Economia

Risparmio: italiani più ricchi dopo il lockdown

Lo stipendio del 71% dei lavoratori non è stato intaccato durante la pandemia e la liquidità degli italiani è crescita di 34,4 miliardi di euro

Italiani più ricchi dopo il lockdown. La vulnerabilità percepita a causa della pandemia ha aumentato la propensione al risparmio dei cittadini che nei 3 mesi più duri del Coronavirus (febbraio, marzo e aprile) sono riusciti a mettere nel salvadanaio 34,4 miliardi di euro (più o meno la quota italiana del tanto discusso Mes). E' quanto emerso dalla recente indagine "Il valore della diversità nelle scelte d'investimento prima e dopo il Covid-19", realizzato dal Censis in collaborazione con Assogestioni".

Secondo il rapporto la maggiore liquidità nei portafogli degli italiani è dovuta al fatto che lo stipendio del 71% dei lavoratori non è stato toccato nonostante il lockdown. Impiegati, dipendenti pubblici, funzionari, statali e pensionati, infatti, hanno continuato a percepire il proprio reddito senza, però, poter spendere la propria busta paga a causa delle misure di contenimento del virus. Questo ha aumentato il capitale delle famiglie e migliorato la propensione al risparmio.

Il 68% degli italiani, infatti, ha dichiarato di aver timore per la situazione economica famigliare e di considerare l'incerto futuro come stimolo per aumentare la propensione al risparmio. Sale la preoccupazione tra donne e millennials (72%) e al sud (75%). L'incertezza degli imprenditori (76%) si unisce a quella dei redditi più bassi (82,6%) che chiudono il cerchio di un'Italia che naviga a vista e che, nel dubbio, preferisce tenere i soldi sotto al materasso.

L'idea è quella che da un momento all'altro tutto potrebbe succedere e questa vulnerabilità sortisce panico anche da un punto di vista economico. Il 39% dei cittadini, durante il lockdown è riuscito a mettere da parte denaro aumentando la liquidità e quindi la serenità. La percentuale sale al 49,1% tra i risparmiatori abituali e questo ha fatto sì che la liquidità in soli 3 mesi crescesse di 34,4 miliardi di euro. La tendenza a cercare di spendere il meno possibile, del resto, era già in atto da almeno 3 anni a causa dell'incertezza della congiuntura economico sociale internazionale. Solo nell'ultimo triennio, infatti, sono stati accumulati 121 miliardi di euro in più del triennio precedente e se la tendenza continuerà per i prossimi tre anni entro il 2023 ci saranno 135 miliardi di liquidità aggiuntiva in più.

Secondo il 34% degli italiani, inoltre, avere denaro a disposizione permette di affrontare con più serenità il futuro.

E se i titoli di Stato ancora non convincono tutti come strumento di risparmio e investimento cresce la propensione all'acquisto di strumenti finanziari Esg (Environmental, Social, Governance), basati su criteri di investimento responsabile: il 52,3% degli italiani si dice interessato a investirvi (il 68,2% tra i laureati, il 70,2% tra i dirigenti e i quadri).

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