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Banche fallite e bond subordinati: chi avrà i rimborsi per primo

Per i risparmiatori vittime del crack di Banca Marche, Etruria, CariChieti e Carife, in arrivo i risarcimenti. Privilegiato chi ha investito prima del 2013

Tutte le procedure saranno legate a una data: 1° agosto 2013. E' lo spartiacque che stabilirà chi può avere più facilmente i risarcimenti a favore delle vittime dei crack dei 4 istituti di credito falliti alla fine del 2015: Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e CariFerrara, che hanno messo nei guai decine di migliaia di persone, soprattutto gli acquirenti delle loro obbligazioni subordinate. Dopo che i bond subordinati di queste 4 banche si sono trasformati in carta straccia causa del fallimento, migliaia di persone stanno per ricevere finalmente un indennizzo, come stabilito da un decreto varato nei mesi scorsi dal governo Renzi.


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Nell'erogare i risarcimenti, però, l'esecutivo userà due pesi e due misure. Tutti dettagli su come verranno liquidati i rimborsi ancora non si conoscono. Prima bisognerà leggere il testo di un nuovo decreto che è ormai in dirittura di arrivo e dovrebbe essere approvato domani. Si sa già, tuttavia, che verrà creata una sorta corsia preferenziale per i risparmiatori che hanno acquistato i bond subordinati prima dell'agosto 2013. La scelta di questa data ha una ragion d'essere ben precisa: proprio nell'agosto di tre anni or sono, infatti, la Commissione Europea ha introdotto il principio del burden sharing, poi perfezionato nel 2016 con le regole del tanto discusso bail-in. In base a queste norme, da quasi tre anni non è più possibile salvare una banca con soldi pubblici, se prima non c'è stata una riduzione di valore delle azioni e dei bond dello stesso istituto che è finito in dissesto. A pagare per i crack bancari, insomma, devono essere prima di tutto i risparmiatori privati e non i governi e i contribuenti che pagano le tasse.


La corsia preferenziale

Per gli episodi di risparmio tradito avvenuti prima di 3 anni fa, però, il governo italiano ha deciso di fare una sorta di “sanatoria”, rimborsando più velocemente chi ha comprato tra il 2005 e il 2013 i bond subordinati dei 4 istituti falliti. Molti di questi investitori, pur essendo avvantaggiati, non riceveranno però un rimborso integrale. L'importo della somma indennizzata dipenderà infatti dai redditi del risparmiatore e dalla quota del suo capitale complessivo investita nelle obbligazioni subordinate poi trasformatesi in carta straccia. I soggetti più “deboli”, che hanno redditi bassi e hanno messo in questi titoli tutti i risparmi a disposizione, quasi sempre consigliati in malafede dalla banca, avranno un risarcimento totale. Un rimborso parziale, invece, è previsto per chi ha un livello di redditi più alto e ha investito nei bond subordinati una parte più limitata del capitale a disposizione.


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Un po' più complicata è la procedura prevista invece per chi ha comprato i bond delle banche fallite dopo il 1° agosto 2013. In questo caso, a stabilire chi avrà diritto e chi no agli indennizzi sarà una procedura di arbitrato che si svolgerà presso l'Authority anti-corruzione presieduta dal magistrato Raffaele Cantone. Chi rientra in questa categoria di obbligazionisti, dunque, deve armarsi di pazienza prima di sapere come andranno a finire le cose. Tuttavia, non va dimenticato un particolare importante: i rimborsi che verranno erogati a breve sono soltanto quelli decisi dallo Stato, per mettere una toppa agli scandali delle 4 banche fallite. Per recuperare i soldi, infatti, si può battere anche un'altra strada, intraprendendo una causa civile contro le banche che hanno venduto i titoli (o contro le nuove banche che ne hanno ereditato i debiti).


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