Cina: visti agevolati per scienziati e informatici

Pechino concede permessi di lavoro di cinque e dieci anni a chi saprà aiutarla a raggiungere l'egemonia tecnologica

Vita quotidiana in Cina

10 dicembre 2016. Una donna al lavoro a un telaio in una fabbrica tessile di Nantong, nella provincia dello Jiangsu, in Cina. – Credits: STR/AFP/Getty Images

Claudia Astarita

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Nel corso del 19esimo Congresso del Partito comunista cinese il Presidente Xi Jinping ha ribadito la sua intenzione di trasformare la Cina in una grande potenza tecnologica. E così ha deciso di offrire visti di lavoro di dieci anni per chiunque sia in grado di aiutare la nazione a tagliare l'ennesimo traguardo in tempi record.

Le professionalità più richieste in Cina

Stando a quanto annunciato sulla stampa nazionale, a beneficiare di questa nuova politica di visti saranno soprattutto imprenditori, scienziati e esperti di nuove tecnologie, un po' in tutti i campi. La durata dei permessi di soggiorno oscillerà tra i cinque e i dieci anni (da rinnovare ogni 180 giorni), a seconda delle stime di necessità calcolate settore per settore. Il numero dei permessi di lavoro erogati e la loro durata potrebbe poi essere rivista negli anni per rispondere in maniera più puntuale alle diverse esigenze che via via emergeranno dai mercati. Tuttavia, secondo le prime proiezioni circolate in Cina, nel 2018 potrebbero essere distribuiti ben 50mila visti.

Come fare domanda

Per rendere l'offerta cinese ancora più appetibile, il governo ha deciso di permettere ai candidati di presentare la propria candidatura online e si è impegnata a dare una risposta "in tempi rapidissimi", che qualcuno immagina possano, in casi particolari, vale a dire quando la candidatura è davvero eccellente, scendere a 24 ore. Non solo: a differenza di tutte le altre pratiche di visto, in questo caso la domanda è completamente gratuita, e i vincitori saranno anche autorizzati a viaggiare con la famiglia al seguito. 

Stranieri di serie A, B e C

Secondo la BBC, all'inizio del 2016 la Cina ha introdotto un nuovo sistema per classificare gli stranieri in base alle loro competenze, per riuscire a capire se la maggioranza degli immigrati che arriva in Cina è qualificata o no e, ancora più importante, se le competenze di chi entra nel paese sono in linea con le esigenze del mercato del lavoro locale.

Non solo hi-tech

A dire il vero, basta dare un'occhiata al documento per capire che i visti VIP non verranno concessi solo a scienziati & co. Tra le figure autorizzate a fare domanda per permessi di lavoro "di eccellenza"  ci sono anche Premi Nobel, campioni sportivi (allenatori inclusi, soprattutto se hanno seguito nazionali o atleti di altissimo livello), giovani ricercatori provenienti dalle più prestigiose università del mondo, direttori di musei famosi, e persino stranieri con un reddito almeno sei volte superiore alla media locale (che è di 14.220 dollari americani).

Le opportunità per l'Europa

Se fino al 2016 la maggior parte degli stranieri in Cina arrivava da Giappone, Stati Uniti e Corea del Sud, è probabile che con questa nuova apertura anche tanti giovani europei inizieranno a prendere in considerazione la Repubblica popolare come meta lavorativa. Del resto, le opportunità non mancano. E con questa nuova legge per le aziende locali diventa possibile assumere stranieri altamente qualificati senza correre il rischio di vedersi rifiutato il visto una volta chiuso il contratto.

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