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Via al 730 precompilato: cosa ha funzionato e cosa no

Dai problemi di carattere tecnologico alla mancanza di alcuni dati: ecco come è stato l’esordio della nuova dichiarazione online

Rossella_Orlandi

Giuseppe Cordasco

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Luci e ombre hanno caratterizzato l’esordio online del nuovo 730 precompilato. E non poteva essere altrimenti vista la novità epocale, che permetterà a circa 20 milioni di contribuenti, tra lavoratori dipendenti e pensionati, di scaricare dal web la propria dichiarazione dei redditi già precompilata. E molti, anzi moltissimi, da ieri effettivamente hanno già cominciato a farlo. E qui c’è da sottolineare una prima nota positiva: il sito dell’Agenzia delle entrate, come ci ha tenuto a sottolineare la direttrice Rossella Orlandi, ha retto l’urto di migliaia di utenti che hanno voluto sfruttare da subito il primo momento utile per scaricare il proprio 730 precompilato. Sono stati infatti più di 80mila le connessioni attraverso cui c’è stato il download del documento in questione, e l’impatto come detto, da un punto di vista di rete e di connessione, è stato sopportato senza problemi di natura tecnica.

730 precompilato, istruzioni per l'uso


Un buon viatico per i giorni che verranno quando mano a mano, i milioni di utenti sopra citati, in varie modalità, provvederanno ad effettuare le operazioni di scarico del proprio file. Ma come detto, oltre alle rose, c’è stata sicuramente qualche spina. La prima, che forse poteva essere evitata con qualche accorgimento, riguarda anch’essa aspetti di natura strettamente informatica: per scaricare il proprio 730 precompilato infatti, bisogna installare sul proprio computer Java virtual machine nella versione 7.1. Chi non lo ha fatto per tempo viene indirizzato  dal sito dell'Agenzia, al sito della Oracle dove si trovano le istruzioni per effettuare l'aggiornamento, che però sono disponibili solo in inglese. Un problema che, come accennato, forse poteva essere evitato, se si fosse utilizzato uno strumento informatico già in uso alla maggior parte degli utenti e per il quale non ci volesse nessun aggiornamento. Un dettaglio che forse tornerà utile per operazioni analoghe che verranno fatte in futuro.

730 precompilato, come evitare gli errori


Altre insidie invece sono state di natura più sostanziale e hanno riguardato il contenuto stesso della dichiarazione. Alcuni utenti, ad esempio, hanno dovuto fare in conti con la mancanza di alcuni dati che l'Agenzia delle entrate avrebbe invece dovuto inserire, come il reddito derivante da pensione oppure gli interessi passivi del mutuo. Una circostanza che servirà di monito a tutti quelli che nei prossimi giorni provvederanno a scaricare la propria dichiarazione: bisognerà sempre e comunque controllare e verificare i dati contenuti. Un’altra nota stonata ha riguardato quegli utenti, e non sono stati pochi, che non hanno ritrovati inseriti i giorni di lavoro e la relativa detrazione. Un dato questo che dunque bisognerà trascrivere a mano. Un altro intoppo, questo ancora una volta di carattere più tecnico, lo hanno incontrato poi molti degli utenti che sfruttavano il pin rilasciato dall’Inps.

730 precompilato, come integrarlo correttamente


Nell’occasione infatti gli utenti in questione hanno scoperto che in realtà l’Inps rilascia due tipi di pin: uno detto “ordinario”, con il quale è possibile solo visionare la propria posizione contributiva, e un altro, detto “dispositivo”, utilizzabile invece per effettuare operazioni online e dunque scaricare anche il 730 precompilato. I soggetti che dunque avevano il primo tipo di pin, non hanno potuto effettuare il download della propria dichiarazione. Infine un po’ di ansia ha assalito tutti quelli che avrebbero voluto fin da subito intervenire sul modello scaricato, per effettuare delle variazioni, apportare delle integrazioni e rispedire subito all’Agenzia delle entrate la propria dichiarazione. Ebbene, i contribuenti in questione hanno dovuto prendere atto dell’impossibilità di compiere tali operazioni, ma per il semplice fatto che l’abilitazione alle modifiche e all'invio sarà dato a partire dal 1 maggio. Si tratterà dunque di attendere solo qualche giorno per poter regolarizzare la propria posizione.

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