Economia

Mutui. che fare con le rate alle stelle

Per Confartigianato, il costo dei finanziamenti sulla casa è salito di oltre l'1% in 12 mesi. Ecco come comportarsi di fronte ai rincari

(Credits:Franco Silvi/Ansa)

Sempre più costosi e difficili da ottenere. Sono diventati così, per molte famiglie italiane, i mutui-casa erogati dalle principali banche. Secondo le stime dell'ufficio studi Confartigianato, nell'ultimo anno i tassi d'interesse applicati sui finanziamenti immobiliari sono cresciuti di oltre 103 punti base (l'1,03%), raggiungendo la soglia record del 4,12%, benché il costo del denaro ufficiale in Europa sia oggi inchiodato al minimo storico dello 0,75% .

EFFETTO-SPREAD.

A dire il vero, i rincari non hanno colpito tutti i risparmiatori ma soltanto chi si è indebitato a partire dal 2011. La crescita delle rate è stata infatti generata dall'aumento degli spread cioè il differenziale applicato dalle banche sul debito residuo di ogni finanziamento. Si tratta di un interesse aggiuntivo di qualche punto percentuale, che viene sommato all'euribor (o agli altri parametri di riferimento dei mutui, come l'eurirs) e che rappresenta per gli istituti di credito il margine di guadagno sul prestito. Poiché le banche oggi si trovano a corto di liquidità (a causa della crisi di Eurolandia) e fanno fatica a finanziarsi, sono diventate anche più avare nel  concedere denaro in prestito, se non a costi maggiori. Per questo, gli spread medi sui mutui sono cresciuti notevolmente: da meno dell'1% di due anni fa, si è passati oggi a circa il 3% (con poche, rare, eccezioni).

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RATE ALLE STELLE.

E così, le rate dei finanziamenti sono salite quasi alle stelle, rendendo proibitivo per molte famiglie l'acquisto della prima casa. Per un mutuo a tasso variabile di appena 100mila euro da rimborsare in 25 anni, per esempio, chi si indebita oggi paga in media una rata di 484 euro al mese, circa 60 euro in più ogni 30 giorni (e oltre 700 euro all'anno) rispetto a chi ha acceso un mutuo nel dicembre del 2010 (i dati sono ricavati dall'Osservatorio del broker MutuiOnline). Se l'importo del prestito  sale a 150mila euro, la differenza tra le due rate è invece di circa 90 euro al mese, che significa una maggior spesa per le famiglie di oltre 1.000 euro all'anno.

SEGNALI DI SPERANZA.

A ben guardare, però, per i nostri connazionali intenzionati a comprar casa si intravede sul mercato qualche timido segnale di speranza. Gli aumenti dei tassi rilevati da Confartigianato si riferiscono infatti alle ultime statistiche dell'associazione, aggiornate al maggio del 2012. Negli ultimi 3 mesi, però, alcune banche hanno iniziato a effettuare una leggera limatura degli spread, portandoli al di sotto del 3%. Di conseguenza il costo di molti nuovi finanziamenti ha subito di recente una piccola discesa, rispetto al tetto massimo toccato nel dicembre del 2011, cioè nel momento più critico della crisi di Eurolandia. A dirlo sono gli stessi dati dell'Osservatorio di MutuiOnline che, sempre per un prestito a tasso variabile di 100mila euro da rimborsare in 25 anni, agli inizi del 2011 registravano   una rata media di oltre 520 euro, circa 40 euro in più rispetto a oggi. Un dato simile si riscontra anche per i mutui a interessi fissi di uguale scadenza le cui rate, tra gennaio e agosto, sono scese da 635 a 600 euro circa.

L'OPZIONE DELLA SURROGA.

Di fronte a questa leggera inversione di tendenza, chi oggi ha una mezza idea di comprar casa ma non ha un'urgenza impellente di farlo, in teoria può aspettare ancora qualche mese, nella speranza che le tensioni nel settore bancario si smorzino e gli spread sui mutui tornino ai livelli di un biennio fa. Chi invece non vuole rinunciare all'acquisto ed è ormai deciso a indebitarsi, non deve comunque scartare l'ipotesi di tornare sui propri passi nei prossimi anni, sostituendo il mutuo sottoscritto oggi, con un nuovo finanziamento a un tasso meno elevato (se il costo dei prestiti tornerà finalmente al di sotto del 2%.) Non va dimenticato, infatti, che  la sostituzione del mutuo può essere effettuata con la surroga, una procedura semplificata che, sin dal 2007, consente di ridurre o azzerare le spese del notaio.

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