Londra, in città i quartieri più esclusivi restano vuoti

La maggior parte degli appartamenti è in mano a tycoon stranieri. Che ci vivono per non più di un paio di settimane all'anno

Lo skyline di Londra (Credits: Mike Hewitt/Getty Images)

Claudia Astarita

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Abbiamo già ricordato i motivi per cui, in tempi di crisi, investire nel mattone può diventare particolarmente conveniente. Così come abbiamo spiegato che, approfittando della dubbia tenuta finanziaria di molte metropoli, Londra è riuscita ad affermarsi come la migliore piazza d'Europa. Quello che dobbiamo cercare di capire oggi, però, e l'impatto economico e sociale che questo improvviso e massiccio assalto agli immobili d'oltremanica ha avuto sulla città.

Da un punto di vista prettamente finanziario, è utile sottolineare che mentre il prezzo degli immobili al di fuori del territorio metropolitano di Londra è calato del 10%, al suo interno i valori sono cresciuti del 21%. Per non parlare dei quartieri più in come Kensington, Chelsea, Mayfair e Belgravia, dove il valore delle case è salito anche più del 30%, rendendole di fatto  inaccessibili alla popolazione locale. A Belgravia, ad esempio, i prezzi degli appartamenti oscillano tra i 7,5 e i 75 milioni di dollari!

Da qualche tempo il principale motore del mercato immobiliare londinese sono gli stranieri. I locali li chiamano gli "acquirenti invisibili", perché si stanno impossessando di tutti gli angoli più caratteristici della città per interesse o per diletto, ma non per andarci ad abitare. Vengono dalla Russia, dal Sudest asiatico, dall'India, dalla Nigeria e dalla Colombia, e nel 2012 si sono aggiudicati il 78% degli immobili di lusso venduti in città.

L'impatto economico e sociale di questo nuovo trend è fortissimo. Gli inglesi che continuano a potersi permettere un alloggio nei quartieri presi di mira dai tycoon stranieri sostengono che la loro presenza li abbia rovinati. Per vari motivi: anzitutto la maggior parte degli alloggi viene occupata solo per un paio di settimane l'anno, perché chi li acquista considera Londra una buona destinazione per una vacanza con la famiglia, non un luogo dove trasferirsi in maniera stabile. Un'abitudine, questa, che ha trasformato quartieri alla moda in distese di alloggi lussuosissimi ma abbandonati. Ancora, molti sottolineano che l'altissima concentrazione di paperoni abbia portato alla chiusura di tutti quegli esercizi commerciali "di prima necessità", sostituiti da negozi di altro tipo dai prezzi decisamente fuori mercato (acquistare una coperta per gatti o un letto per cani nell'angolo più chic di Belgravia può costare tra i 300 e i 400 dollari!).

Come se non bastasse, i locali lamentano che la scelta di vendere agli stranieri, oltre ad aver manipolato in maniera folle la crescita del prezzo degli immobili, avrebbe anche impoverito la città. Per due motivi: chi vive a Londra per un massimo di due settimane all'anno di certo non stimola la crescita locale. Inoltre, il fatto che il 20% degli appartamenti sia registrato come seconda casa autorizza i proprietari a pagare al fisco solo poche migliaia di dollari all'anno.

Gli unici a trarre vantaggio da questa situazione sarebbero quindi i venditori. E non è detto che i pochi "sopravvissuti" di Belgravia & co. non decidano presto di vendere i loro appartamenti per uscire da questi quartieri fantasma dove, dicono, di inglese è rimasto molto poco...

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