La bocciatura, da parte di Parlamento e Governo di Kiev, dell'accordo di associazione strategica Ucraina-Unione Europea, ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone, che da oltre 3 settimane chiedono a gran voce le dimissioni del presidente, la fine del governo e il rinnovo del Parlamento, contestando la sospensione dei negoziati "filo-europei". Il Cremlino propone a Kiev, sull'orlo del default, una vantaggiosa unione doganale con sconto sul prezzo del gas, prospettando invece ripercussioni negative in caso di accordo con l'UE.

 

L'Ucraina e il sogno del cambio di regime 9 dicembre

 

Tra i punti dirimenti posti da Bruxelles, norme di garanzia democratica che l'ex Repubblica socialista sovietica ucraina, Ucraina indipendente dal 1991, sarebbe costretta ad adottare, tra cui la liberazione di Yulia Timoshenko, l'ex pasionaria della Rivoluzione arancione che sta scontando una contestata condanna a 7 anni di carcere per abuso di potere.

 

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In queste fotogallery, attraverso una serie di scatti dei migliori fotoreporter, ripercorriamo alcuni dei momenti salienti della protesta "europeista", a partire dal 22 novembre, quando ancora in piazza c'erano solo poche migliaia di persone e dall'esplosione dello sdegno la sera del 24, quando ha preso definitivamente corpo la manifestazione più imponente dal 2004, anno della Rivoluzione arancione.  La protesta  è tutt'ora in corso, e ha il suo centro in Maidan Nezalezhnosti (Piazza dell'Indipendenza) a Kiev, nonostante l'Unione Europea abbia formalmente gettato la spugna nel convincere l'Ucraina a negoziati seri per il trattato di associazione.

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