730 precompilato, perché la consegna slitta al 23 luglio

Il governo ha deciso di posticipare la precedente scadenza del 7 luglio su insistenza di Caf e commercialisti

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– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Annunciato ormai da giorni, in queste ore il governo ha dato il via libera al decreto che sposta la data ultima per la consegna del 730 precompilato dal 7 luglio al prossimo 23 luglio. Una scelta quasi obbligata, viste le tante proteste che nel corso di queste settimane sono giunte da Caf e commercialisti alle prese con la compilazione delle nuove dichiarazioni dei redditi. La paura più grossa del governo era legata ai conguagli che l’Agenzia delle entrate effettua a luglio nelle buste paga dei lavoratori. L’accavallamento delle consegne ed eventuali ritardi avrebbero infatti potuto far slittare questi versamenti, una circostanza che l’esecutivo ha cercato dunque di evitare in tutti i modi. Ora Caf e consulenti fiscali avranno quindi  i margini per poter consegnare tutte le dichiarazioni in tempo utile.

730 precompilato: dieci cose da sapere


Allo slittamento però il governo ha posto una condizione: i Caf e i commercialisti che volessero usufruire del posticipo dovranno già aver elaborato entro il 7 luglio, cioè entro la scadenza originaria, almeno l’80% dei 730 precompilati di propria pertinenza. Chi dovesse trovarsi in queste condizioni, potrà dunque avere a disposizione un altro paio di settimane per dedicarsi al 20% restante di dichiarazioni. Altro elemento discriminante, contenuto all’interno del decreto firmato dal presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, riguarda i contribuenti privati. Tutti i soggetti che avessero infatti deciso di verificare, integrare e rispedire in proprio il 730 precompilato, non potranno usufruire delle proroga al 23 luglio. Tutti costoro, e stiamo parlando di una platea di circa 1,2 milioni di cittadini, saranno costretti quindi a rispettare la scadenza del 7 luglio.

730 precompilato, come evitare gli errori


Per le altre circa 10 milioni di dichiarazioni, quelle cioè affidate a Caf e commercialisti, come detto, i tempi opportunamente si allungheranno. Ritornando alle ragioni primarie dello slittamento, ossia il corretto pagamento dei conguagli da parte dell’Agenzia delle entrate, è bene ricordare che il funzionamento sarà analogo a quello attualmente in vigore per il 730 ordinario. Ovvero, nel caso dalla dichiarazione precompilata risultasse un credito da rimborsare, esso verrà accreditato sulla busta paga del dipendente direttamente dal datore di lavoro, e nel caso di pensionati, dall’ente previdenziale cui si fa riferimento. Nel caso contrario, quando cioè per il contribuente risultano pendenti dei debiti, essi verranno decurtati, sempre dalla busta paga o dalla pensione, a partire da luglio e a seguire con i pagamenti successivi di agosto e settembre.

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