Lavoro

Pensioni ed esodati, la lettera per Renzi

Il messaggio al premier dai lavoratori rimasti senza reddito dopo le riforme del governo Monti. Speranze con la prossima Legge di Stabilità

esodati-protesta

Andrea Telara

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Una lettera aperta al presidente del consiglio, Matteo Renzi, che sembra averli dimenticati dopo averne appoggiato le battaglie per un po' di tempo, prima di insediarsi a Palazzo Chigi. A spedirla, qualche giorno fa, è stata la rete di Comitati degli esodati, cioè di quei lavoratori rimasti vittime della riforma previdenziale dell'ex-ministro Fornero. Si tratta (per chi non li conoscesse ancora) di decine di migliaia di italiani che, prima del 2011, avevano sottoscritto un accordo con la propria azienda per mettersi in mobilità o avevano deciso di versare i contributi volontariamente, in vista della pensione. Poi, all'improvviso, tutti questi lavoratori hanno scoperto che la tanto agognata pensione sarebbe arrivata soltanto molti anni dopo, visto che la riforma Fornero ha innalzato di colpo l'età minima per congedarsi dal lavoro.


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“Riteniamo che sia arrivato il momento di dire basta e di restituire il diritto alla pensione con le regole precedenti la Riforma Fornero, come lei auspicava già 3 anni fa” scrivono gli esodati a Renzi, ricordando le parole che lo stesso stesso premier ha pronunciato pubblicamente in passato quando proclamava, in diverse interviste, la necessità di dare una risposta concreta alle migliaia di lavoratori rimasti beffati dalle manovre previdenziali del 2012. “In un anno e mezzo di attività del suo governo”, continuano gli esodati nella loro lettera al presidente del consiglio “lei ci ha totalmente dimenticati, non ha mai risposto ad alcuno dei nostri accorati appelli e si è guardato bene di incontrare una nostra delegazione”.


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Ora, a dire il vero, sembra aprirsi qualche spiraglio per una soluzione, almeno parziale. Con la prossima Legge di Stabilità, infatti, potrebbe arrivare una tutela per altri 25mila esodati (la settima tranche), grazie all'utilizzo di 3 miliardi di euro già stanziati in passato (e poi avanzati), per salvaguardare le prime platee di lavoratori danneggiati dalla riforma Fornero. Va infatti ricordato che i governi di Monti e Letta hanno approvato negli anni scorsi ben 6 provvedimenti-tampone, con cui hanno permesso a 170mila esodati di mettersi a riposo con le regole precedenti la riforma Fornero. Tutte le persone tutelate, però, maturavano il diritto alla pensione entro il 31 dicembre del 2015.


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Sono invece rimasti esclusi i lavoratori avrebbero dovuto mettersi a riposo, sempre con le vecchie regole, a partire dal prossimo anno. Quanti sono, in totale? Non pochi, almeno secondo i comitati che hanno scritto a Renzi sottolineando un particolare importante: il 15 ottobre del 2014, rispondendo a una interrogazione parlamentare della deputata Maria Luisa Gnecchi, l'Inps ha redatto una tabella ufficiale in cui sosteneva che ci sono almeno 49.500 esodati ancora da tutelare e che matureranno il diritto alla pensione con le vecchie regole pre-Fornero tra il 2016 e il 2019. Senza contare, poi, le prime stime elaborate dall'Inps nel 2012, che calcolava in oltre 350mila unità il numero totale degli esodati italiani di cui, finora, sono stati stati tutelati meno della metà. Con la prossima manovra economica, dunque, potrebbe arrivare una salvaguardia per altre 25mila persone. Se però la platea degli esodati annovera ancora tra le proprie fila quasi 50mila lavoratori, i conti continueranno a non tornare del tutto.


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