Economia

Salone Nautico: così Genova prova a ripartire dal mare

Attesi quasi mille espositori: "nessuna rinuncia dopo il 14 agosto". La città cerca di riguadagnare turisti a un mese dal crollo del Morandi

Salone Nautico

Marta Buonadonna

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"Genova con il Salone Nautico avrà un banco di prova importante e saprà mostrarsi anche per la sua bellezza. Non ci sono opzioni. Sarà il Salone Nautico più bello di sempre". Ad assicurarlo è stata Carla Demaria, Presidente di UCINA Confindustria Nautica, padrona di casa del 58° Salone Nautico che si apre a Genova giovedì 20 settembre e prosegue fino al 25. Si tratta del primo grande evento dopo il crollo del ponte Morandi, uno sfregio sul volto della città che sta rendendo davvero difficile la vita dei genovesi.

Viabilità alla prova

Non stupisce allora che un lungo e dettagliatissimo video sia stato dedicato, sul sito del Salone, proprio alla spiegazione della viabilità. Come arrivare, è questo il vero cruccio quest'anno, soprattutto per il timore che chi è interessato alla nautica sia frenato dalla paura di trovare una città nel caos. In realtà non è così. O almeno, per chi viene da Milano o da Est, nulla cambia rispetto agli altri anni, perché la zona della Fiera si trova a Levante della città e si raggiunge uscendo a Genova Est o Genova Nervi. Chi viene dalla Francia o comunque da Ponente, dovrà prendere l'uscita Genova Aeroporto e poi imboccare la nuova strada a mare. E qui i tempi di percorrenza dipenderanno in buona misura dall'orario: meglio evitare quelli di punta, ovviamente.

Proprio alla vigilia dell'apertura del Salone Nautico si è inaugurata la nuova strada "del Papa", prontamente ribattezzata Via della Superba, un percorso stradale per i mezzi pesanti che consentirà di collegare Sestri Ponente direttamente con il porto, togliendo il traffico dei Tir dalla viabilità ordinaria. Peccato che il viadotto di via Pionieri e Aviatori d'Italia, che collega l'uscita di Genova Aeroporto, a Sestri Ponente, alla viabilità ordinaria, sia stato vietato ai mezzi di peso superiore alle 7,5 tonnellate. "Ci sarà un giro un po' più lungo per potervi accedere, ma di fatto, subito dopo l'inaugurazione, il traffico pesante verrà separato da quello delle auto", ha assicurato l'assessore alla mobilità del Comune di Genova Stefano Balleari.

Un'edizione improntata all'ottimismo

Gli espositori saranno 948, 62 in più del 2017, con una crescita del 7,2% rispetto alla scorsa edizione. Molti dei nuovi arrivano dall'estero. Quanto ai visitatori, lo scorso anno avevano sfiorato quota 150mila, con oltre 34mila provenienti dall'estero. Dalle prevendite, sia dei visitatori che degli espositori, che comprano biglietti per i propri conoscenti e clienti, fanno sapere gli organizzatori, la valutazione è che rispetto all'anno scorso ci sia una tenuta. Nessuno degli espositori ha dato disdetta dopo i fatti del 14 agosto, qualcuno addirittura ha ampliato la gamma delle imbarcazioni.

Sono attesi 150 tra giornalisti e operatori stranieri, anche in questo caso nessun ripensamento dopo il crollo del ponte. "A oggi non abbiamo sentore di nessun tipo di ricaduta negativa". In tanti hanno chiamato gli organizzatori "perché pensavano che fossimo tagliati fuori dal mondo, ma non è così". Per l'occasione saranno aumentati i convogli di diversi treni regionali, potenziato il servizio Navebus che collega Genova Pegli, nel Ponente della città, al Porto Antico e che nei giorni del Salone allungherà il proprio tragitto fino alla Fiera. E poi ci sarà un servizio di navette che collegherà le due stazioni ferroviarie di Genova Principe e Genova Brignole con Piazzale Kennedy, dove si trova la sede espositiva.

Per impattare il meno possibile sul traffico della città, già messo a dura prova da un mese questa parte, gli autocarri che trasportavano gli allestimenti per gli stand sono arrivati in gran parte in orario notturno. "Il 90% delle imbarcazioni ormai arriva via mare, ma tutti gli allestimenti andavano comunque portati su gomma", spiegano gli organizzatori. "Abbiamo cercato di farlo dando meno fastidio possibile".

Si continua a puntare sul turismo

Dopo i buoni risultati di Euroflora, esposizione internazionale di fiori e piante ornamentali che tra fine aprile e inizio maggio di quest'anno ha staccato quasi 250mila biglietti, con un'ottima ricaduta di presenze sui musei e le altre attrazioni della città, si spera di fare bis con una manifestazione che è da sempre il fiore all'occhiello degli eventi cittadini, che da otto anni è affiancata da Genova In Blu, rassegna di eventi che ha lo scopo di portare i visitatori del Nautico nel cuore della città, tra degustazioni, shopping night, musica, mostre.

"Le prospettive sono abbastanza buone", assicura Valter Mariani presidente dell'associazione albergatori di Genova. "Per i primi giorni l'occupazione degli alberghi è buona, mentre per sabato e domenica c'è ancora molto posto disponibile, ma la tendenza è a prenotare sempre più all'ultimo minuto, anche in funzione del meteo, quindi è possibile che molti decidano in questi giorni".

Se l'impatto del crollo del ponte Morandi è stato notevole nella seconda metà di agosto, "non tanto in termini di cancellazioni", assicura Mariani, "anche se ci sono state soprattutto da parte di turisti francesi, quanto di assenza di nuove prenotazioni", da inizio settembre, "con la ripresa del business è decisamente ripartito anche il lavoro negli alberghi. Non siamo tornati a livelli pre-crollo, ma la situazione è comunque migliorata".

E' al porto più che al turismo che il disastro del viadotto può nuocere, secondo il presidente degli albergatori, che comunque non si dice fiducioso di poter avere un nuovo ponte nel giro di un anno, nonostante le promesse degli amministratori locali. "Hanno lavorato bene nell'emergenza, riprendendo o mettendo a punto strade alternative, come quella dell'Ilva (la via della Superba, n.d.r.) che rappresentano un correttivo utilissimo per la viabilità".

Ma il Salone non è più la manna di una volta per gli albergatori. Ancora fino al 2006-2007, quando la manifestazione durava 10 giorni e per la settimana precedente e quella successiva c'erano centinaia di espositori che allestivano e smontavano, "non si trovava posto in hotel da Rapallo a Varazze e quel periodo valeva l'utile dell'anno per gli alberghi della città", ricorda Mariani. Oggi non è più così, un po' per via della crisi, molto per colpa della concorrenza di AirBnb e di altre realtà alternative all'albergo, che hanno aumentato esponenzialmente il numero di posti letto disponibili.

Lo sforzo di un'intera città

"Lavoriamo per portare il Salone in città e più in generale per fare in modo che in occasione degli eventi importanti i visitatori non stiano solo nella zona dell'evento ma visitino le nostre vie, il centro, le altre aree turistiche", racconta Paola Bordilli, assessora al Turismo del Comune di Genova. "Con Comune e Regione hanno collaborato il teatro Carlo Felice, le associazioni di categoria, i CIV, che riuniscono i negozianti dei diversi quartieri, i gruppi storici, che organizzeranno visite in costume. Insomma è uno sforzo davvero collettivo".

"Una grossa campagna è stata fatta sulla raggiungibilità, per far capire che Genova è aperta e accessibile", spiega Bordilli. "I disagi, diciamolo, sono soprattutto per i cittadini, ma i turisti possono venire e visitare la città senza grandi problemi". E smentendo in parte ciò che emergeva dai dati dell'Acquario, principale attrazione della città, che nei giorni scorsi lamentava un vistoso calo dei visitatori all'indomani del crollo, l'assessora assicura che "di turisti a Genova ce n'erano eccome". 

In effetti gli uffici di informazioni turistiche nei giorni scorsi sono stati letteralmente presi d'assalto. Non tanto dai turisti,però, quanto dai genovesi che hanno fatto lunghe code per comprare le magliette con il logo Genova nel Cuore al costo di 10 euro. Tolto il compenso al fornitore (l'appalto è stato vinto da una ditta di Palermo che ha fatto il prezzo più basso "per solidarietà"), i proventi saranno versati su un conto corrente dedicato del Comune per un progetto legato al ponte. 

Ma quanta fiducia c'è nel fatto che un nuovo ponte possa davvero vedere la luce entro un anno? "Come amministrazione credo che abbiamo dato prova di velocità di reazione nell'emergenza. Ho fiducia nei nostri rappresentanti che sono in contatto con Roma". Non si sbilancia oltre l'assessora al Turismo, perché va bene l'ottimismo, ma senza esagerare.

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