Tasse

Manovra: stangata familiare

Il Governo Conte bis metterà ancora una volta la mani nelle tasche degli italiani. A colpi di tasse nascoste

Il premier Conte con il ministro dell'Economia Gualtieri

Maurizio Belpietro

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Provate a mettervi nei panni di un signore che abbia lavorato per 35 o 40 anni, pagando ogni centesimo dovuto al Fisco. Un signore che nell’arco della sua carriera è riuscito a raggiungere risultati importanti, migliorando anno dopo anno la propria situazione. Bene, questo signore, giunto all’età della pensione, pensa di potersi riposare e godersi i frutti della propria fatica. E invece, una volta ritiratosi, scopre che il suo assegno previdenziale non si rivaluta rispetto all’inflazione come gli era stato promesso, perché qualcuno, lassù in alto, al vertice delle istituzioni, trovando improvvisamente d’accordo governo e Corte costituzionale, ha deciso che i meccanismi per l’adeguamento delle pensioni non siano uguali per tutti, ma possano essere diversi a seconda del reddito pensionistico. Hai un assegno che non è da morto di fame? Beh, allora ti devi rassegnare al fatto che piano piano l’inflazione correrà più veloce della rivalutazione che ti verrà applicata. Un modo per corrodere la tua pensione. Non solo. Lo stesso signore di cui avete indossato i panni, un bel giorno si accorgerà che un esecutivo a caccia di soldi ha stabilito che il suo trattamento Inps, essendo sopra una certa somma lorda, che oscilla fra i 75 e i 100 mila euro lordi l’anno, cioè meno di 4 mila netti al mese, dovrà essere tagliato, perché la sua è considerata una «pensione d’oro», che in un Paese che abbonda di facce di bronzo, è considerato un privilegio.

Dopo di che, lo stesso pensionato ormai spiumato della sua «pensione d’oro», deve anche sentire che un governo nato con l’intenzione di non alzare le tasse, ha al vaglio, nell’ordine, una serie di misure che andranno di nuovo a mettergli le mani in tasca. Prima sforbiciata: il ticket. Già ora, pur avendo pagato anni e anni di tasse e contributi, il nostro signore deve versare il superticket - fino a 36 euro - perché non rientra nella fascia protetta di chi non versa niente. Ma con l’arrivo di chi ha promesso di non aumentare le imposte, il nostro eroe scopre che dovrà pagare di più, perché chi ha un reddito più alto non godrà più di alcun beneficio. Il ticket dovrà essere calcolato in base a quanto si guadagna, ma anche sulla scorta di ciò che si possiede, con il risultato che potrebbe crescere fino a 80 euro o più, trasformandosi in una specie di patrimoniale sulla salute.

Seconda tosatura. Nonostante sia già abbastanza scosso dall’aver appreso che per curarsi dovrà mettere mano al portafogli - e chi è anziano sa che le malattie aumentano col crescere dell’età - il pover’uomo di cui avete indossato gli abiti scoprirà che dovrà pagare il commercialista per stabilire il trattamento Irpef della sua badante. E poi, dopo aver saldato la fattura del ragioniere, dovrà andare in Posta e versare il dovuto, litigando con la signora che si prende cura di lui perché la donna si accorgerà che le trattenute fiscali anticipate le riducono lo stipendio netto e vorrà un aumento di stipendio.

Non è finita: mentre ancora si lecca le ferite, l’ormai tramortito pensionato viene informato che le detrazioni, cioè lo sconto che il fisco fa per le spese sanitarie o di gestione della casa, colf compresa, saranno sforbiciate. Anche lì, più si guadagna e si ha e meno si potrà dedurre, il che equivale ovviamente a un po’ di tasse in più.

Ormai in lacrime per la preoccupazione e per quella che ritiene, dopo quarant’anni di lavoro e rispetto del fisco, una palese ingiustizia, l’ex uomo fortunato, che ha fatto carriera e pensava di spassarsela dopo i sessant’anni, legge che i ticket saranno abbassati per i redditi più bassi, tra i quali come è noto ci sono centinaia di migliaia di stranieri con introiti al minimo e tante persone con il reddito di cittadinanza, tra le quali, per esempio, un’ex terrorista delle Brigate rosse condannata per l’omicidio di Massimo D’Antona, oppure tanti furbi che lavorano in nero, non pagano le tasse, ma incassano il sussidio, facendosi beffe degli onesti.

Ora, se voi foste davvero nei panni dell’uomo che ha lavorato quarant’anni, ha pagato le tasse, ha sudato la propria pensione e non ha mai ottenuto sconti, sussidi, ticket o pasti gratis, che cosa fareste? Accendereste un cero alla Madonna sperando che non vi mettano altre imposte che riducano al minimo la vostra pensione o fareste le valigie? Vi dico che cosa farei io: prenoterei un volo per il Portogallo o per qualche altro Paese dove i pensionati non siano ritenuti un bancomat dello Stato, del sindacato o della sinistra, e saluterei tutti con una pernacchia. Spedendo a Conte, Di Maio, Gualtieri e compagnia bella una cartolina dall’estero. 

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