Tre motivi per cui investire i risparmi in borsa conviene

Contanti e oro non creano ricchezza, ma le azioni vanno scelte con cura e senza rischiare troppo

euro

– Credits: Sean Gallup/Getty Images

Claudia Astarita

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Con tutti gli alti e bassi che hanno registrato le borse internazionali nell'ultimo periodo, tanti hanno iniziato a chiedersi se investire in azioni sia ancora la strategia migliore per far fruttare i risparmi.

CNN Money si è posto questa stessa domanda qualche tempo fa, arrivando alla conclusione che le borse sono sempre il rifugio migliore per i capitali accumulati, a patto che queste vengano approcciate con una strategia di lungo, e non di breve o di medio periodo. Vediamo perché.

Il rendimento negativo del contante

I contanti di certo non si volatilizzano, ma è anche vero che non danno alcun tipo di interesse. Anzi, dopo le ultime manovre monetarie della BCE, in Europa il rendimento è negativo.

Ultimamente c'è stato anche chi, quasi preso dal panico, ha deciso di fare ricorso all'oro. Ma anche il prezioso metallo, pur avendo dimostrato di essere molto più stabile delle borse, non è certo destinato a mantenere lo stesso valore per sempre. Anzi, come ricorda proprio CNN Money, tra il 2011 e oggi ha perso il 35 per cento del suo valore.

Di fatto contanti e oro riducono il rischio di ritrovarsi con il patrimonio dilapidato, ma nell'ottica dell'accumulazione delle risorse necessarie per affrontare gli anni della pensione non sono poi così sicuri: la carta moneta soffre per l'effetto dell'inflazione e l'oro tende a svalutarsi.

Il guadagno facile non esiste

Ecco perché per far fruttare i risparmi bisogna sì investirli in borsa, ma senza farsi ossessionare dall'idea del guadagno facile. Per riuscirci è necessario evitare titoli rischiosi, e puntare su qualcosa che possa rimanere stabile e redditizio nel medio periodo.

Naturalmente non esiste un pacchetto di azioni ideale, perché le scelte dei singoli investitori dipendono da età, aspettative, capitali a disposizione, e dal livello di rischio che essi possono effettivamente sostenere. Un pizzico di fortuna non guasta, ma per avere davvero successo è necessario avere pazienza, e soprattutto non lasciarsi mai prendere dal panico.

The strategie vincenti

Se abbiamo poca esperienza ma siamo comunque convinti che puntare tutto (o quasi) su un paio di aziende possa essere troppo rischioso, allora meglio affidarsi a fondi o, ancora meglio, agli Etf (exchange-traded fund), ovvero quei fondi di investimento caratterizzati da gestione passiva e dall'essere quotati in borsa come se fossero azioni e obbligazioni, dettagli che li rendono poco costosi in termie di gestione e competitivi perché estremamente diversificati.

Ora che la Banca centrale europea ha tagliato di nuovo i tassi di interesse, se è vero che chi ha un mutuo a tasso variabile si ritroverà a dover restituire alla banca che lo ha erogato meno denaro di quanto avesse messo in conto, è anche vero che i comuni correntisti e gli affezionati di titoli di Stato e obbligazioni registrerano l'ennesima riduzione di interessi sul conto e rendimenti. Motivo in più per spostarsi, in maniera sicura, sulle borse, che infatti hanno reagito molto bene alla manovra di Mario Draghi.

Pazienza, prudenza, e visione di lungo periodo sono fondamentali per ottenere dei buoni risultati in borsa, ma è anche vero che rischiare un pochino non è poi così drammatico. Sotto certi punti di vista si potrebbe sostenere che anche la Bce sta ragionando in questo modo, visto che l'ultimo taglio dei tassi indirettamente spinge gli investitori verso il mercato azionario. Il principio è molto semplice: se il denaro depositato o investito in titoli non rende, allora tanto vale spostarlo su attività (leggermente) più rischiose ma quanto meno remunerative. E questo vale non solo per gli investitori privati ma anche per quelli istituzionali. Con la speranza che una massiccia immissione di denaro nei mercati possa stimolare produttività e sviluppo rimettendo quindi in moto l'economia. L'importante è non esagerare scegliendo settori e operatori che promettono guadagni facili, perché non esistono. Ma inserire qualche realtà emergente nel proprio ortafoglio azionario potrebbe non essere così sbagliato.


 

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