Equitalia, gli svantaggi per chi paga a rate

I versamenti dilazionati non bloccano provvedimenti esecutivi come pignoramenti e ganasce auto

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Una delle sedi territoriali di Equitalia – Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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I pagamenti a rate offerti da Equitalia, le cui condizioni recentemente sono state anche migliorate, presentano uno spiacevole rovescio della medaglia. Se per un verso infatti la possibilità di dilazionare anche fino a 72 rate gli arretrati è stata accolta con grande favore da tantissimi contribuenti, è bene che questi ultimi sappiano però quali sono gli inconvenienti a cui possono andare incontro nel caso optino per questa soluzione. Secondo i chiarimenti forniti da un recente decreto legislativo infatti, il pagamento a rate non blocca tutta una serie di provvedimenti esecutivi che nel frattempo l’ente di riscossione potrebbe aver messo in campo nei confronti del cittadino moroso. Gli esempi in questo senso non mancano.

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Innanzitutto l’avvio di una rateazione non esclude le ganasce e il fermo auto, che resta in vigore finché non si sarà estinto il debito. In questo senso dunque, il vantaggio di pagare a rate è controbilanciato dall’impossibilità di tornare ad utilizzare il proprio veicolo fino a quando le rate stesse non saranno esaurite, a differenza di chi invece pagando il dovuto un’unica soluzione può subito essere rimesso nelle condizioni di tornare al volante della propria vettura. Dunque, per chi avesse necessità impellenti di utilizzare ad esempio un’automobile che ha subito un fermo amministrativo, è bene tenere in considerazione che l’opzione della rateazione allunga, e anche di molto, i tempi dello sblocco del proprio veicolo. Un principio questo che tra l’altro è stato ribadito con chiarezza dalla stessa Equitalia che ha inviato alle proprie sedi distaccate una specifica circolare in merito.

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Ma le controindicazioni alle rate non finiscono qui. Il pagamento dilazionato infatti non serve, una volta pagata la prima rata, neanche a bloccare  le azioni esecutive riguardanti beni espropriati e già venduti all’asta. È stato inoltre chiarito che, sempre l’avvio di un versamento a rate, non serve nemmeno a interrompere il pignoramento presso terzi di stipendi, conti correnti, pensioni, crediti di clienti qualora il terzo abbia confermato di essere debitore nei confronti del soggetto iscritto a ruolo. In tutti questi casi, come già più sopra rilevato, a fare testo è la completa estinzione del debito, che avverrà con il pagamento dell’ultima rata. Solo allora si potranno richiedere le eventuali sospensioni o annullamenti degli atti esecutivi citati. Delucidazioni queste che forse porteranno qualche contribuente a riflettere con più attenzione sull’opportunità di richiedere o meno a Equitalia una rateazione di debiti arretrati.

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