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Economia

Voucher, come si useranno dopo la riforma

Ecco cosa cambierà per i tanto discussi buoni-lavoro, dopo la stretta del governo per evitare il referendum

La stretta è in arrivo. Per i voucher, i buoni-lavoro che un referendum della Cgil punta a eliminare perché considerati causa di nuovo precariato, verranno presto introdotte nuove regole molto più severe da parte del governo Gentiloni.

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Lo scopo è proprio quello di evitare il referendum della Cgil che espone la maggioranza targata Pd al rischio di una nuova sconfitta politica nelle urne. Ecco, di seguito, una panoramica su cosa cambierà nell’utilizzo dei voucher. (CLICCA SU AVANTI o swype sul telefonino).

Solo prestazioni occasionali

Innanzitutto, l’utilizzo dei voucher verrà confinato nuovamente, com’era ai tempi della Legge Biagi, alle sole prestazioni di lavoro svolte e richieste in via occasionale. Chi ha bisogno saltuariamente di un giovane per sgombrare una cantina o di una domestica che viene a fare le pulizie in casa, ad esempio, potrà pagarli con questi buoni, purché le loro prestazioni non venano appunto erogate in via continuativa.

Escluse le imprese imprese (o quasi tutte)

Accogliendo una proposta dei parlamentari del Pd che sostengono la maggioranza, l’utilizzo dei voucher verrà confinato esclusivamente alle prestazioni di lavoro richieste dalle famiglie. Dunque, questi buoni saranno usati esclusivamente per certi tipi di mestieri come le colf, le badanti, i giardinieri o le baby-sitter (fermo restando il requisito dell’occasionalità delle loro prestazioni). Una proposta dei parlamentari della Lega e dell’Ncd (che appoggiano il governo) punta però mantenere la possibilità di utilizzo dei voucher anche alle imprese piccolissime, quelle senza dipendenti o con un solo addetto.

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Le eccezioni

Alcune eccezioni sull’utilizzo dei voucher rimarranno  per prestazioni di lavoro occasionali svolte in circostanze straordinarie. I buoni resteranno utilizzabili dagli organi pubblica amministrazione per i lavori di utilità sociale (per esempio durante le calamità) o per alcune mansioni particolari come le raccolte dei frutti e le vendemmie svolte da giovani o disoccupati.

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Il tetto dei 5mila euro

Oggi un lavoratore non può ricevere in un anno più di 7mila euro di compensi tramite i voucher. Con la stretta del governo, il tetto sarà abbassato a 5mila euro.

Non più di 2mila euro

Resterà in vigore l’attuale tetto massimo di 2mila euro per i compensi che possono essere incassati da un lavoratore con i voucher da un singolo committente.

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