Prezzo del petrolio e della benzina: in mezzo troppe accise

Dal 2014 le quotazioni del greggio sono scese del 65%, quello della benzina in Italia del 19%. E le tasse sono scese solo del 6%.

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– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Da luglio del 2014, quando il petrolio si spinse ai massimi dell'anno intorno a 105 dollari al barile, il prezzo della benzina, secondo quanto emerge dalle tabelle del ministero dello Sviluppo economico, è passato da circa 1,76 euro al litro agli 1,43 attuali. Si tratta di una flessione del 19%, un dato rilevante ma che diventa quasi insignificante (anche considerando la variabile cambio euro/dollaro) di fronte al letterale crollo del 65% registrato dal prezzo del greggio che negli ultimi giorni è finito addirittura sotto quota 30 dollari al barile, con punte negative di 28 dollari. La spiegazione di tale fenomeno, molto italiano in verità, è da sempre legata alla componente fiscale: sempre nel luglio 2014, su un litro di verde si pagavano 1,049 euro di accise e Iva, adesso tale quota è pari a 0,986 euro, con una diminuzione di appena il 6%.

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E puntuali arrivano ovviamente le proteste delle associazioni dei consumatori. In particolare Federconsumatori e Adusbef sottolineano che con la perdita di forza del cambio euro-dollaro, l'aumento delle accise sui carburanti, che nel 2009 erano a quota 56,4 centesimi al litro, e oggi viaggiano invece sui 72,8 centesimi, nonché l'incremento dell'Iva, fanno salire il prezzo della benzina almeno di 6 centesimi oltre il livello a cui si dovrebbe attestare.

"Concretamente tale maggiorazione – spiegano dalle due associazioni - si traduce in un pesante aggravio sulle tasche dei cittadini, pari a ben +72 euro annui in termini diretti, ossia per i pieni di carburante, e a +59 euro annui in termini indiretti, a causa dell'impatto del costo dei carburanti sui prezzi dei beni di prima necessità che, nel nostro Paese, sono distribuiti per l'86% su gomma". Un aggravio complessivo dunque stimabile in circa +131 euro annui, e questo, vero paradosso, in un periodo in cui, come accennato, il costo del petrolio sta subendo uno dei crolli più pesanti della storia recente.

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E non sono certo di conforto gli ultimi rilevamenti sui prezzi alla pompa, che secondo i dati forniti da Staffetta energetica su 12mila impianti self service, fanno segnare una media di 1,429 euro/litro per la benzina e di 1,236 euro/litro per il diesel. D’altronde, a anche questa non è certo una novità, l'Unione petrolifera precisa che il calo dei prezzi del greggio "è stato interamente recepito dai prezzi italiani dei carburanti, diminuiti nell'ultima settimana mediamente di altri 2,5-3,5 centesimi euro/litro, al netto delle tasse" e che se i prezzi oggi sono più alti "è dovuto in larga parte proprio all'aumento della fiscalità". Una constatazione che spinge dunque Federconsumatori e Adusbef a definire del tutto intollerabile una tassazione che ormai sta arrivando al 70% del prezzo totale dei carburanti. “Un andamento – sottolineano in modo accorato le due associazioni - che richiede un intervento immediato del Governo affinché le accise siano ritoccate al ribasso". Una richiesta questa che viene rilanciata però ormai da anni senza ottenere grandi risultati.

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