Amazon investe per crescere: anche in Italia

Il colosso di Seattle raccoglie tre miliardi di dollari. Da spendere nell'immobiliare, nella distribuzione, e per chiudere i conti col fisco

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Claudia Astarita

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Amazon ha lanciato un prestito obbligazionario e ha raccolto sui mercati statunitensi circa tre miliardi di dollari. Per gli investitori, l'offerta si presenta vantaggiosa: la redditività dei titoli è superiore a quella dei titoli del Tesoro americano di percentuali che, per chi investe in borsa sono piuttosto significative. Si parla, infatti, di rendimenti fra 0,38 e 0,93 punti più elevati, a seconda della scadenza delle obbligazioni. Quasi un punto percentuale in più per un'obbligazione a scadenza decennale di questi tempi non è poco. I tre miliardi si andranno ad aggiungere agli oltre cinque in liquidità varie su cui Amazon può già contare, grazie agli ottimi risultati desumibili dall'ultimo bilancio trimestrale. Non solo: si tratterebbe dei primi debiti a lungo termine contratti da un'azienda quanto mai florida, che era ricorsa a obbligazioni di questo tipo l'ultima volta nel lontano 2000.

La multinazionale dell'editoria e dell'informatica è in una fase di forte espansione e una ulteriore disponibilità di liquidità non servirebbe tanto a innalzare i profitti, ma a sostenere alcuni investimenti importanti. Innanzitutto, nel settore immobiliare: la società ha appena raggiunto un accordo per rilevare la struttura che ne ospita la sede a Seattle. L'acquisto costerà, da solo, ben 1,16 miliardi dollari. Il progetto prevede la costruzione di un complesso di tre grattacieli di 37 piani nell'area denominata "Denny Triangle" e destinato a cambiare lo skyline della metropoli americana. I grattacieli verranno costruiti in sequenza e non contemporaneamente e sono già stati definiti dal New York Times "sconvolgenti".

In secondo luogo, Amazon sta sviluppando dei colossali centri di distribuzione in America e in Europa. La priorità sembra essere quella di consolidare la propria posizione sulla piazza nordamericana. Negli Stati Uniti verranno posizionati in modo tale da raggiungere, nel medio periodo, il risultato di consegne dei prodotti in giornata. Per l'Europa, invece, gli investimenti saranno finalizzati a radicare ulteriormente l'azienda nei mercati del Vecchio Continente, Italia inclusa (anche se la versione italiana del portale è arrivata in ritardo rispetto a quelle di altri Paesi). A Cagliari, infatti, verrà creato un call centre destinato a dare lavoro a ben cinquecento persone. Il tutto in omaggio alla consolidata convinzione dei vertici dell'azienda secondo cui investire equivale a crescere.

Infine, Amazon deve fare i conti con il fisco. Negli Stati Uniti, infatti, sono state eliminate le agevolazioni fiscali che favorivano la distribuzione commerciale via internet e che avevano stimolato l'ascesa proprio della stessa compagnia di Seattle. Non solo: in Europa Amazon ha in corso alcuni importanti contenziosi fiscali. Ad esempio, potrebbe presto essere chiamata a pagare agli esattori di Parigi svariate decine di milioni di Euro in tasse arretrate.

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