Euro 2016: concerto di apertura
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Euro 2016: concerto di apertura
Economia

Secondary ticketing: 5 cose da sapere

Consumatori e Le Iene di Italia 1 svelano i trucchi che hanno permesso la diffusione del bagarinaggio 2.0. Si muovono Antitrust e governo

Si chiama secondary ticketing, ma potremmo tradurlo come bagarinaggio 2.0. Il mercato secondario dei biglietti (così dall’inglese) è quello in cui chi ha già comprato un biglietto poi lo rivende, spesso a un prezzo maggiorato. Il fenomeno è tornato all’attenzione pubblica in questi giorni, dopo il servizio messo in onda dal programma di Italia 1 Le Iene, che avrebbe messo in luce un rapporto commerciale tra una delle più grandi aziende mondiali nell'organizzazione di spettacoli dal vivo e una piattaforma di secondary ticketing attiva anche in Italia.

Bagarinaggio online

Nel mondo dello spettacolo il mercato secondario dei biglietti è sempre stato un black market dominato dai bagarini che acquistano una grossa quantità di biglietti per poi rivenderli, una volta esauriti quelli reperibili tramite i canali ufficiali, a un prezzo più alto. E nell’era di Internet e della sharing economy il fenomeno si è spostato sul web dove è possibile scaricare software sofisticati (detti ticket bot) che permettono di comprare centinaia di biglietti in poco tempo per poi rivenderli al doppio o al triplo del prezzo ufficiale su circuiti alternativi non autorizzati.

Il caso Coldplay

Sono due i casi che hanno fatto esplodere lo scandalo del secondary ticketing. Il primo è il sospetto sold-out registrato sui canali ufficiali di vendita online il 7 ottobre sulla piattaforma Ticketone per il concerto dei Coldplay il prossimo luglio a Milano: i biglietti, infatti, sono ricomparsi pochi minuti dopo su piattaforme di secondary ticketing a prezzi più che triplicati.

Il servizio delle Iene

Il secondo caso è quello segnalato dalla trasmissione di Italia1 Le Iene, secondo cui una piattaforma di secondary ticketing avrebbe ricevuto per rivenderli sul mercato secondario un certo numero di biglietti direttamente da una grande azienda attiva nell’organizzazione di spettacoli (Live Nation), che avrebbe incassato il 90% del sovrapprezzo con cui quei biglietti sono stati venduti, violando però gli accordi in esclusiva stipulati dalla stessa con un noto sito di prevendita.

L'indagine dell’Antitrust

L'Antitrust ha comunicato il 18 ottobre di aver avviato un'indagine sul fenomeno segnalato da numerosi consumatori, tra cui Unione Nazionale Consumatori e Altroconsumo. Le associazioni hanno denunciato la "sostanziale impossibilità di acquistare, anche all'apertura delle vendite, biglietti per gli eventi di maggior richiamo sul sito internet di Ticketone S.p.a., che detiene l’esclusiva per il canale online dei principali eventi e mette in vendita i biglietti ai prezzi fissati dagli organizzatori per conto dell'artista".

"I biglietti - prosegue la nota dell'Antitrust - risulterebbero invece disponibili, anche pochi minuti dopo l'apertura delle vendite, su altri siti internet (mercato secondario), a prezzi spesso di gran lunga maggiori di quelli del mercato primario. Ciò si sarebbe verificato, anche di recente, in occasione della vendita dei biglietti per il concerto dei Coldplay in Italia e, per il passato, in occasione dei concerti dei One Direction, dei Foo Fighters, dei Red Hot Chili Peppers, di Bruce Springsteen, Renato Zero, Adele e David Gilmour".

Interviene il governo

Entro la fine dell’anno il governo dovrebbe procedere a una stretta nei confronti del fenomeno del secondary ticketing. Il provvedimento, secondo quanto riportava a fine ottobre il Sole 24 Ore, potrebbe legarsi alla legge di bilancio o, in sede di conversione, al decreto legge fiscale. Stando alle prime indiscrezioni, il testo dovrebbe fondarsi su tre principi: biglietti nominali per spettacoli con più di 5mila spettatori, completa tracciabilità dei tagliandi, oscuramento delle piattaforme in rete che praticano il secondary ticketing.

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