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La festa è qui (online)

Orfani dei festival, i deejay suonano in streaming da hotel, torri e barche. E il pubblico partecipa collegato da casa

Martin Garrix, talento assoluto della dance con 17 milioni di follower su Instagram, ha voluto esagerare: si è messo alla testa di una carovana di barche e ha suonato per un'ora abbondante nelle acque olandesi filmato da droni ed elicotteri. Qualche settimana prima, sempre all'ora del tramonto, con i suoi bassi rombanti aveva sfidato il vento di una torre di Amsterdam.

Non è stato nemmeno il più fantasioso: Steve Aoki si è esibito dalla sua palestra, tra attrezzi e tapis roulant; Don Diablo a mollo da una piscina e, guardate per credere il video su YouTube, «live from his toilet». Già, proprio dal suo bagno. Superfluo precisare cosa abbia usato come sedile.

martin-garrix Un momento del set organizzato da Martin Garrix nelle acque olandesi.

In questa stagione mesta senza le orde sudate delle masse danzanti, con i festival storici quali Tomorrowland e Ultra rimandati al 2021, i dj non si rassegnano al silenzio, né alla solitudine. Radunano il pubblico online per una sequenza sovrabbondante di set, cercando quantomeno di ravvivare il contesto, dargli uno sfondo curioso o bizzarro. È l'unica maniera per non costringersi contro una nuda parete a incitare una folla che non c'è.

Durante il concerto benefico in streaming da New York in favore dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e altri enti impegnati nell'emergenza coronavirus, David Guetta era in ottima compagnia: alle spalle aveva la sagoma maestosa dell'Empire State Building, davanti un megaschermo con gruppi di fan in videochiamata a ballare sulle sue più celebri hit, agitando bandiere di ogni colore. Copione identico poche settimane prima tra i palazzi di Miami, con gli inquilini che, senza compromettere il distanziamento sociale, si scatenavano da decine di balconi. L'evento in Florida ha raccolto fondi per circa 750 mila dollari e, tra diretta e differita, è stato visto più di 25 milioni di volte. Alla faccia di chi dice che la dance è un fenomeno musicale periferico.

deejay-coccoluto Claudio Coccoluto mentre si esibisce all'hotel The St. Regis Rome.Marriott International

Lo hanno capito i grandi brand, vedi il colosso della telefonia Xiaomi, che ha radunato una batteria di deejay per «#MyHouseParty», maratona capitanata dal re della techno Carl Cox, collegato dal suo salotto di casa strapieno di vinili. Mentre nella hall dell'albergo capitolino The St. Regis Rome è arrivato Claudio Coccoluto, che si è esibito tra candelabri e opere di arte contemporanea. Assieme a lui, una talentuosa ballerina in abito lungo, per creare l'ennesimo cortocircuito tra l'elettronica e altri universi paralleli. Senza dimenticare cosa succedeva dall'altra parte dello schermo: questi set sono stati la colonna sonora delle feste domestiche del lockdown, il sottofondo di milioni di sessioni di allenamento casalingo. Sono stati lampi di felicità, tra salti a piedi nudi sul pavimento e ritornelli urlati al soffitto. Dove non importa, comunque su le mani.

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