Cinema

Cannes 2014: i momenti di cinema migliori

Da Timbuktu a La Camera Blu a Red Army le perle di questa eclettica edizione del Festival del cinema

A volte ai Festival capita di rintracciare un tema, un leit motiv che lega idealmente uno con l’altro i film di una giornata. Non è quello che accade questa volta a Cannes tra le sale dove si proiettano film che passano dal fondamentalismo religioso nel Mali, come in Timbucktu di Sissako, a un colossale paesaggista dell’Ottocento inglese (vedere alla voce Mr. Turner di Mike Leigh). Vi lasciamo qui i momenti cinematografici migliori (secondo noi) di questa edizione. A quelli presenti in gallery si aggiunge "Self Made" (in una sezione a parte del festival, La settimana della critica) diretto dall’israeliana Shira Geffen. Il film racconta la storia di due donne, una israeliana e una palestinese, che sembrano intrappolate nei loro rispettivi mondi. Dopo uno scambio di identità al checkpoint, grazie all’errore di un soldato che manda Michal a casa di Nadine e viceversa, si ritrovano a vivere l’una la vita dell’altra dalla parte opposta del confine. Scopriranno così i loro desideri più intimi, a cui non avevano accesso nelle loro vite precedenti. Una scena del film che non si dimenticherà è Nadine che passa il confine con le cuffie rosa in testa da cui suona un rap palestinese a tutto volume. Ma si ride anche quando il fidanzato di Michal le parla via skype comparendo tra le gambe di una prostituta, grazie a una foto da lui stesso dimenticata per errore sullo schermo del suo portatile...

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Festival Cannes

SAINT LAURENT
A differenza di Yves Saint Laurent, il film sull’icona che ha rivoluzionato la moda negli anni Settanta passato da Berlino, il Saint Laurent in competizione a Cannes non ha avuto il beneplacito né di Pierre Bergè né della famiglia dello stilista. Quello diretto da Bertrand Bonello e interpretato da Gaspard Uilleil è un ritratto forse meno drammatico dell’artista, ma sotto tono per quanto riguarda i costumi: chi aveva visto gli originali della maison addosso a Pierre Niney, nell’altro film, non si accontenterà di meno. Le due pellicole si assomigliano per i momenti raccontati, i fiumi di champagne e le droghe, ma l’atmosfera per mano di Bonello si fa più allucinata via via che passano i minuti. Due momenti forti girano intorno al nudo di Yves: quello nell’incontro amoroso con Jacques De Bascher (Luois Garrell) e quello nella campagna YSL Profumo. In entrambe i casi, è nudo integrale.

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