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Economia

Tutte le tasse pagate nel 2016

Dall’Imu alla Tasi, dalla Tari all’Irpef, passando per Iva, Irap e Ires: breve rassegna su un gettito fiscale sempre troppo ingombrante

Anche quest’anno abbiamo dovuto faticare non poco per fare fronte all’enorme mole di tasse che ormai da tempo assilla la nostra vita quotidiana. Il cosiddetto “tax freedom day”, e cioè il giorno nel quale finalmente i cittadini smettono di lavorare per lo Stato e cominciano guadagnare qualcosa per se stessi, nel 2016 è caduto infatti il 3 giugno. Ci sono cioè volute qualcosa come 154 giornate lavorative per pagare tutte le imposte. Questo significa, secondo le stime elaborate dalla Cgia di Mestre, circa 5 mesi lavorativi su 12. E l’unica, davvero magra consolazione, è che nel 2015 il giorno di “liberazione” dalle tasse era caduto il 7 giugno, ossia c’erano voluti tre giorni in più per pagare tutto. Nel 2016 è stata calcolata poi una pressione fiscale ufficiale pari al 42,2%, alla quale però, sempre secondo la Cgia di Mestre, è corrisposta una pressione”reale”, che non tiene cioè conto dell’economia sommersa sulla quale non c’è nessuna tassazione, pari al 48,4 per cento. Ma vediamo nel dettaglio quali sono state le principali tasse che abbiamo pagato e come hanno influito sul nostro portafoglio.

Tasi

Partiamo dalle tasse immobiliari, che forse tra tutte sono quelle che procurano i maggiori fastidi ai contribuenti. Tra Imu e Tasi infatti nel 2016 i contribuenti italiani hanno versato nelle casse pubbliche circa 18 miliardi di euro. In particolare per quanto riguarda la Tasi, l’imposta comunale sui servizi indivisibili, sono state previste le due scadenze classiche del 16 giugno per l’acconto e del 16 dicembre per il saldo. Unica nota positiva, quella del taglio dell’imposta per tutte le prime case, escluse ville, castelli e palazzi di pregio storico, che ha prodotto una diminuzione di gettito pari a circa 3,5 miliardi di euro.

Imu

Anche in questo caso, al netto di chi per legge è stato tenuto al suo versamento, sempre nelle stesse scadenze del 16 giugno e del 16 dicembre, c’è stata la novità riguardante le imprese che non sono state tenute al versamento dell’Imu sugli impianti imbullonati, sgravio da cui è derivata una riduzione di gettito di 530 milioni di euro. E lo stesso dicasi per l’esenzione dell’Imu per i terreni agricoli che ha prodotto risparmi per altri 405 milioni di euro.

Tari

Nessuna novità invece per la Tari, la tassa sulla spazzatura. Il suo peso è molto variabile a seconda delle esigenze delle singole amministrazioni comunali che sono state libere di stabilire le aliquote che ritenevano più adeguate. Anche sulle scadenze ciascun Comune ha dato facoltà ai contribuenti di pagare secondo un calendario prestabilito ad hoc. La nota stonata riguarda il fatto che sempre più, a fronte dei tagli dei trasferimenti agli enti locali, l’imposta sulla spazzatura ha rappresentato una sorta di bancomat per tanti sindaci. E allora si scopre che la spesa media destinata alla tassa sui rifiuti, per le famiglie, dal 2010 ad oggi è aumentata ben del 23%. In particolare, nel 2016, secondo un’indagine di Federconsumatori, la spesa media annua per la Tari, per una famiglia tipo composta da tre persone che vive in un appartamento di 100 mq, è stata di 296 euro.

Irpef

In questo caso c’è un solo un elemento significativo da sottolineare: la riconferma, divenuta ormai strutturale, del bonus fiscale di 80 euro, che ha riguardato circa 11 milioni di lavoratori dipendenti. Un piccolo supporto che non sembra però aver dato i frutti sperati in tema di rilancio dei consumi.

Ires

L'imposta sul reddito delle società è stata oggetto di un taglio dell’aliquota per l’anno prossimo. Attualmente infatti essa è fissata nella misura del 27,5%, che a decorrere dal 2017 si ridurrà al 24%, come previsto dalla legge di stabilità del 2016. Intanto però per quest’anno, secondo alcune stime, il suo gettito complessivo potrebbe arrivare a circa 35 miliardi di euro, con un aumento del 5% rispetto all’anno scorso.

Irap

Per l’Irap invece sono stati decisi interventi già a partire da quest’anno e grazie ad alcune esenzioni si sono potuti ottenere risparmi nel gettito. In particolare l’abolizione dell’imposta per le imprese agricole e le cooperative di piccola pesca, hanno prodotto tagli per 167 milioni di euro.

Iva

Per nostra fortuna non è accaduto nulla invece sul fronte della più classica imposta indiretta, ossia sull’Iva. I paventati aumenti che sarebbero potuto scattare in base alle clausole di salvaguardia contenute nelle passate leggi di stabilità, non solo non sono scattati, ma anzi si è provveduto nella nuova legge di bilancio a sterilizzare il testo da questi aumenti. Una garanzia per il prossimo anno, ma chissà cosa accadrà in futuro.

Superammortamento

Grazie al provvedimento che prevedeva la possibilità di contabilizzare spese attuali con un ammortamento al 140% e ad altri crediti di imposta introdotti per le attività ubicate nelle aree svantaggiate del Paese, si è prodotto un minor gettito pari a 787 milioni di euro.

Canone Rai

Si è trattato di un piccolo provvedimento che ha però avuto un’eco mediatica molto rilevante. Non solo è cambiato radicalmente il modo in cui si paga il canone Rai, che da quest’anno viene addebitato sulla bolletta della luce, ma il suo importo è sceso a quota 100 euro, e potrebbe ulteriormente calare l’anno prossimo.

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