“Italian Icons of China”, Marposs S.p.A
Economia

“Italian Icons of China”, Marposs S.p.A

La Rubrica - Un Europeo in Cina

Serie “Italian Icons of China”: una raccolta di marchi italiani di fama internazionale, scelti per condividere le loro esperienze uniche e le loro intuizioni di mercato in Cina.

Introduzione

Per fornire ai nostri lettori un'analisi approfondita delle operazioni delle aziende italiane sul mercato cinese, abbiamo inaugurato la nostra serie di articoli “Italian Icons of China”, in cui condurremo interviste con alcuni dei principali CEO delle più importanti aziende italiane presenti in Cina. Parleremo delle loro storie di successo, illustrando le specificità di come operare nel mercato cinese in base al background delle loro aziende, alla storia dei loro marchi e alla gestione dell'espansione del business in base ai loro punti di forza specifici e alle condizioni di mercato. Le nostre Icon ci forniranno inoltre i loro suggerimenti su come ottenere risultati positivi sul mercato cinese, le strategie utili per le aziende multinazionali, le piccole e medie imprese, gli imprenditori e tutti i leader d'azienda interessati. Inoltre, ci parleranno delle loro esperienze di investimento, delle differenze tra Italia e Cina e delle prospettive future, sia per la Cina che per il loro settore.

La nostra Icon: Marposs S.p.A.

Per il nostro secondo articolo abbiamo ottenuto un’intervista esclusiva con Ing. Alessandro Strada, amministratore delegato di Marposs S.p.a. dal 2018, dove ha ricoperto diversi ruoli tra i quali quello di Direttore Tecnico presso Marposs Japan a Tokyo, Direttore Industriale presso lo Stabilimento della Marposs Nanjing Automation in Cina, contribuendo alla crescita, allo sviluppo commerciale e tecnico/produttivo dell’Organizzazione.

Alessandro Strada, amministratore delegato di Marposs S.p.a.

L’azienda, guidata dal Presidente Stefano Possati è stata fondata a Bentivoglio, in provincia di Bologna, nel 1952 ed è ora leader mondiale nel settore delle misurazioni, ispezioni e collaudo. Ad oggi Marposs vanta la sua presenza diretta in più di 25 paesi, insieme a una vasta rete di agenti e distributori in più di dieci paesi.

Da quanti anni Marposs opera in Cina? Perché focalizzarsi proprio su questo paese?

«I nostri viaggi in Cina sono iniziati già a partire dalla seconda metà degli anni 70. Il nostro primo Representative Office a Beijing risale al 1986 e a metà degli anni 90 abbiamo ufficialmente aperto la nostra struttura di vendita e assistenza in territorio cinese. Questo passo è avvenuto all’interno di una strategia di espansione geografica che ha ispirato Marposs sin dagli albori e che ci ha portato oggi ad essere presenti con strutture proprie in 25 paesi. Di queste la Cina, è fra le più importanti con circa 800 persone coinvolte in attività di produzione, vendita e assistenza tecnica. Questa scelta è dovuta al fatto che ci rendemmo conto che per vendere in Cina, bisognava produrre in Cina. Questo per rassicurare i clienti ed essere loro vicini. Produrre in Cina per esportare prodotti a basso costo è una politica che è di breve momento che non abbiamo mai condiviso. Si tratta di un mercato con un potenziale altissimo nei diversi settori in cui operiamo: dai nostri mercati più tradizionali come quello dei controlli su macchina utensile ed automotive, fino a segmenti di mercato legati al mondo dell’elettronica di consumo e alla transizione verso la mobilità elettrica».

Il divario culturale fra Cina e Italia è notevole e nasconde tranelli così come opportunità. Come è riuscita la sua azienda a evitare le insidie e cogliere le opportunità celate?

«Nella nostra storia abbiamo sempre ritenuto fondamentale comunicare con i clienti nella loro lingua e assimilarne la cultura per capire le necessità e ottenerne la fiducia. In Cina, nonostante uno straordinario benvenuto ricevuto dalle istituzioni, abbiamo spesso dovuto affrontare difficoltà di inserimento, concorrenza locale e, in generale, grandi differenze culturali. Siamo sempre riusciti ad affrontare questi temi continuando a credere e ad investire in questo progetto anche attraverso l’importante presenza di personale italiano formato nel nostro quartier generale a Bentivoglio. Questi ragazzi hanno contribuito in modo straordinario a portare la nostra integrità tecnica e la nostra esperienza in questa giovane realtà».

Per quanto riguarda l'industria manifatturiera in generale, quali sono le sfide che le aziende del vostro settore devono affrontare sul mercato cinese? Considerando che la vostra azienda è coinvolta in una gamma così ampia di prodotti e soluzioni per l'intero processo produttivo, ci sono sfide significativamente diverse tra loro? Come si confrontano con altri mercati? Sono diverse per le imprese straniere e nazionali o universali?

«La Cina, da mercato con produzione di quantità a prezzi competitivi grazie al basso costo della manodopera, si è velocemente evoluta verso soluzioni ad alto contenuto di innovazione con sviluppi estremamente rapidi: i tempi di realizzazione dei prodotti sono brevi, i processi digitalizzati e le decisioni vengono prese molto più velocemente che altrove. Marposs ha colto questa opportunità e ha investito su questo mercato in maniera decisa. Essendo presenti in Cina da tanto tempo abbiamo seguito il cambiamento del tessuto industriale cinese. L’obiettivo è sempre stato progettare e produrre soluzioni competitive per i clienti cinesi e garantire la stessa qualità del prodotto che esce dalle altre sedi del Gruppo. Oggi siamo presenti nel paese con due centri produttivi all’avanguardia (Nanjing e Sanmenxia), due centri di sviluppo tecnologico (Shenzhen e Shanghai) oltre che con filiali di vendita e assistenza dislocate sul territorio per essere in grado di supportare al meglio i nostri clienti».

Marposs è rinomata per essere un leader mondiale nel campo della misurazione, dell'ispezione e del collaudo, operando in un'ampia gamma di settori; in base al tema della 7° Shanghai Edition di IDI del novembre 2022, qual è il ruolo che le nuove tecnologie svolgono nell'ambito della totalità della vostra gamma di prodotti in termini di design e funzionalità?

«I temi di digitalizzazione e Smart Factory per noi sono cruciali sia in termini di crescita che di evoluzione del settore. Marposs è stata fornitore di strumenti di ispezione e controllo intelligenti ancora prima che il concetto di Industry 4.0 si sviluppasse. Fin dagli inizi, i nostri sistemi sono stati in grado di generare dati legati al processo manifatturiero per permettere ai nostri clienti di migliorare la qualità dei loro prodotti. Oggi il tema a cui Marposs vuole dare una risposta è rendere tutti questi dati fruibili, anche da remoto o sui sistemi gestionali dei nostri clienti, per l’analisi e il miglioramento dell’intero processo produttivo. Se fino ad alcuni anni fa il dato della misura era finalizzato solo alla buona riuscita di un pezzo, oggi i dati aggregati permettono di prevedere possibili problemi del processo e di anticiparne le soluzioni».

Marposs ha introdotto prodotti e soluzioni esclusive per il mercato cinese? Ideate su misura e diverse da quelle di altri mercati? Se sì, perché?

«Certamente e questo si ricollega all’importanza di essere presenti sul territorio per comprendere i bisogni di un paese. Nel nostro plant di Nanjing progettiamo e creiamo soluzioni su misura dedicate ai nostri clienti cinesi, specialmente nel settore automotive. Per migliorare il nostro posizionamento su settori molto competitivi come, ad esempio, i controlli sulla produzione di elettronica di consumo, abbiamo poi sviluppato prodotti e tecnologie specifiche e abbiamo affinato la segmentazione di alcune linee di prodotto esistenti».

Considerando la spinta globale verso la carbon neutrality, quali iniziative la vostra azienda e il vostro settore prevedono di attuare per migliorare la sostenibilità?

«Marposs ha sempre contribuito a migliorare i processi produttivi dei propri clienti: garantire la qualità oggi significa anche contribuire a rendere la produzione più efficiente, in termini di scarti, energia ed emissioni e quindi più green. Siamo inoltre parte attiva nella rivoluzione verso la mobilità sostenibile: abbiamo sviluppato diverse soluzioni per migliorare la qualità di componenti come motori elettrici e batterie. A livello di Gruppo contribuiamo con diverse iniziative per rendere i nostri principali stabilimenti produttivi più sostenibili attraverso l’utilizzo di energie rinnovabili e attraverso una forte attenzione al tema del welfare».

Nel 2023, quali sono le tendenze che ritiene debbano essere prese maggiormente in considerazione in Cina?

«La Cina punterà sicuramente a recuperare capacità produttiva e di consumo rispetto agli anni caratterizzati dall’emergenza pandemica. Rimarrà un mercato caratterizzato da forte crescita, innovazione e che rafforzerà ancora di più competenze e know-how locali. Le due aree tematiche che vediamo prendere sempre più rilevanza in termini di investimenti industriali sono quelle relative alla mobilità sostenibile e al settore della produzione di componenti elettronici».

Quale crede sarà il principale punto di riferimento del mercato cinese per gli investitori stranieri tra un anno?

«Nelle economie occidentali si percepisce una preoccupazione generata dal crescente peso economico che la Cina sta progressivamente assumendo, è indiscutibile che questo sia un paese ricco di opportunità. Dopo una prima fase in cui, anche grazie ad investimenti in Joint Ventures le aziende cinesi hanno acquisito competenze specifiche, oggi la Cina è a tutti gli effetti leader tecnologico in diversi settori con chiare espansioni di business al di fuori dei confini. Per riuscire a sfruttare le numerose opportunità, è necessario continuare ad investire per aumentare la capacità di essere partner affidabili».

Conclusione

Dalla nostra intervista appare evidente come le parole chiave per il successo in questo settore siano soprattutto “adattabilità” e “progresso”.

La Cina non è quella rimasta nell’immaginario occidentale, un’immagine che nella realtà risale a decenni fa, è invece una potenza in rapido e costante sviluppo, ricca tanto di insidie quanto di grandi opportunità. Ad oggi, la presenza in Cina è fondamentale per chiunque voglia vantare una presenza di rilievo nel mercato globale.

La nostra serie sulle aziende italiane in Cina continuerà a portare ai nostri lettori le esperienze e le conoscenze dei principali attori italiani nel mercato cinese, in diversi settori industriali e dimensioni, continuate a seguirci!

A cura di: Avv. Carlo D’Andrea, Vice Presidente della Camera di Commercio dell’Unione Europea in Cina

I più letti