Tasi-Renzi
Tasse

Perché il taglio di imu e tasi avvantaggia i più ricchi

Il risparmio medio di imposta sarà attorno a 200 euro all'anno. Ma i proprietari di ville e castelli avranno un beneficio di ben 2mila euro circa

Circa 227 euro all'anno per gli immobili di categoria A2 (abitazioni civili) e 120 euro per quelli classificati al catasto con la sigla A3 (abitazioni economiche). Sono gli effetti sulle tasche dei proprietari immobiliari italiani dell'abolizione di imu e tasi, secondo le stime elaborate dalla Cgia (la confederazione degli artigiani di Mestre). La stessa Cgia ha calcolato quali benefici avrebbero invece i contribuenti più "fortunati", cioè quelli che possiedono case di pregio. Per i proprietari di ville, il risparmio fiscale sarà di 1.830 euro all'anno, che salgono fin quasi a 2.280 euro ogni 12 mesi per chi ha invece un castello.


Imu e Tasi, quanto costano agli italiani


Saranno dunque i contribuenti più ricchi ad avvantaggiarsi dal taglio delle tasse sull'abitazione principale, che il premier Renzi è intenzionato ad attuare dal gennaio 2016, dopo l'approvazione della prossima Legge di Stabilità. Il perché di questa sperequazione non è difficile da capire: sia l'importo dell'imu, che quello della tasi dipendono anche e soprattutto dalla superficie dell'immobile e della categoria catastale a cui appartiene. Inoltre, c'è un sistema di detrazioni d'imposta che avvantaggia soprattutto i piccoli proprietari che pagano poche decine e centinaia di euro all'anno. Dunque, eliminando la tassazione in maniera indiscriminata su tutti gli immobili, a trarne vantaggio saranno gli italiani che possiedono i fabbricati di maggior valore e pregio, purché adibiti a prima casa.


Taglio di Imu e Tasi nel 2016: la Ue contro Renzi


“Complessivamente”, sottolinea Paolo Zabeo, dirigente della della Cgia, “l’azzeramento della tasi sulla prima casa peserà sulle casse dello stato per 3,4 miliardi di euro all'anno” A queste cifre, va aggiunto un ammanco di oltre un miliardo di euro derivante dall'abolizione dell'imu sulle case di lusso, sui terreni e fabbricati rurali e sui cosiddetti imbullonati, cioè sui grandi macchinari fissati a terra. In totale, nei conti pubblici verrà meno una cifra di 4,6 miliardi di euro “che”, aggiunge Zabeo, “ per il momento, non sappiamo ancora come saranno reperiti”. Dunque, la Cgia non usa parole particolarmente tenere nei confronti del governo, di fronte all'annuncio del taglio di imu e tasi. Non sono da meno neppure gli analisti di Nomisma. Secondo la società di ricerca bolognese, infatti, il beneficio medio portato in dote dai provvedimenti sulla casa del governo Renzi sarà di appena 17 euro al mese per ogni famiglia italiana. L'effetto sulla crescita sarà dunque modesto, tanto più se si considera che a trarne vantaggio saranno soprattutto le famiglie abbienti, mentre quelle con redditi medio-bassi beneficiano già oggi di detrazioni e agevolazioni varie, stabilite da molti comuni.


Abolizione Tasi: le città dove si risparmierà di più


Al coro delle critiche sul futuro taglio di imu e tasi, si aggiungono poi la Corte dei Conti e l'Unione Europea, che hanno messo più volte in evidenza la necessità per l'Italia di ridurre la tassazione sul lavoro, piuttosto che quella sui consumi e sui patrimoni, compresi quelli immobiliari. Prima di tagliare le imposte sul mattone, insomma, il governo dovrebbe continuare ad abbassare l'irpef, l'irap o l'ires (l'imposta societaria). Il premier Renzi, invece, vuole a tutti i costi iniziare dalla casa, ben sapendo che un provvedimento del genere riscuote grande consenso tra gli elettori, visto il numero elevato di proprietari immobiliari esistente nel nostro paese. Non sarà facile, però, convincere Bruxelles che la prossima Legge di Stabilità va nella giusta direzione.


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