Economia

Mutui, quando conviene passare dal fisso al variabile (e viceversa)

Scegliere bene la soluzione finanziaria in vista dell'acquisto di una casa è il primo passo per sostenere il proprio mutuo

mutui

La premessa è che il mutuo perfetto non esiste. Esiste però la possibilità di scegliere la soluzione mutualistica migliore che tenga presente sia la congiuntura economica generale sia le entrate famigliari.

Un mutuo può essere erogato seguendo due modalità: a tasso fisso o a tasso variabile ed entrambe hanno pro e contro.

Tasso fisso: pregi e difetti

La caratteristica del tasso fisso è la stabilità della rata. Per tutto il periodo del mutuo il proprietario della casa non avrà sorprese e saprà con certezza che ogni mese i soldi da tirare fuori sono e saranno sempre quelli. La "stabilità", però si paga.

La quota d'interesse, infatti, è più alta rispetto al variabile e questo accade perché il tasso fisso è un finanziamento agganciato all'EURIRS, ovvero al tasso medio swap registrato nell'Eurozona per una certa data di scadenza e su quel mutuo la banca andrà ad applicare lo spread.

Quindi, in sintesi, il mutuo a tasso fisso determina (in media) rate più alte, maggiori interessi, ma stabilità e costanza.

Inoltre le rate, essendo costanti, grazie all'inflazione, saranno, negli anni, sempre più leggere perché diminuiranno di valore.

Il mutuo a tasso fisso è l'ideale per chi voglia dormire sonni tranquilli, che abbia una busta paga regolare e che desideri prevedere le sue spese presenti e future con scadenza a lungo termine.

Mutui a tasso variabile: cosa sono

Al contrario del fisso il tasso variabile oscilla a seconda della congiutura economica in corso. Si tratta, infatti, di un finanziamento agganciato all'EURIBOR con scadenza a 1 o 3 mesi. Quindi il mutuo a tasso variabile è conveniente nei periodi (come quello che stiamo attraversando) nei quali i tassi sono particolarmente bassi perché permette di risparmiare una notevole quantità di denaro.

In questo momento il tasso variabile è conveniente. A settembre, ad esempio, l’Euribor ha segnato nuovi minimi raggiungendo il -0,42% a 1 mese e il -0,45% a 3 mesi. Il tasso variabile, quindi, conviene a che sa mantenersi informato, a imprenditori e autonomi che hanno la possibilità di accumulare molto denaro in breve tempo e che possono gestire le oscillazioni dei tassi risparmiando quando sono bassi ma con un tesoretto finanziario che fa sì che possano anche far fronte a improvvisi e duraturi rialzi.

L'altro lato della medaglia del variabile è che, infatti, da un giorno all'altro l'Euribor potrebbe schizzare al rialzo e rimanere alto per molto tempo mettendo in ginocchio famiglie e nuclei che avevano fatto i propri conti in base all'Euribor di adesso ed è per questo che la maggior parte delle famiglie continua a scegliere il tasso fisso (anche l'Eurirs in questo momento storico è molto basso). 

Nell’ultimo anno, complice a politica monetaria ultra-espansiva della Banca centrale europea, i tassi medi di mercato sono scesi sensibilmente, raggiungendo valori medi pari a 1,62% per il fisso e allo 0,87% per il variabile.

La surroga: come funziona

La soluzione si chiama surroga. La legge prevede la possibilità di passare da mutuo a tasso fisso a variabile e viceversa. E' possibile chiedere la rinegoziazione del finanziamento sia al proprio istituto di credito sia a un altro isitituto bancario di fiducia in grado di offrire soluzioni più convenienti per il cliente.

In questo momento, inoltre, bisogna prendere in considerazione l'eventualità di una surroga in quanto a partire da gennaio cambieranno i parametri di calcolo dell'Euribor.

Come cambierà il calcolo Euribor

Fino a ora il tasso veniva calcolato attraverso lo scambio di telefonate tra una ventina di banche parte di un panel europeo che dichiaravano a quali tassi il denaro veniva scambiato fra loro. Da qui si ricavava la media mensile (o a scadenza trimestrale) e quindi l'Euribor.

Da gennaio, invece, i tassi verranno ricavati sugli scambi reali e non quelli dichiarati. Questo potrebbe determinare una maggiore volatilità dei tassi, ma si tratta di un dato del tutto teorico visto che nei fatti, secondo gli analisti, poco andrà a cambiare. 

Per i titolari di un mutuo variabile il fatto che l’Euribor dovrebbe restare in territorio negativo - e quindi tecnicamente andrebbe sottratto anziché sommato allo spread per il calcolo del tasso finale del mutuo - è solo una notizia più che positiva.

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