faticano a riconoscere nella mamma una figura di donna, dotata di desideri e diritti propri. È solo quando proiettano e sovrappongono l’immagine delle figure femminili estranee al nucleo familiare e sociale di riferimento – come donne dello spettacolo, dive di fiction e cinema – sulle proprie madri che queste iniziano ad acquisire i desideri e i diritti che invece i figli riconoscono senza problemi a tutte le donne che “non sono la propria mamma”.

Tra i diritti che i figli vorrebbero fossero riconsciuti alle loro madri ecco altre loro risposte:

Diritto all’educazione“. “La mia mamma è triste quando andiamo male a scuola“. “Diritto di saper scrivere bene“. “Diritto alla tristezza“. “Diritto ad avere una relazione con l’uomo che si ama“. “Diritto a non avere altri rapporti con altri uomini“. “Diritto a non essere picchiata“.

Le parole dei bambini raccontano di donne e madri sui cui ricade completamente – e in maniera esclusiva – il compito di educare i figli, donne per cui anche esprimere la propria emotività è un lusso, soffrendo di grandi difficoltà a celare sentimenti negativi: malessere, stanchezza o tristezza. In molto casi l’emancipazione dentro e fuori casa è un’utopia lontana dalla realtà del quotidiano. Ma queste storie raccontano anche di violenza, di degrado sociale, di criminalità. Chissà cosa si nasconde dietro l’affermazione: “Diritto a non avere altri rapporti con altri uomini“.

Molte delle mamme che frequentano i centri, inoltre, non posseggono un telefono cellulare. Le gelosia del partner impedisce loro di maneggiarlo liberamente. Sconcertante il racconto di Enza, 28 anni, mamma di 2 bambini, Calogero (9 anni) ed Elena (6 anni), in attesa di un terzo figlio, che vive in Sicilia mentre il marito lavora in Toscana: “Dato che mio marito mi lasciava qui, ha preferito mettermi incinta; una donna incinta gli uomini non la guardano…. Gli uomini siciliani sono fatti così, sono gelosi“.

“A Milano è più alta la percentuale di stranieri, con madri dal livello educativo basso e bambini che si vergognano di farle parlare con gli insegnanti, ma anche a Palermo spesso le madri sono scarsamente istruite e dai figli pretendono molto a scuola, come senso di rivalsa”, ci spiega il direttore generale di Intervita. “A Napoli invece è più alto il rischio di devianza. Però, anche se nelle tre città le sfumature sono diverse, le problematiche sono simili”.

Ecco che nasce quindi Maya, il simbolo della campagna di sensibilizzazione “Mia Mamma è (anche) una Donna”. Maya, il cui nome deriva dal greco “madre”, è una sagoma femminile contrassegnata dal cuore arancio di Intervita, scaricabile via web sul sito di Intervita e su lascatolapienadivita.it e personalizzabile con un messaggio dedicato alla propria mamma: una proposta di regalo originale per tutte le mamme, come metafora dell’amore grande che lega madre e figlio e dell’orgoglio per la donna che ha saputo essere. Il contributo raccolto grazie a Maya permetterà a Intervita di realizzare azioni concrete per offrire a tante donne italiane la possibilità di crearsi un futuro migliore, garantendo sostegno psicologico alle mamme in difficoltà, coinvolgendole in attività di scolarizzazione e favorendo l’autonomia economica attraverso corsi di formazione.

Il “Rapporto sullo stato della mamma di oggi”, di cui vi ho anticipato qui alcuni elementi, sarà presentato nel tardo pomeriggio a Milano, alla presenza della madrina dell’evento Francesca Senette.

“Credo molto in questo progetto e ne sono entusiasta”, afferma con vigore la Bernacchi. “Alla presentazione porterò anche mio figlio Davide, di 12 anni: i bambini di oggi sono gli uomini di domani”.


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Maya, la mascotte di Intervita per il progetto "Mia Mamma è (anche) una Donna"

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