Gioiello mania. Dai classici intramontabili alle creazioni pop
Bea Bongiasca
Gioiello mania. Dai classici intramontabili alle creazioni pop
Moda

Gioiello mania. Dai classici intramontabili alle creazioni pop

Un piccolo accessorio può cambiare drasticamente il nostro stile. E se questo accessorio luccica come un diamante ancora meglio. I gioielli sono da sempre uno degli oggetti più amati dalle donne e oggi sono diventati anche un bene rifugio.

La gioielleria è anche uno dei settori più resilienti. I dati raccolti dall'Altagamma-Bain Worldwide Luxury Market Monitor prevedono, per il 2021, una crescita del 14% che annullerebbe così le perdite causate dal primo lockdown. Si prevede quindi che il settore tornerà a crescere a ritmi sostenuti e raggiungerà i 266 miliardi di dollari entro il 2027.

In questo mercato che guarda alla rinascita si sono create due macro correnti. C'è chi trae ispirazione dal passato, così che la migliore tradizione orafa italiana si unisca alle ultime tecnologie per prodotti unici ed eleganti. È l'esempio di Bali1987 che trae la sua ispirazione dagli archivi dell'imprenditrice Leila Bali, dando nuova vita a gioielli disegnati anche 30 anni fa. E c'è chi guarda ai gioielli divertendosi e utilizza pietre colorati e smalti per fare un look «pop» anche al più classico chevalier.

«I grandi classici non tramontano mai». Alla scoperta di Bali1987

Mara Cividini

Mara Cividini è una giovane imprenditrice, laureata in architettura. Un giorno per caso, manda all’amica Leila Bali una foto del suo look per una cena tra amici: gonna Versace e parure di bracciale e orecchini Leila Bali di 12-13 anni prima, in oro giallo e con motivo che sembrava riprendere esattamente il classico motivo Versace. La didascalia: «I grandi classici non tramontano mai». Da un semplice messaggio tra amiche nasce Bali1987. Un brand che permette di riaprire gli archivi storici chiusi da anni e ricavarne dei gioielli attualizzati nei materiali e nelle forme. Il tutto con pezzi meno impegnativi, anche dal punto di vista economico, ma sempre e rigorosamente artigianali e made in Italy.

Come nasce il progetto Bali 1987?

«Dopo la laurea in Architettura ho avuto l’opportunità di vivere all’estero per un periodo, prima a Los Angeles e poi a Londra: due città sicuramente all’avanguardia, dal punto di vista anche dell’arte, del design, dell’architettura, della moda. In seguito, più come imprenditrice che come professionista, la mia attività principale è stata lo sviluppo di progetti immobiliari di recupero, soprattutto a Venezia, un’altra città fondamentale nella mia vita: vedere rinascere un immobile, farlo tornare a risplendere dopo un’attenta opera di recupero e valorizzazione è una cosa che mi dà enorme soddisfazione. Nonostante ciò, c’era sempre un tassello che mancava, ovvero soddisfare il mio desiderio innato del “creare”, il “produrre” proprio in termini materiali un oggetto: forse è stato questo che a un certo punto ha fatto accendere la famosa lampadina! È stato davvero per caso che un giorno, tirando fuori una parure acquistata anni prima da un’amica di famiglia, la designer di gioielli Leila Bali, ho avuto l’idea di proporle di recuperare i suoi pezzi d’archivio e riprodurli in chiave contemporanea: è così che è nato, dopo un lungo lavoro, il mio marchio Bali1987, dall’anno della fondazione del suo negozio storico. Quei pezzi sono passati da un armadio dimenticato in cantina a una nuova vita, ed è bellissimo».

Come descriveresti i gioielli del marchio?

«Rigorosamente Made In Italy, lavorati con materiali preziosi come l’oro e l’argento e trasformati in pezzi dallo stile pulito e raffinato, e soprattutto, senza tempo. L’acquisto di un gioiello non è quasi mai dettato da una moda del momento, ma dal desiderio di celebrare qualcosa di speciale, anche solo il volersi bene, e il gioiello appunto ne diventa testimone col passare del tempo. Per questo non vogliamo seguire a tutti i costi le tendenze della moda, anche se il nostro è un gusto comunque squisitamente contemporaneo: i nostri gioielli devono essere attuali e donare allure anche dopo anni dall’acquisto».

La produzione è artigianale e completamente made in Italy. Puoi spiegarci un po’ il processo?

«Dai modelli o prototipi (realizzati a mano) vengono preparate delle gomme che costituiscono lo “stampo” del gioiello e che servono per la realizzazione del pezzo in cera che andrà in fusione per lasciare il posto al metallo prescelto (nel nostro caso oro o argento). Uscito dai forni il pezzo viene completamente rifinito a mano, in ogni sua parte, compreso il taglio e la scelta delle pietre, una ad una».

Qual è la tua cliente ideale?

«La donna che apprezza gli oggetti che abbiano anche una storia da raccontare, ma che al contempo siano attuali e sofisticati e, naturalmente, di qualità»

Qual è il pezzo di punta della collezione?

«Ci sono diversi pezzi che stanno piacendo moltissimo, ad esempio gli orecchini grandi con perline, il ciondolo a cuore grande, da portare con una catena lunga, anche a più giri, e il bracciale schiava, forse il nostro “masterpiece” per fattura e raffinatezza del disegno».

Quali sono i progetti per il futuro?

«Continuare a imparare e apprendere, oltre che osservare quello che mi circonda, in fatto di tendenze e di gusti, è la chiave fondamentale per cercare di far crescere una piccola realtà come la mia ora. Oltre al negozio online, e al corner nella boutique Leila Bali a Bergamo, potrei osare di immaginare di aprire in futuro un piccolo monomarca, chi lo sa? Per il momento seguo i consigli preziosi di Leila, tra i quali cercare di avere quel “rapporto speciale” con il cliente, proponendo anche dei servizi “su misura”: da qui l’offerta del servizio custom made, ovvero la realizzazione di un pezzo unico su richiesta del cliente, il servizio di personalizzazione (incisioni personalizzate ad esempio) e infine il servizio di product care (ridoratura, lucidatura del gioiello, riparazioni), insomma il servizio post vendita, come in una vera boutique».

Alessandra Camilla crea il primo «Diamond Bar» al mondo

«Volevo creare un'atmosfera per far sentire i miei clienti che scelgono l’anello di fidanzamento a loro agio, proprio come se stessero prendendo un caffè con un’amica», spiega Alessandra Camilla Mustacchi. È da questa idea che nasce il Diamond Bar, un nuovo format di creazione made-to-measure e vendita dell’anello di fidanzamento, in esclusiva per il marchio di gioielleria Made In Italy fondato dalla giovane gemmologa. «La prima cosa che li ostacola durante il processo di scelta è la mancanza di informazione. È importante dare loro un mini background sui diamanti e il processo di lavorazione del gioiello, in questo modo capiscono quanto sia realmente prezioso l’acquisto che stanno per fare».

Diamond Bar è quindi il nuovo “way-to-do” per la scelta dell’anello di fidanzamento perfetto, unico e personalizzabile attraverso un metodo d’avanguardia. «Nell’anello, ho creato un sistema di “incastro” tra il gambo e il castone centrale per dare ai miei clienti più scelta possibile sia per il taglio della pietra sia per il design che la impreziosisce», ha spiegato Alessandra Camilla Mustacchi. «In questo modo posso mostrare loro tutte le combinazioni finché non trovano il loro match perfetto. Proprio come per preparare il giusto cocktail, si sceglie il liquore, poi il succo e infine la guarnizione».

«Ci saranno dei bellissimi menu in cui saranno elencati gli ingredienti per disegnare insieme l’anello di fidanzamento: tagli di diamante oppure scelte di pietre colorate, diamanti di accompagnamento sul gambo, colore dell’oro. Sono tante le decisioni da prendere, ognuna ponderata in base al gusto e alla personalità della donna fortunata». Chi sceglierà Diamond Bar potrà conoscere il vero futuro della gioielleria, tra customizzazione e altissima qualità, senza dimenticare il giusto tocco di romanticismo.

«Questo modo di “giocare” con i diamanti ci permette di vivere questa scelta con scioltezza e anche con un po’ di divertimento» ha concluso la fondatrice di Alessandra Camilla. «Allontaniamoci quindi dall’imposizione degli anelli preconfezionati e dalle luci abbaglianti dei negozi, e realizziamo insieme l’anello dei vostri sogni. È un momento di sfizio e di grandi emozioni: per questo motivo, va vissuto come tale».

Dans Les Roues

Una capsule collection che è anche un'ode alla primavera. Il brand di gioielli Dans Les Rues lancia così «m'ama non m'ama» una collezione dai colori sgargianti e smalti glitter per celebrare la stagione più romantica di tutte. La capsule è composta da anelli e orecchini che prendono la forma dell'emblema della primavera: il fiore. Il tutto con forti influenze anni Settanta, sia nelle forme che nella scelta dei colori.

I gioielli sono interamente realizzati in Italia in argento 925 placcato oro 18kt con lacche e smaltature e pietre cubic zirconia AAA.

Nastro

Nastro è una giovane linea di gioielleria creata e realizzata a mano in Italia che utilizza unicamente oro 18 & 9 carati con la migliore qualità di diamanti e pietre di colore. Tutta la linea è ideata da Fabiola Cangialosi con l'obiettivo di riportare in vita la storia orafa della sua famiglia.

l ciondolo T + AMO è il rebus di "TI AMO", composto dalla lettera T (I-YOU) e un AMO DA PESCA (AMO). Inventato negli anni Ottanta dal nonno di Fabiola, fondatrice di Nastro con lo scopo di creare un messaggio segreto speciale da regalare a qualcuno che si ama.

PLV Milano

Delicate sfumature di rosa creano un arcobaleno pastello fatto di tormaline, infilate a mano una ad una, per le quattro nuove collane del desiderio. PLV Milano lancia la capsule collection «Big Sister» per celebrare l'animo femminile.

Tormaline piccole e sfaccettate creano ancora più luminosità, e sono intervallate da piccole pepite bagnate in oro 18 carati. Incorniciano al centro l'iconico charm «un grammo d'amore» in bronzo giallo. La capsule è fatta di altre tre collane in cui le tormaline, questa volta romboidali, sono protagoniste assolute. Tutte le collane sono regolabili in lunghezza per far sì che possano essere indossate singolarmente o mixate insieme.

Bea Bongiasca

I gioielli pop più amati dalle sciure milanesi sono firmati Beatrice Bongiasca. La giovane milanese, che ha un negozio in Brera, è stata scelta da Forbes come una dei "30 Under 30 Europe". Divertendosi e facendo divertire con le sue creazioni, intrise di Oriente e Occidente, ha conquistato il mercato americano duplicando il fatturato.

Il bestseller della sua collezione è sicuramente l'anello «You're So Vine» composto da viticci smaltati e colorati che abbracciano pietre preziose.

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