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Fukushima: abbandono e rivincita della natura

Foto dalla zona di alienazione, lasciata dopo il disastro nucleare del 2011 seguito al terremoto e allo tsunami

Abbandonata immediatamente dopo il disastro nucleare dell'11 marzo 2011, causato dal terremoto e dal conseguente tsunami, quest'area di Fukushima, in Giappone, denominata "zona di alienazione" (Exclusion Zone), è da allora rimasta disabitata.

Dopo il più grande incidente nucleare della storia dopo Chernobyl, oltre 150.000 persone furono costrette a abbandonare la propria abitazione. Di queste 120.000 sono ancora oggi sfollate. Una rete di città e villaggi che un tempo pullulava di vita è oggi desolata in maniera inquietante.

Il fotografo polacco Arkadiusz Podniesinski si è avventurato in questa zona contaminata, del raggio di 20 chilometri dalla centrale nucleare, realizzando un reportage sull'abbandono che vi domina. La natura ha preso qui lentamente il sopravvento e molte zone sono state "invase" dalla vegetazione o dalla ragnatele. 

Arkadiusz Podniesinski/Olycom
Fukushima, Giappone, settembre 2015. La classe di una scuola, dove sulla lavagna si leggono scritte lasciate da ex residenti, studenti e lavoratori per cercare di mantenere alto il morale di tutte le vittime. Tra esse: "Ce la possiamo fare, Fukushima". Sotto la lavagna un segno indica il livello dell'acqua dopo lo tsunami.
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