Tasse

Edilizia, ecco le tasse da tagliare per rilanciare il settore

Le associazioni dei costruttori chiedono al governo di abolire fino al 2018 Imu e Tasi sui nuovi immobili acquistati

edilizia italia

Giuseppe Cordasco

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In vista del varo della nuova legge di stabilità, i costruttori provano ad affilare le proprie armi proponendo al governo di intervenire con misure drastiche in un settore, come quello dell’edilizia,  alla ricerca ormai da anni di una ripresa che stenta ad arrivare. Il nodo intorno a cui si gioca la partita è sempre lo stesso: le tante, troppe tasse che secondo gli operatori contribuiscono ad affossare un comparto che invece sarebbe fondamentale rimettere in corsa, anche perché, come da più parti ribadito, potrebbe rappresentare un volano per tutta l’economia del Paese. Ed ecco allora che in maniera congiunta l’Ance, ovvero l’Associazione nazionale costruttori edili, e la Confindustria, hanno messo a punto un pacchetto di richieste con la speranza che esse possano essere subito accolte dal governo e inserite appunto nella nuova legge di stabilità in via di definizione.

Edilizia in crisi, le richieste dei costruttori


La prima idea sarebbe quella di prevedere un forte sgravio fiscale per quei soggetti che acquistano un immobile nuovo in classe energetica A o B. Un modo questo anche per stimolare i costruttori a realizzare abitazioni sempre più ecologiche. Ma i benefici da sfruttare in qualità di nuovi acquirenti non dovrebbero limitarsi a questo. Sempre secondo il piano messo a punto da Ance e Confindustria, per questi stessi soggetti si dovrebbe prevedere l’abolizione di Imu e Tasi almeno fino al 2018. Insomma, un combinato disposto che porterebbe a un significativo alleggerimento degli oneri fiscali dei nuovi proprietari di casa e potrebbe dunque funzionare da vero e proprio traino per una ripresa del mercato immobiliare. A queste due proposte, i costruttori ne aggiungono poi un’altra, che andrebbe invece a supportare finanziariamente quei soggetti che intendono liberarsi di abitazioni vecchie per procedere all’acquisto di nuovi immobili.

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In pratica, l’idea sarebbe quella di prevedere un pagamento in misura fissa e ridotta delle imposte di registro e delle varie tasse catastali e ipotecarie annesse, per quei cittadini che decidessero in pratica di “rottamare” la propria abitazione poco ecologica, per procedere all’acquisto di una nuova casa di classe energetica più elevata. Si tratta di suggerimenti che secondo i costruttori avrebbero la concreta possibilità di rilanciare un settore che, forse è bene ricordarlo, tra il 2007 e il 2014 ha perso il 34% di investimenti e oltre il 30% di posti di lavoro. Insomma, a fianco alla riproposizione del bonus ristrutturazioni, che pure è considerata una misura apprezzabile, bisogna in un qualche modo rilanciare l’acquisto di nuove abitazioni. Per farlo Ance e Confindustria hanno fatto le proprie proposte, ora bisognerà attendere se e come il governo intenderà recepirle.   


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