Soldi

Pensioni, cosa fare se l'Inps sbaglia i calcoli

Come richiedere un check-up al proprio assegno previdenziale, quando si ha il sospetto di essere vittime di errori

pensionati Inps

Andrea Telara

-

Giusepe Sinaldi, ex-bidello di Treviso, quasi non ci credeva. Dopo ben 24 anni di pensione, qualche settimana fa l'Inps gli ha recapitato una lettera con una triste notizia: la sua rendita, percepita per oltre 4 lustri, è stata calcolata in modo sbagliato. Dunque, il signor Giuseppe deve restituire all'ente della previdenza la bellezza di 24.836 euro, seppur in tante “comode rate” di meno di 90 euro al mese. Peccato però che l'ex-bidello trevigiano, il quale ha raccontato la sua storia al giornale locale La Tribuna, riceva già dall'Inps un assegno magro, attorno a 500 euro al mese. Dunque, per un bel po' di tempo sarà costretto a tirare la cinghia.


Pensioni, cosa cambia dal 2016


La vicenda del signor Sinaldi è sicuramente un caso estremo ma fa ben capire cosa può accadere quando il calcolo di un assegno previdenziale è viziato da errori. In questo caso, a rimetterci è stato il pensionato che deve restituire all'Inps dei soldi. Non di rado, però, è l'istituto della previdenza a dover rimborsare i pensionati, aggiungendo pure gli arretrati. Tale situazione si verifica molto più spesso di quanto non si pensi, soprattutto quando un lavoratore ha avuto una carriera discontinua con diversi periodi in cassa integrazione o in mobilità e non gli sono stati accreditati tutti i contributi figurativi spettanti per quei periodi. A sostenerlo è anche l'Inas, il patronato della Cisl, che ogni giorno tratta in tutta Italia casi di questo tipo.


La ricostituzione

Cosa fare, dunque, quando si ha il sospetto che il calcolo della propria pensione sia viziato da errori? In base a una legge che risale al 1968, è prevista una particolare procedura che si chiama Ricostituzione della pensione e che l'Inps può eseguire anche di ufficio, se scopre da solo di avere commesso degli errori. Altrimenti, è il pensionato a poterla richiedere, aggiungendo tutti i documenti che possono contribuire a far variare l'importo dell'assegno pensionistico.


Scarica qui il modulo per chiedere la ricostituzione


Di solito, per presentare la domanda di ricostituzione, è consigliabile farsi aiutare da un patronato dei sindacati o della associazioni di categoria, che svolgono tutte le pratiche per conto del contribuente. A volte, oltre a indicare per iscritto il motivo per cui presenta la domanda, il pensionato deve infatti allegare una documentazione molto abbondante, relativa per esempio a qualche periodo di lavoro (o di cassa integrazione) che non gli è stato riconosciuto o relativa ai contributi che l'Inps non ha calcolato per bene. Se tutte le carte presentate sono a posto, di regola l'ente previdenziale dà una risposta in tempi relativamente brevi, cioè al massimo in un paio di mesi. Occhio, però, a un particolare importante: non sempre la ricostituzione comporta un aumento dell'assegno pensionistico. Se l'Inps si accorge di avere sbagliato a proprio sfavore, è obbligato per legge ad abbassare l'importo dell'assegno pensionistico, chiedendo pure gli arretrati, come nel caso del signor Sinaldi di Treviso


© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Pensioni ed esodati: chi rientra nella settima salvaguardia

Chi sono gli ex-lavoratori che possono andare in pensione con le regole precedenti alla Riforma Fornero, secondo quanto prevede la Legge di Stabilità

Pensioni ed esodati, perché la questione non è risolta

Per il presidente dell'Inps Boeri, molti ex-lavoratori anziani senza reddito chiedono ancora tutele. Sono più di 23mila persone, secondo i comitati

Pensioni e reddito minimo: la riforma Boeri in 10 punti

Ecco come il presidente dell'Inps vorrebbe cambiare il sistema previdenziale italiano

Pensioni più basse e al lavoro fino a 75 anni

Previsioni fosche disegnate dal presidente dell'Inps per le nuove generazioni: serviranno strumenti anti-povertà per chi perde l'occupazione prima

Pensioni di reversibilità, cosa cambia se passa la riforma

Il ddl contro la povertà prevede una revisione dei trattamenti previdenziali ai vedovi e alle vedove legandoli all'isee. Ecco le possibili conseguenze

Pensioni di vecchiaia, cosa cambia dal 1 gennaio

Dal 2016 scattano i nuovi requisiti: gli uomini potranno mettersi a riposo a 66 anni e 7 mesi e le donne del settore privato a 65 anni e 7 mesi

Pensioni di reversibilità: chi perde e chi guadagna con la riforma

Oltre 4 milioni di italiani sotto la soglia di povertà potrebbero beneficiare della manovra che penalizza invece chi ha ereditato beni

Pensioni di reversibilità, quanto costa darle alle coppie gay

Un gruppo di statistici valuta una spesa per lo Stato di pochi milioni di euro. Ancora polemiche su un possibile taglio degli assegni alle future vedove

Pensioni di reversibilità, anche per Padoan non si toccano

Le rassicurazioni del ministro dell'economia in un question time alla Camera

Commenti