Economia

Perché la Russia vuole gli immigrati che gli altri rifiutano

Percepiscono compensi più bassi e rappresentano il 15% della forza lavoro del paese

Immigrati

Due immigrati in posa a San Pietroburgo – Credits: iStock - alexalexl

Mentre la crisi dei migranti in Europa continua ad alimentare voglia di isolazionismo e xenofobia, le cose in Russia sono ben diverse. Il Paese, racconta Bloomberg, è la terza principale destinazione per l’immigrazione internazionale e per Mosca gli immigrati sono parte della soluzione al problema di una prolungata recessione. “La Russia deve fare i conti con un deficit di lavoratori”, spiega Andrey Movchan, direttore del programma di politica economica del Carnergie Center di Mosca. “Abbiamo molto bisogno di una forza lavoro poco costosa che non riusciamo a trovare all’interno del paese”. Gli immigrati, dunque, puliscono le strade, si occupano della manutenzione degli immensi complessi residenziali che punteggiano l’orizzonte e svolgono un ruolo di primo piano nell’industria manifatturiera, del retail e dei servizi. Nel settore della ristorazione, inoltre, gran parte dello staff che lavora nelle cucine proviene da paesi come il Kirghizistan, il Tagikistan e la Georgia e, tendenzialmente, lavora per mandare dei soldi alla famiglia rimasta a casa. “Se dovessimo fare a meno degli immigrati che rappresentano il 15% della forza lavoro della Russia, sarebbe impossibile rimpiazzarli”, prosegue Movchan. I russi, infatti, non vogliono lavorare alle stesse condizioni e questo significherebbe un aumento dei compensi che potrebbe impattare negativamente sulla ripresa economica. 

Meno paura per il terrorismo

Con una disoccupazione del 5,6%, la Russia ha registrato 161mila lavoratori stranieri nel 2015 e 196mila lo scorso anno, fa sapere la Russian Foreign Trade Academy. Le richieste di permessi di lavoro a Mosca, inoltre, sono cresciute del 10% lo scorso anno. Molti immigrati provengono da ex-stati sovietici, come il Tagikistan e il Kirghizistan, due paesi che, secondo la World Bank, occupano le prime posizioni fra le economie che contano su trasferimenti in denaro dall’estero. Un permesso di lavoro richiede un test di conoscenza del russo e costa oltre 4.000 rubli (circa 64 euro), una cifra non indifferente per un lavoratore straniero che guadagna in media 440 euro al mese. Secondo il governo, sono stati rilasciati 1,73 milioni di permessi di lavoro nel 2015, ma non tutti gli immigrati ne hanno bisogno: il Kirghizistan, il Kazakistan e l’Armenia, infatti, appartengono a un’unione doganale siglata con la Russia nel 2010. Se in Europa e negli Stati Uniti le preoccupazioni per la minaccia del terrorismo si traducono in politiche restrittive sull’immigrazione, queste istanze, che pure esistono, non sono sentite allo stesso modo dai russi. Il paese, infatti, conta 9,4 milioni di mussulmani che rappresentano il 6,5% della popolazione e una delle quattro religioni riconosciute dallo stato.

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