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Folco Quilici: testimone del mondo, a Milano

A Palazzo Giureconsulti, sino al 22 giugno 2018, i preziosi reportage in bianconero realizzati da Quilici negli anni Sessanta

Con le sue fotografie, Folco Quilici è stato in grado di cogliere la bellezza e l’armonia dei luoghi più lontani del pianeta prima che la modernità li contaminasse in modo irreversibile: in occasione di Photofestival 2018, Milano e Fondazione 3M rendono omaggio al grande regista, scrittore e documentarista recentemente scomparso con un’esposizione a Palazzo dei Giureconsulti a Milano che raccoglie i preziosi reportage in bianco e nero realizzati negli anni Sessanta in diverse parti del mondo

Quando

La mostra inagura venerdì 8 giugno e sarà visitabile sino al 22 giugno 2018 nei seguenti giorni e orari:

dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.00

Dove

Ad ospitare "Testimone del mondo" le sale di Palazzo Giureconsulti in Piazza Mercanti, 2 a Milano

Perché è interessante

Scomparso nel febbraio scorso, Folco Quilici è stato un pioniere della documentazione e della divulgazione naturalistica, autore di memorabili reportage giornalistici e affascinanti filmati.

Altrettanto pregevole è la sua attività di fotografo, capace di cogliere la bellezza e l’armonia dei luoghi più lontani del pianeta spesso minacciati dagli aspetti meno nobili della modernità: la mostra milanese è una selezione di queste immagini di viaggio custodite nell'archivio fotografico di Quilici, un autentico giro del mondo che spazia dalle isole della Polinesia francese, piene di antiche tradizioni e riti suggestiv a Bangkok, di cui coglie la brulicante e sfuggente vitalità, passando per la Pampa argentina, con le sue forti contraddizioni fra passato e presente, il Congo, il Ciad e il Sahara.

E mantenendo, sempre e comunque, una grande eleganza di fondo, Quilici modifica spesso il suo approccio fotografico, passando dal primo piano di un volto alla ripresa dell’insieme delle scene di gruppo

Folco Quilici, breve biografia

Nato a Ferrara il 9 aprile del 1930, suo padre, Nello Quilici, era storico e giornalista; la madre, Mimì Buzzacchi, pittrice.


Dopo aver incominciato un'attività di tipo cineamatoriale, Quilici si è specializzato in riprese sottomarine, diventando molto popolare anche al di fuori dei confini nazionali.

Suoi film dedicati al rapporto tra uomo e mare, sono stati distribuiti nel mondo : Sesto Continente (Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954), Ultimo Paradiso (Orso d'Argento al Festival di Berlino del 1956), Tikoyo e il suo pescecane (Premio Unesco per la Cultura del 1961), Oceano (Premio Speciale Festival di Taormina del 1971 e Premio David di Donatello 1972), Fratello Mare (Primo Premio al Festival Internazionale del Cinema Marino, Cartaghena, 1974) e Cacciatori di Navi, 1991 (Premio Umbria Fiction, 1992).

Nel 2006, la rivista Forbes lo ha inserito tra le cento firme più influenti del mondo grazie ai suoi film e ai suoi libri sull'ambiente e sulle culture.

Nel 2008 gli è stato consegnato il Premio “La Navicella d’Oro”, conferitogli dalla Società Geografica Italiana, con la seguente motivazione: "In oltre mezzo secolo di costante attività professionale ha configurato un personale modello di viaggiatore capace di esplorare e testimoniare con persuasivo rigore e poeticità i territori più rilevanti della cultura geografica, storica e artistica della società umana del passato e del presente, pervenendo a risultati stilistico - espressivi di notevolissimo valore e di ampia valenza comunicativa"

È morto a Orvieto il 24 febbraio 2018, all'età di 87 anni, a causadi un ictus


Folco Quilici/Ufficio Stampa Photofestival
Folco Quilici - Gente di villaggio alla pesca nella pass di Hamine, nel punto in cui questo entra in comunicazione con il mare
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