L'agosto record delle borse mondiali, malgrado il Covid
(Ansa)
L'agosto record delle borse mondiali, malgrado il Covid
Economia

L'agosto record delle borse mondiali, malgrado il Covid

Fiducia nella ripresa, eccessivo entusiasmo o giochi d'affari. Ecco cosa c'è dietro i risultati da record dei mercati nell'ultimo mese

Mentre il mondo intero fa i conti con la pandemia da Covid-19, al punto che ci sono decine e decine di paesi in lockdown o pronti a tornare a vecchie misure resttrittive; mentre ovunque si teme un autunno molto caldo per l'economia ecco che c'è chi in questa fase sta facendo numeri e soldi da record. Stiamo parlando delle principali borse del mondo che chiudono hanno chiuso l'ultimo mese estivo con delle crescite record. Le Banche centrali continuano a iniettare liquidità e le Borse Mondiali tirano un sospiro di sollievo: con o senza Covid.

Agosto record

Il mese d'agosto, infatti, per tutte le piazze si è chiuso con numeri da record che sembrano suggerire che gli indici borsistici hanno messo alle spalle l'emergenza Coronavirus pensando già alla ripresa in un clima di rinnovato ottimismo complice anche la fiducia nella possibilità di trovare e commercializzare al più presto il vaccino. Forse anche in vista di una seconda ondata di contagi e di un possibile lockdown gli investitori approfittano nel momento per guadagnare terreno in Borsa.

Se tutte le piazze europee hanno portato a casa il miglior agosto dal 2009 a oggi, in USA è andata ancora meglio e per ritrovare un agosto tanto proficuo bisogna tornare al 1984.

USA

Nel dettaglio, l'indice Dow Jones ha messo a segno il quinto mese di fila in rialzo con una crescita del 7,6%, il balzo maggiore, appunto, dall'agosto dal 1984.

Il S&P500, invece, ha chiuso con un ottimo +7%. Ancora meglio è andata per il Nasdaq, che è balzato del 9,6%.

Europa

Nel vecchio continente, come di consueto, la piazza che ha chiuso il mese nel migliore dei modi è stata Francoforte che saluta agosto con un rialzo vicino al 5%, seguita da Parigi con un + 4%, Madrid + 1,34% Londra + 1,2% e Milano che, per la prima volta da inizio anno, chiude il mese in territorio positivo sfiorando la crescita dell'1% anche se Piazza Affari da inizio anno resta in perdita del 16%.

Asia

Bene anche i listini asiatici con Tokyo che chiude il mese con il Nikkei a + 6,4% (a un passo dai valori di inizio anno) mentre Hong Kong a + 2%.

Per conoscere meglio i motivi e magari capire come potranno evolversi i mercati nei mesi prossimi abbiamo chiesto l'opinione di Vittorio Gaudio, direttore asset managment Banca Mediolanum

Quali sono le cause e le conseguenze dell'euforia dei listini di agosto?

Da più parti si è rilevata questa discordanza tra economia reale e economia finanziaria. Non c'è osservatore che non sia preoccupato della congiuntura macroeconomica che resta negativa. A guardare i dati di agosto è evidente che quando uno osserva l'andamento dei mercati la famosa correlazione tra borsa ed economia reale in questo momento viene meno.

Cosa motiva l'andamento dei mercati in questo momento?

Quello che motiva in maniera più seria l'andamento positivo dei mercati sono due cose. La prima sono le risposte monetarie e fiscali che arrivano dalle Banche Centrali. E' evidente che rispetto al 2008 e 2009 quello che le banche centrali stanno facendo è qualcosa di straordinario, come ha detto Powell l'altro giorno siamo in un momento in cui le banche centrali non solo hanno i tassi a zero, ma siamo anche nella situazione in cui le banche centrali da guardiane contro l'inflazione sono disposte a tollerare l'inflazione pur di far ripartire l'economia. Secondo aspetto altrettanto significativo è che il Coronavirus ,per bello o brutto che sia, è stato un poderoso agente accellrante di processi che si sarebbero compiuti in più anni e questo spiega gli andamenti settoriali.
Uno può dire "c'è una bolla in corso?" probabilmente un po' sì, c'è sicuramente un effetto di euforia, c'è un eccesso di catalizzazione nelle mani di pochi. Basti pensare che i 5 macrotitoli della tecnologia sulla borsa americana pesano quanto gli altri 381. Abbiamo visto che Apple ad agosto ha superato i 2000 miliardi di capitalizzazione quindi Apple a oggi vale più del Pil italiano. C'è sicuramente un elemento di bolla, ma sotto c'è qualcosa di strutturale. Il mercato azionario ha visto nel Coronavirus non solo un fattore negativo, ma una possibilità di crescita, un motore di accelerazione dell'innovazione.

In questo momento conviene investire? Dove?

Ci ha dei risparmi a lungo termine secondo me deve restare nella tecnologia diversificando però il portafogli. Un giovane che si vuole costruire una rendita e che cioè ha una logica sui 10 ,15 anni ha senso che investa nel tecnologico anche se nel prossimo futuro ci dovesse essere una fase di flessione o riposo. In una logica più tattica certamente conviene diversificare gli investimenti in quei settori fino a oggi bistrattati: basti pensare alle utilities, alle banche o alle telecomunicazioni. Fino a oggi questi settori non hanno ancora visto il rimbalzo e penso che un po' di rotazione sia naturale. E' importante non seguire le mode, quindi non avere solo le azioni Amazon, le Apple o le Tesla nel portafoglio per la ricerca del guadagno facile, ma d'altrocanto tenerle perché non sono una bolla, non scoppieranno. Apple, amazon, netflix o tesla rimangono i pilastri di questa nuova economia.

Che settembre ci sia spetta sui mercati?

A livello di politiche monetarie mi sembrano ancora supportive, non prevedo sorprese negative, ci può stare un po' di correzione al ribasso sui settori che hanno viaggiato tanto, ma questo non dovrebbe condurre a una flessione o a una fase negativa, il mercato dopo una corsa simile può avere una fase di riposo, ma le prospettive sono ancora buone per l'equities e l'azionario. Quando i titoli di stato non rendono, i conti correnti non rendono, il clima dell'investimento azionario resta positivo.

Cosa può andare storto?

I mercati temono l'inatteso: ormai al Coronavirus siamo abituati e quindi i mercati stanno imparando a conviverci. Sono un improbabile secondo grande lockdown potrebbe mettere in crisi i listini, ma oggi come oggi la prospettiva è lontana.

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