Consumi: come farli ripartire in cinque mosse

I consumi crollano del 4,2% nel primo trimestre. Le famiglie tagliano pure sul cibo. La soluzione?  Ridurre il costo del lavoro, introdurre incentivi e diminuire le tasse

Una donna fa la spesa in un supermercato – Credits: ANSA/FRANCO SILVI

Massimo Morici

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Quello delle spese degli italiani è un ritorno a 13 anni fa. Lo conferma l'indicatore dei consumi di Confcommercio che nel primo trimestre ha registrato un calo del 4,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Un dato che, pur segnalando un'attenuazione della caduta della spesa reale, riporta i consumi ai livelli del 2000, scrive l'associazione dei commercianti.

E' la conseguenza del crollo del potere di acquisto degli italiani, che ormai faticano ad arrivare a fine mese e tagliano persino sul cibo: -3% a marzo secondo l'indicatore Confcommercio, che segue il dato Istat di febbraio (-4%).

Per il 2013, invece, il calo dei consumi è previsto dell'1,6%, ultimo atto di una contrazione che ha portato le famiglie a tagliare 85 miliardi nel precedente quinquennio, pari a una riduzione di 3.500 euro per famiglia, segnala Confesercenti .

Così per arginare la tremenda crisi del mercato interno (-1,2% gli ordinativi ad aprile secondo Confindustria), che ha comportato l'aumento delle chiusure di imprese e la conseguente crescita della disoccupazione, l'associazione ha stilato un elenco di interventi per rimettere in moto i consumi. Eccoli.

Cancellare l’aumento dell’aliquota ordinaria massima Iva
Previsto per luglio, secondo Confesercenti bisogna tornare al valore del 20%, al fine di non deprimere ulteriormente i consumi.

Ridurre la pressione fiscale su famiglie ed imprese
Con interventi di forte impatto e di ampio respiro, occorre individuare le risorse attraverso tagli coraggiosi alla spesa , a partire da una chiara riduzione dei costi della struttura istituzionale e della politica.

Ripristinare gli incentivi
Oltre il 60% dei lavoratori italiani ha trovato impiego in una micro, piccola o media impresa. Per rendere più semplice la ripresa delle assunzioni, sarebbe quindi opportuno ripristinare i benefici contributivi per le pmi che assumono dalle liste della piccola mobilità.

Riduzione del costo del lavoro
Le pmi del terziario e del turismo, invece, necessitano di un taglio al costo del lavoro per incrementare la produttività e mantenere i livelli di occupazione. Un intervento in questo campo, spiega Confesercenti, potrebbe avvalersi delle gestioni previdenziali in avanzo (Inail, prestazioni temporanee Inps, contribuzione Fondo di solidarietà Inps) procedendo a una razionalizzazione dell’intero sistema.

Rilanciare un piano per le infrastrutture
Per Confesercenti bisogna "predisporre, senza demagogie, un piano per ridare impulso alle opere infrastrutturali necessarie al Paese, da quelle già avviate a quello che possono partire in breve tempo e creare nuove occasioni di investimento e lavoro".

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