Economia

Pensioni: la mappa di tagli e conguagli

Il provvedimento è in vigore da gennaio, ma verrà applicato a partire da giugno

Pensioni-giovani

Barbara Massaro

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Il doppio taglio alle pensioni era già previsto dalla legge di bilancio approvata a gennaio, ma l'Inps metterà in atto il provvedimento firmato dall'esecutivo giallo verde a partire da giugno.

Da una parte si va a rivalutare il costo della vita e dall'altra si punta a toccare le cosiddette pensioni d'oro che subiranno tagli che arrivano fino al 40%.

Cosa succede alle pensioni da giugno

Entrambe le misure verranno applicate a partire dagli assegni che superano i 1.522,26 euro, ovvero che sono tre volte il minimo e infatti il nuovo sistema di perequazione delle pensioni all'inflazione va a essere meno generoso sugli assegni più elevati.

Visto che il nuovo sistema, di fatto, è in vigore da gennaio, a partire da giugno i pensionati si vedranno sottrarre dall'importo della pensione quanto incassato indebitamente. Si tratta di un conguaglio che va per scaglioni di reddito

Sulle pensioni fino a 2mila euro al mese la trattenuta sarà di pochi spicci: meno di un euro.

Chi invece incassa un assegno compreso tra i 2mila e 2.500 euro si vedrà togliere circa 5 euro mentre per chi supera i 5mila euro il conguaglio sul primo trimestre 2019 salirà sui 25 euro.

I tagli alle pensioni d'oro

Chi sarà, però, davvero toccato dalle nuove norme in merito al trattamento pensionistico approvate dalla legge di bilancio 2019 saranno i cosiddetti pensionati d'oro cioè coloro che percepiscono una pensione da 4.700 euro in su.

Si tratta di pensionati (circa 24.000) con un reddito superiore ai 100.000 euro l'anno che verranno pesantemente penalizzati dai tagli con 5 scaglioni di aliquote crescenti, dal 15 al 40%.

Chi percepisce un reddito annuo compreso tra 100 mila a 130 mila euro si vedrà decurtare la pensione del 15%.

Il taglio sarà del 25% per chi incassa dai 130 mila a 200 mila euro; del 30% da 200 mila a 350 mila euro; del 35% da 350 mila a 500 mila euro; fino ad arrivare al 40% oltre i 500 mila euro.

Anche in questo caso il provvedimento si sarebbe dovuto applicare da gennaio e quindi i pensionati d'oro si vedranno conguagliare nei prossimi tre mesi quanto indebitamente percepito nel primo trimestre dell'anno.

Conti alla mano il taglio delle pensioni d'oro permetterà allo Stato di risparmiare 76 milioni di euro nel 2019, 80 nel 2020 e 83 nel 2021.


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