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Economia

Banca Etruria e le altre, a che punto siamo coi rimborsi

Arbitrato e cause in tribunale. Ecco le prospettive per i risparmiatori che hanno le azioni e i bond subordinati dei 4 istituti finiti in dissesto

Tutto ancora in alto mare. Si può riassumere così la situazione in cui si trovano i risparmiatori rimasti beffati dalle vicende di Banca Etruria e di altri tre istituti di credito regionali finiti in dissesto nel novembre scorso (Banca Marche, CariFe e Carichieti). Circa 130mila azionisti e oltre 10mila acquirenti dei bond subordinati emessi dalle 4 banche hanno perso infatti gran parte del capitale investito e adesso sperano di ottenere degli indennizzi, almeno parziali. Nel breve termine, però, non ci sono speranze per gli azionisti, che dovranno per forza aderire alle iniziative giudiziarie promosse dalle associazioni dei risparmiatori, i cui tempi di conclusione non saranno di certo brevi. Leggermente migliore è la situazione di chi ha comprato le obbligazioni subordinate, dato che si attiverà presto una procedura di arbitrato, la quale porterà ai primi rimborsi di denaro a favore dei risparmiatori traditi, seppur per importi molto parziali rispetto al capitale investito. Ma ecco, di seguito, una panoramica sulla situazione.

Quanti risparmiatori beffati

Innanzitutto, per chiarirsi le idee sulla situazione, è bene partire dai numeri. I bond emessi dalle banche fallite valgono in totale oltre 780 milioni di euro, di cui solo 329 milioni sono andati a circa 10.500 clienti privati dei 4 istituti. Tra questi, ci sono mille persone che hanno investito nelle obbligazioni-spazzatura oltre il 50% del proprio capitale (oltre 680 sono della sola Banca Etruria), per un totale di 27 milioni di euro. Ci sono poi altri 1.483 risparmiatori con una media esposizione, cioè che hanno impiegato nei bond subordinati tra il 30 e il 50% del loro patrimonio finanziario. Sono invece poco più di 8mila gli investitori con una esposizione medio-bassa, cioè quelli che hanno destinato alle obbligazioni delle 4 banche meno del 30% dei risparmi disponibili.

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In attesa dei decreti

Per sapere chi avrà diritto ai rimborsi e con quali modalità, bisognerà attendere i decreti attuativi delle norme Salva-Risparmiatori, approvate a fine dicembre dal Parlamento. Il termine previsto per il varo dei decreti è di 90 giorni e dunque la scadenza è fissata a fine marzo. Il ministero dell'Economia sta però già lavorando a questi provvedimenti ed è molto probabile che i tempi di attesa siano più brevi del previsto. Sono state invece smentite le ipotesi di stampa secondo cui  Banca Etruria avrebbe deciso di liquidare in anticipo dei rimborsi ai propri clienti. Fino a che non arriveranno i decreti, non verrà scucito un centesimo.

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L'arbitrato

I rimborsi verranno erogati attraverso una procedura di arbitrato, gestita dalla Autorità Nazionale Anticorruzione presieduta da Raffaele Cantone. Non è ancora chiaro quali saranno le controparti che si i risparmiatori si troveranno davanti quando si presenteranno di fronte all'arbitro, né quale sarà l'ammontare dei rimborsi. E' molto probabile che venga stabilità una corsia preferenziale per i circa mille clienti delle 4 banche che hanno investito più della metà del proprio capitale nei bond subordinati. Inoltre, nei giorni scorsi si è fatta strada l'ipotesi di destinare agli azionisti e agli obbligazionisti subordinati eventuali plusvalenze derivanti dal recupero dei crediti deteriorati (8 miliardi di euro circa) dei 4 istituti falliti. Questi crediti, va ricordato, sono finiti in pancia a una bad bank, un nuovo istituto che ha ereditato tutte le attività “spazzatura” delle 4 banche in dissesto.

Le cause delle associazioni

Poiché con l'arbitrato verranno erogati dei rimborsi molto parziali, le associazioni dei risparmiatori come l'Adusbef, la Federconsumatori, il Codacons e il sindacato Siti stanno preparando da tempo una valanga di denunce e di cause in tribunale. L'obiettivo è di coinvolgere anche gli azionisti che, a differenza degli acquirenti dei bond subordinati, non potranno accedere neppure all'arbitrato. Le iniziative giudiziarie verranno probabilmente indirizzate a 360 gradi: contro la bad bank in cui sono confluiti i prestiti dei 4 istituti, contro le nuove banche che hanno ereditato le attività sane ma anche contro la Consob e Bankitalia che, a detta delle associazioni dei risparmiatori, non hanno vigilato come dovevano su queste vicende.

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