Il posto migliore dove lavorare? Quello più flessibile

I dipendenti preferiscono le aziende che innovano e sperimentano nel rapporto fra impiego e tempo libero. Lo certifica la nuova edizione della ricerca europea “Best Workplaces”

Un’immagine scattata lo scorso anno al quartier generale britannico di O2 che ha sperimentato un ambizioso progetto pilota di lavoro flessibile, chiedendo a tutti i dipendenti della sede di lavorare per un giorno in remoto (Ian Gavan/Getty Images for O2)

Stefania Medetti

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I risultati 2013 della ricerca “Best Workplaces in Europe ” parlano chiaro: i dipendenti apprezzano in modo particolare la capacità delle aziende di trovare un equilibrio nella relazione lavoro - vita privata. Le aziende classificate, infatti, si distinguono per una grande flessibilità d’orario, ma anche per la capacità di sperimentare e innovare con formule come lavoro remoto, assenza di timbratura, servizio di concierge per lavanderia, calzoleria, pagamento bollette; limiti di orario alle riunioni che non possono iniziare troppo presto o troppo tardi, compromettendo la vita privata dei dipendenti. 

La classifica è stata condotta da Great Place to work, società globale di ricerca, consulenza e formazione che aiuta le organizzazioni a migliorare le proprie performance di business attraverso l’individuazione, la creazione e il sostegno agli ambienti di lavoro eccellenti. In base ai dati raccolti, i parametri di valutazione delle migliori aziende in cui lavorare continuano a registrare un costante miglioramento. Attraverso le opinioni di oltre 589mila dipendenti, infatti, sono state monitorate 2.119 aziende (+38% sul 2012) in 19 Paesi. Fra le cento aziende protagoniste del report figurano 27 new entry e tre aziende “storiche”: Microsoft; Admiral Group e la danese Middlefart Sparkasse, in classifica dalla prima edizione, pubblicata undici anni fa. Le aziende del ranking, inoltre, si distinguono per il numero di candidature ricevute che sono nove volte superiori al numero di dipendenti. 

Quanto alla classifica: Microsoft sorpassa Sas, azienda specializzata in business analytics, in testa all’edizione 2012 e conquista il primo posto nella categoria “Aziende Multinazionali”. La software house NetApp mantiene il terzo posto. Novità anche in seconda posizione dove subentra la compagnia assicurativa Admiral che sale nel gradimento, grazie all’istituzione di figure innovative come il “ministro del divertimento” e il “ministro della salute”. In totale, sono quindici - sulle 25 totali - le multinazionali presenti in Italia che ottengono il riconoscimento di "Best Multinational Workplace 2013", ma nessun nome italiano spunta un posto nel ranking fra le grandi imprese, dove si posizionano invece Germania, Regno Unito e Danimarca, mentre Svezia, Finlandia, Norvegia e Danimarca occupano circa il 50% dei posti fra le migliori medie e piccole imprese dove lavorare. Fra le aziende presenti in Italia, dunque, figurano in classifica: Microsoft, Admiral Group, Sas Institute, W.L. Gore & Associates; Quintiles; National Instruments; Emc; Medtronic; Mars; Cisco; Adeo Group; Japan Tobacco International; Grünenthal; Danone e Unilever. 

Quanto alle categorie merceologiche rappresentate, le aziende di information & communication technology pesano per il 28% del totale e, insieme alle società che offrono servizio professionali (21%), costituiscono i due gruppi principali nella classifica. Seguono produzione (17%), servizi finanziari e assicurativi (8%) e vendita al dettaglio (7%). Nell’elenco 2013 ci sono anche società che operano nell’ambito della salute, delle biotecnologie, dell’ospitalità e del non profit (4% ciascuna), segno che qualsiasi industria può trasformarsi in un buon posto dove lavorare. 

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